La Bce adotta misure super, ma non convince i mercati

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Il punto. La Bce ha tagliato a sorpresa i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali a zero dal precedente 0,05%, mentre quello sui depositi è sceso come da attese a -0,40% dal precedente -0,30%. Oltre al taglio dei tassi l’istituto centrale europeo amplierà da aprile il quantitative easing, portando gli acquisti mensili di asset a 80 miliardi di euro dai 60 mld attuali. La Bce, che ha rivisto al ribasso le stime di crescita e di inflazione, ha anche ampliato il pacchetto di asset nel paniere acquistabile includendo anche le obbligazioni investment grade denominate in euro emesse da società non bancarie della zona euro. 

Infine, annunciata una nuova serie di quattro aste T-LTRO, ciascuna con una durata di quattro anni, a partire da giugno. Il mercato non ha gradito in particolare le parole del presidente della Bce, Mario Draghi, di non aspettarsi che sarà necessario ridurre i tassi ulteriormente.
A due velocità il comparto bancario che era schizzato in avanti subito dopo l’annuncio delle misure Bce per poi sgonfiarsi progressivamente.

Completamente diverso appare lo scenario stamane su quasi tutte le piazze. Il Ftse Mib segna +2,79%, il Ftse Italia All-Share +2,62%, il Ftse Italia Mid Cap +1,63%, il Ftse Italia Star +1,38%.
Mercati azionari europei netto rialzo: DAX +2,1%, CAC 40 +2,2%, FTSE 100 +1,5%, IBEX 35 +2,3%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,9-1,2 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,02%, Nasdaq Composite -0,26%, Dow Jones Industrial -0,03%.
In leggero rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +0,51%. Positive le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,17%, a Hong Kong l’indice Hang Seng a +1,08%. Euro arretra contro dollaro dal massimo da metà febbraio a 1,1217 toccato ieri pomeriggio.
EUR/USD al momento oscilla in area 1,1110. Mercati obbligazionari eurozona in flessione. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente sale di 3 bp allo 0,26%, quello del BTP sale di 5 bp all’1,38%.
Lo spread sale di 2 bp a 112. Alle 11,10 importante asta di BTP a 3, 7 e 15 anni.
Avvio in forte rialzo per il comparto bancario che, nonostante i timori diffusi sugli effetti negativi un ribasso dei tassi sui margini di interesse, segna in prima battuta a Piazza Affari un vero e proprio exploit. L’indice di settore Ftse All-Share Banks guadagna il 5,2%, +4,2% circa per l’EURO STOXX Banks.
Dopo una partenza con il freno tirato, i mercati dell’Asia chiudono l’ottava con una seduta di guadagni. L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, si apprezza di circa lo 0,80% in chiusura, segnando una simile performance per l’intera settimana.
La prima reazione degli investitori alle aggressive misure annunciate dalla Banca Centrale Europea non era stata comunque positiva, indicando che ormai il margine d’azione per gli istituti centrali, non solo per quello Ue, si è praticamente azzerato. Il risultato è stato comunque un significativo apprezzamento dell’euro, in particolare sullo yen, nei cui confronti è salito ai massimi di tre settimane. In modesto recupero anche il dollaro Usa, contro il paniere delle sei principali valute.
Sul fronte delle materie prime il petrolio è tornato a guadagnare significativamente dopo il declino di giovedì (Brent e Wti scambiavano con progressi intorno al 2%), mentre l’oro è volato ai massimi di 13 mesi.

Borse asiatiche
A Tokyo, il Nikkei 225 ha chiuso con un progresso dello 0,51% (performance simile per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,53%), grazie soprattutto alla positiva seduta dei titoli finanziari e dei colossi della siderurgia. L’ottava si chiude però con una perdita complessiva di circa lo 0,40% per l’indice nipponico.
Sul fronte macro, nel trimestre gennaio-marzo il Business Survey Index (Bsi, sondaggio del ministero delle Finanze giapponese che misura la fiducia delle grandi imprese) relativo al settore manifatturiero ha segnato una lettura negativa a -7,9 contro il +3,8 del periodo precedente e il +4,2 del consensus. Per il non manifatturiero il calo è da +5 a -0,7. In prospettiva, le attese sono per una lettura a -3,5 per il manifatturiero e -1,5 per il non manifatturiero nel secondo trimestre del 2016. Intanto Seoul mette a segno la terza seduta consecutiva di guadagni, ma si limita allo 0,11% il progresso del Kospi.
Shanghai è riuscita a cancellare le perdite, chiudendo la seduta in positivo: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno infatti guadagnato lo 0,20% e lo 0,17% rispettivamente. In negativo, invece, lo Shenzhen Composite, che chiude con una perdita dello 0,22% le contrattazioni. Sul fronte macro, secondo quanto comunicato dalla China Association of Automobile Manufacturers, in febbraio le vendite di auto nuove in Cina hanno segnato un calo dell’1,5% su base annua, a 1,38 milioni di veicoli, conto l’incremento del 9,3% di gennaio. Gli osservatori puntano però i riflettori soprattutto sulla crescita del 5,1% dei primi due mesi dell’anno, visto che febbraio è stato pesantemente condizionato dalle festività lunghe una settimana per la celebrazione del Capodanno lunare (caduto invece in gennaio nel 2015). Di tutt’altro tenore è invece la seduta di Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in progresso di circa lo 0,80% (ed è ampiamente superiore all’1% l’apprezzamento dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). 

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta poco mossi. Il Dow Jones ha perso lo 0,03% e il Nasdaq Composite lo 0,26%. Sopra la parità l’S&P 500 (+0,02%).
Positivo l’unico dato macroeconomico pubblicato in giornata. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 5 marzo si sono attestate a 259 mila unità, inferiori sia alle attese (275 mila) che al dato rilevato la settimana precedente (277 mila unità).
Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,225 milioni, inferiore ai 2,255 milioni attesi.
Sul fronte societario Dollar General +10,64%. La catena discount ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l’utile è cresciuto a 376,2 milioni di dollari (1,30 dollari per azione) da 355,4 milioni di un anno prima. I ricavi sono aumentati a 5,29 miliardi da 4,94 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono cresciute del 2,2%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,26 dollari su ricavi per 5,28 miliardi e vendite a +1,9%. La società ha alzato il dividendo trimestrale del 14% a 0,25 dollari per azione e annunciato un programma di acquisto di azioni proprie da 1 miliardo di dollari.
Expedia +3,49%. Piper Jaffray ha alzato il rating sul titolo del tour operator on line a overweight. Nasdaq -0,23%. La società che controlla il listino tecnologico di Wall Street ha annunciato di avere raggiunto l’accordo per acquisire da Deutsche Börse Group International Securities Exchange (Ise, operatore di tre mercati elettronici per lo scambio di opzioni) per 1,1 miliardi di dollari. Twitter -5,89. Secondo il Wall Street Journal, il sito di microblogging starebbe offrendo generosi bonus e stock-option per convincere i propri dipendenti a restare in azienda.

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta della settimana in netto rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna l’1,7%, il Cac40 di Parigi il 2%, il Ftse100 di Londra l’1,6% e l’Ibex35 di Madrid il 2,2%.
In Germania l’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all’inflazione di febbraio. L’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,4% su base mensile ed è rimasto invariato su base annuale, confermando la lettura preliminare. L’indice armonizzato è cresciuto dello 0,4% su base mensile ed è diminuito dello 0,2% su base annua.
In Spagna l’istituto di statistica INE ha annunciato che l’indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,4% nel mese di febbraio su base mensile ed è diminuito dello 0,8 % su base annuale. I dati sono inferiori alle aspettative degli economisti fissati su un indice dello +0,3% m/m. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) è diminuito dell’1% rispetto al mese di febbraio 2015. Sul fronte societario forti acquisti sul comparto bancario.

Italia
Le nuove misure ultra-espansive varate dalla Bce non sono bastate ai mercati con Piazza Affari che ieri ha chiuso la seduta in calo.
L’indice Ftse Mib, dopo essere arrivato a guadagnare il 4%, ha chiuso in flessione dello 0,5% a quota 18.118 punti. In prima fila le due big Unicredit (+2,32%) e Intesa Sanpaolo (+1,1%).
Male invece Banco Popolare (-1,61% a 7,295 euro) con le ultime indicazioni stampa sul fronte fusione con Bpm che parlano di una nuova fumata grigia dall’ultimo summit tra i vertici delle due banche e i rappresentanti della Vigilanza della Bce.
Giù i titoli oil con Saipem scesa di circa il 4% complice la discesa del petrolio, -3,49% per Tenaris e -3,43% per Eni. Ha rifiatato Mediaset (-2,48% a 3,53 euro) dopo il rally della vigilia sulle insistenti voci di un interessamento di Vivendi per Mediaset Premium.

I dati macro attesi oggi
Venerdì 11 Marzo 2016
00:50 GIA Indice BSI (fiducia grandi imprese manifatturiere) trim1 2016;
08:00 GER Inflazione (finale) feb;
09:00 SPA Inflazione (finale) feb;
10:00 ITA Produzione industriale gen;
10:30 GB Bilancia commerciale (non UE – GBP) gen;
10:30 GB Bilancia commerciale (totale – GBP) gen;
14:30 USA Indice prezzi importazioni feb.