La Bce aumenta gli acquisti di bond e l’euro ridiscende

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A cura di Antonio Arricale Euro in calo anche questa mattina, in inizio di giornata. Il cambio con il dollaro è sceso di slancio sotto quota 1,11 attestandosi a 1,1075 dando così A cura di Antonio Arricale Euro in calo anche questa mattina, in inizio di giornata. Il cambio con il dollaro è sceso di slancio sotto quota 1,11 attestandosi a 1,1075 dando così seguito al calo di oltre una figura della vigilia. La discesa della divisa unica europea è stata innescata ieri dalle parole di Benoit Coeuré. L’esponente del board della Bce ha annunciato che in questo mese e a giugno gli acquisti di bond saranno superiori a 60 mld di euro medi mensili programmati andando ad anticipate parte degli acquisti dei mesi estivi quando la liquidità sul mercato solitamente è più bassa. La notizia, tuttavia, non è stata apprezzata da gran parte dei banchieri e di gestori di hedge fund, che hanno lamentato una asimmetria “sospetta”, per così dire, nell’informazione del rappresentante della Bce. Infatti, l’anticipazione era stata data da Coeuré lunedì sera a Londra, nel corso dell’incontro con una ristretta rappresentanza della comunità di banchieri (alti funzionari di almeno cinque Banche centrali) e di gestori di hedge fund. Incontro finanziato – questo è il punto – da diversi gruppi di ricerca tra cui uno appartenente all’hedge fund Brevan Howard Asset Management. Quello che è accaduto ieri, dunque, nel rapporto di cambio Eur/Usd, se non del tutto, sembrerebbe in un qualche modo correlato alle anticipazioni di Coeurè, tanto che all’indomani della discesa dell’euro e al rally dei mercati azionari, da più parti si è parlato di un comportamento al limite dell’insider. Insomma, è stato fatto notare, il giorno dopo la conferenza, il resto del mercato e gran parte dei gestori europei non erano a conoscenza di quest’informazione. “E’ inopportuno informare alcuni operatori del mercato a discapito di altri“, ha dichiarato, per esempio, alle agenzie Frances Hudson, strategist globale presso Standard Life Investments, a Edimburgo, “meglio sincronizzare tali annunci in modo che tutti, nel mercato, possano ricevere le informazioni istituzionali nel medesimo momento“. Ovviamente, va detto che la BCE è costantemente impegnata a mantenere su basi paritarie il dialogo con la comunità degli investitori, anche se si tratta di uno sforzo non sempre facile. Del resto, le osservazioni fatte da Coeuré sottolineavano delle mosse di politica monetaria che alcuni operatori di mercato avevano già previsto, indipendentemente dagli aspetti operativi del programma di stimolo della BCE. Va poi notato che a muovere il cross tra le due valute regine del forex sono stati anche i dati migliori delle attese arrivati, sempre ieri, da oltreoceano e che hanno dato slancio al biglietto verde. I permessi edilizi sono cresciuti di oltre il 10% ad aprile toccando quota 1,143 milioni di unità, il livello più alto da giugno 2008. Ancora meglio i nuovi cantieri che hanno segnato ad aprile un progresso del 20% a 1.135 mln di unità, nuovo picco dal novembre 2007. Borse asiatiche Borse asiatiche in territorio positivo questa mattina grazie soprattutto ai buoni dati macro statunitensi di ieri (cantieri edili in crescita) che hanno rafforzato il biglietto verde a vantaggio delle società esportatrici asiatiche. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni in crescita dello 0,85% a 20196 punti mentre Shanghai fa registrare un altro bel rialzo superiore ai 2 punti percentuali e Seoul ha chiuso con un progresso dello 0,88%. Poco mossa invece Hong Kong che si muove attorno alla parità. Ed una spinta i mercati l’hanno ricevuta anche dai dati macro giapponesi apparsi migliori delle attese. Il secondo trimestre consecutivo di crescita allontana ulteriormente lo spettro recessione dal Sol Levante. Il Pil del Giappone è infatti cresciuto del 2,4% su base annua nel primo trimestre del 2015, secondo i dati preliminari diffusi dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, dopo il progresso rivisto dell’1,1% del quarto trimestre 2014 e a fronte di attese degli analisti per un incremento dell’1,6%. Su base trimestrale il Pil del Giappone è cresciuto dello 0,6% contro lo 0,4% previsto e il progresso rivisto dello 0,3% per l’ultimo periodo dell’anno scorso. La spesa delle aziende è salita dello 0,4% nel primo trimestre, tornando in territorio positivo per la prima volta in un anno. Il dato, comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico in contemporanea alla positiva lettura preliminare del Pil, si è comunque rivelato inferiore allo 0,8% atteso dagli economisti, dopo la lettura piatta del quarto trimestre del 2014. I consumi privati, secondo i dati diffusi dall’Ufficio di Gabinetto nipponico in contemporanea alla positiva lettura preliminare del Pil, confermano nel primo trimestre il progresso dello 0,4% registrato nell’ultimo periodo del 2014 contro lo 0,2% atteso dagli economisti. Sul fronte societario da segnalare che Takata ha toccato una perdita del 12% in apertura di seduta a Tokyo, rallentando la corsa di un Nikkei 225 comunque in significativo progresso sui positivi dati di crescita del Pil. Ad affondare ulteriormente il titolo del gruppo giapponese della componentistica automotive è stata la comunicazione della National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa, l’ente Usa che vigila sulla sicurezza dei trasporti), che ha portato a 34 milioni il numero di veicoli sottoposti a richiamo a causa di difetti negli airbag prodotti da Takata. Si tratta del maggiore recall nella storia della Nhtsa ma anche in assoluto per gli Usa, per quanto si possano confrontare prodotti tanto diversi, visto che il record negativo andava all’antidolorifico Tylenol, di cui vennero ritirati dal commercio 31 milioni di confezioni nel 1982. Il titolo Takata negli ultimi 12 mesi si è deprezzato di oltre il 34% (contro il guadagno superiore al 46% del Nikkei 225). Borsa Usa A New York il Dow Jones ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,07% a 18.312,39 punti, livello più alto di sempre. Deboli invece l’S&P 500 (-0,06%) e il Nasdaq Composite (-0,17%). I nuovi cantieri residenziali sono cresciuti nel mese di aprile passando da 944 mila unità a 1135 mila unità. Il dato e’ nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 1019 mila unità. In ripresa anche le licenze edilizie passate da 1038 mila unità a 1143 mila unità (consensus 1060 mila unità). Sul fronte societario Wal-Mart Stores -4,39%. Il numero uno della grande distribuzione ha pubblicato una trimestrale deludente. Nel primo trimestre il giro d’affari è calato a 114,8 miliardi di dollari da 115 miliardi di un anno prima. L’utile per azione si è attestato a 1,03 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,04 dollari su ricavi per 116,2 miliardi. Home Depot -1,74%. Il retailer del bricolage ha rivisto al rialzo le stime per l’intero esercizio. L’utile per azione è ora atteso a 5,24-5,27 dollari (da 5,11-5,17 dollari) mentre i ricavi sono visti in crescita tra il 4,2% e il 4,8% (da +3,5-4,7%). Dick’s Sporting Goods -5,12%. Le vendite a parità di negozi del rivenditore di articoli sportivi nel primo trimestre sono aumentate dell’1% a fronte di un +1,5% indicato dal consensus. Take-Two +18,26%. Nel quarto trimestre l’utile per azione adjusted del produttore di videogame si è attestato a 0,49 dollari, ben al di sopra rispetto ai 28 centesimi indicati dal consensus. Urban Outfitters -15%. L’utile del gruppo di abbigliamento è calato nel primo trimestre a 0,25 dollari per azione da 0,26 dollari di un anno prima. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,30 dollari. I ricavi sono aumentati del 7,7% a 739 milioni contro i 758 milioni attesi. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta deboli. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,05%, il Ftse100 di Londra lo 0,1%. Sulla parità l’Ibex35 di Madrid. Resta alta la tensione in Grecia dopo che il portavoce del gruppo parlamentare di Syriza ha detto che Atene non sarà in grado di rimborsare il prestito Fmi in scadenza il prossimo 5 giugno senza un accordo con i creditori internazionali. In Germania l’Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che nel mese di aprile l’Indice dei Prezzi alla Produzione è cresciuto dello 0,1% su base mensile a fronte di un incremento dello 0,2% atteso dagli economisti. Su base annuale il PPI e’ diminuito dell’1,5%. Sul fronte settoriale bene le telecom mentre perde terreno il comparto immobiliare. Italia Il Ftse Mib segna +0,03%, il Ftse Italia All-Share +0,07%, il Ftse Italia Mid Cap +0,22%, il Ftse Italia Star +0,15%. Piazza Affari ieri ha chiuso in deciso rialzo in scia alle attese di un’accelerazione degli acquisti da parte della Bce. Benoit Coeure, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale, ha dichiarato che a maggio e giugno il piano di quantitative easing sarà più corposo, anticipando parte degli acquisti dei mesi estivi quando la liquidità sul mercato solitamente è più bassa. “Siamo pronti ad andare avanti se necessario per adempiere al nostro mandato di mantenere l’inflazione vicino ma sotto il 2%”, ha rimarcato Christian Noyer, numero uno della Banca centrale francese. Il mercato ha snobbato il deludente Zew tedesco, che a maggio è scivolato a 41,9 punti contro attese che indicavano 49 punti. In questo quadro l’indice Ftse Mib ha guadagnato il 2,22% a 23.713 punti. Acquisti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato l’1,31% a 15,44 euro, Popolare di Milano l’1,72% a 0,945 euro, Intesa SanPaolo i l 3,02% a 3,342 euro, Mediobanca il 3,32% a 9,48 euro, Ubi Banca il 4,03% a 7,615 euro, Unicredit il 2,45% a 6,48 euro. Ancora sotto pressione Mps (-1,42% a 10,35 euro) con il mercato ormai proiettato all’aumento di capitale da massimi 3 miliardi di euro che dovrebbe prendere il via la settimana prossima. Tra i finanziari bene invece Generali che ha mostrato un progresso del 2,97% a 18 euro. Ben comprata FCA (+2,18% a 14 euro) che ha beneficiato del dato pubblicato delle immatricolazioni auto in Europa. Bene anche i due colossi pubblici dell’energia: Eni è avanzata del 2,01% a 16,74 euro, mentre Enel ha mostrato un progresso del 3,13% a 4,338 euro.


I dati macro attesi oggi Mercoledì 20 maggio 2015 01:50 GIA PIL (prelim.) T1; 07:00 GIA Indice anticipatore (finale) mar; 08:00 GER Indice prezzi alla produzione apr; 10:30 GB Verbali BoE; 16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati; 20:00 USA Verbali Fed.