La Banca Mondiale taglia le stime di crescita globale

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A cura di Antonio Arricale Gli Stati Uniti si confermano l’unico motore della ripresa economica monetaria, mentre in Europa la deflazione erode la fiducia dei consumatori e le aziende non assumono più. A cura di Antonio Arricale Gli Stati Uniti si confermano l’unico motore della ripresa economica monetaria, mentre in Europa la deflazione erode la fiducia dei consumatori e le aziende non assumono più. In questo scenario la Banca Mondiale ha tagliato le stime di crescita globale, avvertendo che l’economia internazionale è troppo dipendente dai soli Stati Uniti, la maggiore potenza economica al mondo. Insomma, le previsioni per il 2015 e il 2016 sono viste al ribasso. Nel suo rapporto semestrale, la Banca ha previsto che l’economia si espanderà del 3% nel 2015 e del 3,3% nel 2016. In giugno gli economisti avevano previsto una crescita del 3,4% e 3,5% rispettivamente. Da parte loro gli Stati Uniti dovrebbero registrare un Pil del +3,2% (stime riviste al rialzo da +3%). Una nota positiva è arrivata per la regione dell’Asia meridionale, mentre per la Russia le cose sono cambiate di molto. Da una crescita dell’1,5% ora le previsioni sono passate a una contrazione del 2,9% nell’anno in corso. Le sanzioni economiche e il crollo del petrolio hanno un impatto devastante sull’economia di Mosca. Detto ciò, la Banca ha anche osservato come il tracollo dei prezzi del greggio offrirà una bella spinta all’attività mondiale. Diversi fattori contribuiranno però a mitigare gli effetti positivi del calo della materia prima. La fiducia dei consumatori e delle aziende calerà ancora, mentre le banche centrali non riusciranno a trovare le misure necessarie per far crescere le attese di inflazione, non potendo tagliare ulteriormente i tassi di interesse, che si trovano ai minimi record. A parità di potere di acquisto la Cina è diventata la prima potenza economica mondiale, secondo i calcoli del Fmi. Borse asiatiche Borsa nipponica debole questa mattina con il Nikkei che ha ceduto l’1,71% attestandosi a quota 16795. Il calo è da imputarsi prevalentemente al recupero dello yen nei confronti delle altre principali valute, con i corsi che contro dollaro sono saliti sui massimi dell’ultimo mese circ a, in scia al deciso ribasso dei prezzi delle materie prime, rame in primis. Il crollo del rame, che ha fatto segnare uno dei maggiori ribassi degli ultimi sei anni, ha trascinato al ribasso l’indice dei metalli non ferrosi che ha ceduto il 4% circa penalizzando tutto il settore dei titoli legati alle materie prime. Sumitomo Metal Mining ha perso ben 8 punti percentuali mentre Mitsui Mining & Smelting ha ceduto il 5%. In ribasso i titoli del comparto oil anch’essi appesantiti dal continuo calo del prezzo del greggio così come quelli delle società esportatrici quali Panasonic e Toyota per citarne due tra le maggiori del Nikkei. In calo anche le altre principali piazze azionarie asiatiche con Hong Kong che arretra dello 0,4% così come Shanghai mentre Seoul ha chiuso in ribasso dello 0,18%. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso una seduta caratterizzata da una elevata volatilità in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo 0,15%, l’S&P 500 lo 0,26% e il Nasdaq Composite lo 0,07%. Nella prima parte della giornata i listini azionari americani erano arrivati a guadagnare oltre un punto percentuale. A pesare sono stati i titoli legati alle risorse di base e il comparto energetico. L’Investor’s Business Daily (IBD) e TechnoMetrica Institute of Policy and (TIPP) hanno pubblicato l’indice IBD/TIPP sull’ottimismo economico, che misura il livello di fiducia del consumatore e il suo ottimismo in relazione all’economia. L’indice si è attestato in gennaio a 51,5 punti dai 48,4 punti del mese precedente. Le attese erano per un indice p ari a 48,3 punti. Europa Mercati azionari europei deboli in avvio, penalizzati anche dall’inversione di marcia di Wall Street che ieri, dopo un inizio molto positivo, ha invertito la rotta per terminare sotto la parità. Le principali Borse hanno aperto la seduta in netto ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede l’1,3%, il Cac40 di Parigi l’1,6%, il Ftse100 di Londra l’1,2% e l’Ibex35 di Madrid l’1,5%. La Banca mondiale ha tagliato le stime di crescita dell’economia mondiale a +3% dal +3,4% previsto a giugno. Per il 2016 il Pil è visto a +3,3% contro il +3,5% atteso in precedenza. Italia Borsa italiana: Ftse Mib -0,43%, riduce perdite viste in apertura, il Ftse Italia All-Share segna -0,39%, il Ftse Italia Mid Cap -0,08%, il Ftse Italia Star -0,11%.


I dati macro attesi oggi Mercoledì 14 gennaio 2015 08:45 FRA Inflazione dic; 09:30 EUR Corte di Giustizia UE su legittimità programma OMT; 10:00 ITA Inflazione (finale) dic; 11:00 EUR Produzione industriale nov; 14:30 USA Indice prezzi importazioni dic. 14:30 USA Vendite al dettaglio dic; 16:00 USA Scorte delle imprese nov; 16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati; 20:00 USA Beige Book.