La Bank of Japan trascina al ribasso l’Asia

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Il punto. Il Ftse Mib segna -0,52%, il Ftse Italia All-Share -0,48%, il Ftse Italia Mid Cap -0,05%, il Ftse Italia Star +0,04%.

Mercati azionari europei in calo: DAX -0,6%, CAC 40 -0,7%, FTSE 100 -0,8%, IBEX 35 -0,7%.

Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,5-0,6 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,13%, Nasdaq Composite +0,04%, Dow Jones Industrial +0,09%.
In rosso Tokyo con il Nikkei 225 a -0,68%. Incerte le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,30%, a Hong Kong l’indice Hang Seng a -0,72%.
Euro contro dollaro stabile in area 1,1110.
Mercati obbligazionari eurozona in lieve calo. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente sale di 1 bp allo 0,28%, anche quello del BTP sale di 1 bp all’1,32%. Lo spread è stabile a 104 bp.

Borse asiatiche
Saranno le Banche centrali, questa settimana, a farla da protagoniste. Dopo le nuove misure introdotte giovedì scorso dalla Banca centrale europea e in attesa delle decisioni della Federal Reserve di domani e di quello della Bank of England di giovedì, la seduta dell’Asia è stata condizionata significativamente dall’annuncio della Bank of Japan (BoJ) che, con sette voti favorevoli e due contrari del suo board, ha confermato i tassi d’interesse allo 0,10% in negativo dopo averli introdotti a sorpresa, con una mossa senza precedenti nel Sol Levante, nel meeting di fine gennaio.

Passato invece con otto voti favorevoli e uno contrario il mantenimento del piano di espansione della base monetaria, portato a 80.000 miliardi di yen l’anno (635 miliardi di euro al cambio attuale) nell’ottobre del 2014.

Le mosse della BoJ hanno spinto al ribasso i mercati, facendo in primis rafforzare lo yen contro il dollaro Usa (ed è una pessima notizia per i grandi esportatori del Sol Levante). Il Nikkei 225 ha segnato una perdita dello 0,68% (leggermente meglio ha fatto l’indice più ampio Topix, in declino dello 0,57%).

Dunque, non è bastata a sostenere gli scambi la conferma del ritorno alla crescita, dopo due mesi consecutivi di declino, per la produzione industriale del Giappone. Secondo la lettura finale diffusa dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, il dato segna infatti in gennaio un progresso del 3,7% su base mensile rettificata, contro la flessione dell’1,7% di dicembre e quella dello 0,9% in novembre.

Complessivamente i mercati della regione hanno perso significativamente terreno, con l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in declino di circa lo 0,70% dopo che lunedì aveva toccato i massimi degli ultimi due mesi e mezzo.
In correzione anche i corsi del petrolio, che nella seduta precedente avevano segnato l’ennesimo rally che è praticamente quanto guadagnato nell’intera scorsa ottava condizionata soprattutto dalla volatilità delle piazze cinesi. E, complice il declino superiore all’1% in overnight per i corsi del minerale di ferro, la giornata a Sydney è stata in tono ancora più negativo.
L’S&P/ASX 200 è stato infatti il peggiore indice della regione, chiudendo in calo dell’1,43% appesantita dal declino superiore al 3% dei colossi minerari Bhp Billiton e Rio Tinto e di titoli petroliferi come Oil Search e Santos. Limita le perdite invece Seoul, con il Kospi che chiude in flessione di appena lo 0,12% le contrattazioni.
A Shanghai invece è riuscito il recupero. Dopo una seduta in gran parte negativa, infatti, in chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato lo 0,17% e lo 0,30% rispettivamente. In negativo invece lo Shenzhen Composite, che ha chiuso in calo dello 0,93% dopo il rally del 3,56% di lunedì.
Resta invece allineata alla performance di Tokyo la piazza di Hong Kong: avvicinandosi alla chiusura l’Hang Seng segna lo 0,50% (performance simile anche per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). 

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta poco mossi. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,09%, il Nasdaq Composite lo 0,04% mentre l’S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,13%. A dominare è stato il clima di attesa in vista della riunione della Fed in programma domani.

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,8%, il Ftse100 di Londra lo 0,55% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,7%.

In Francia l’Ufficio di Statistica Insee ha pubblicato i dati finali sull’inflazione. Nel mese di febbraio l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% su base mensile a fronte di un incremento dello 0,2% rilevato a gennaio ed è diminuito dello 0,2% su base annuale. L’indice armonizzato è diminuito dello 0,1% su base annua.

Italia
Dopo il rally della scorsa settimana – e di venerdì in particolare – la Borsa di Milano ha tirato un po’ di fiato portando il Ftse Mib nuovamente vicino alla soglia di 19mila punti. L’indice si è fermato a 18.981 punti a fine seduta (-0,03%) mentre le altre piazze finanziarie europee hanno registrato rialzi più decisi.
Tra gli investitori è prevalsa la cautela in vista delle decisioni di tre banche centrali previste per questa settimana: i board della Banca del Giappone (nella notte, cfr. sopra), della Fed e della Banca d’Inghilterra potrebbero comunicare nuove strategie in termini di politica monetaria.

Ad ogni modo, a Piazza Affari è stata Mps la regina del listino, guadagnando il 10,24% a 0,635 punti con un boom di scambi: volumi a circa 206,4 mln di pezzi scambiati dopo le indiscrezioni di stampa circa un ‘ritorno’ nell’agenda di Palazzo Chigi del tema della banca senese, da diversi mesi in cerca di un partner finanziario.
Tra i titoli bancari sono in rialzo il Banco Popolare (+2,6%), Bpm (+1,43%) e Bper (+1,37%).
In luce anche Campari (+5%) e Buzzi Unicem (+3%).
Alla fine della seduta in deciso ribasso A2a (-2,8%), Intesa Sp (-2,05%), Unicredit (-1,19%) e Telecom (-0,96%).
Da segnalare lo sprint di Rcs (+7,3%), Prelios (+10,6%), Acea (+4,5%) e Carige (+3,6%). 


I dati macro attesi oggi
Martedì 15 marzo 2016
GIA Riunione BoJ;
GIA Conferenza stampa Kuroda (BoJ);
05:30 GIA Produzione industriale (finale) gen;
05:30 GIA Indice attività settore terziario gen;
08:45 FRA Inflazione feb;
10:00 ITA Inflazione (finale) feb;
11:00 EUR Occupazione T4;
13:30 USA Vendite al dettaglio feb;
13:30 USA Indice Empire State Manufacturing mar;
13:30 USA Indice prezzi alla produzione feb;
15:00 USA Scorte delle imprese gen;
15:00 USA Indice NAHB (mercato immobiliare residenziale) mar;
21:00 USA Acquisti netti att. finanziarie (l/term.) gen.