La Bce che lascia i tassi invariati, il Bloomberg Dollar Index ai massimi da marzo

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Il punto della mattinata. Ultima seduta della settimana con Piazza affari che si muove poco sotto la parità stamane. Il Ftse Italia All-Share segna -0.08%, Ftse All-Share Capped -0.07%, Ftse Mib -0.07%, Ftse Italia Mid Cap -0.20%, Ftse Italia Small Cap +0.44%, Ftse Italia Star -0.18%, Ftse Aim Italia -0.22%. 
Le principali Borse europee si muovono invece in leggero rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,15%, il Cac40 di Parigi lo 0,08%, il Ftse100 di Londra lo 0,12% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,05%.

Euro in flessione, tocca minimi da inizio marzo contro dollaro a 1,0891.

Obbligazionario eurozona in rialzo. Il rendimento del Bund decennale scende di 2 bp a +0,01%, quello del BTP scende di 2 bp all’1,42% (-2 bp anche per il Bono all’1,10%). Lo spread è stabile a 141 bp.

Settore bancario complessivamente stabile: indice FTSE Italia Banche e indice EURO STOXX Banks al momento in parità.

Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,0-0,2 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,14%, Nasdaq Composite -0,09%, Dow Jones Industrial -0,22%.

Seduta in tono negativo per l’Asia all’insegna del rafforzamento del dollaro. Il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci maggiori monete, ha toccato i massimi dallo scorso marzo mentre la valuta ha raggiunto il record assoluto sullo yuan nei mercati offshore a quota 6,75651. A sostenere il dollaro ha contribuito la Banca centrale europea, che giovedì ha lasciato invariati i tassi d’interesse, indebolendo l’euro, pur lasciando aperta la porta a nuovi interventi di stimolo in dicembre.

Mentre aumentano le possibilità di un rialzo dei tassi d’interesse Usa da parte della Federal Reserve prima di fine anno, il rafforzamento del dollaro ha contribuito alle prese di beneficio sul petrolio, che si deprezza dello 0,40% anche per i dubbi sulla possibilità che un limite alla produzione sia effettivamente attuato. Restando in tema di valute, lo yen perde circa lo 0,30% sul dollaro e questo è bastato a spingere al rialzo Tokyo, anche se la piazza nipponica si è successivamente allineata alla tendenza negativa: alla fine il Nikkei 225 ha perso lo 0,30% (leggermente peggio ha fatto l’indice più ampio Topix, in declino dello 0,40%).

Borse asiatiche

Tokyo in leggero ribasso con il Nikkei 225 che termina a -0,30% circa. Borse cinesi poco mosse: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +0,28%, mentre Hong Kong è rimasta chiusa per un’allerta meteo (Typhoon Signal No. 8).

L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, perde circa lo 0,30% e a Sydney la seduta è contrastata e non vede un settore prevalere in modo particolare sugli altri: l’S&P ASX 200 segna comunque un declino dello 0,22% al termine degli scambi. Per Shanghai si tratta della terza seduta consecutiva intorno alla parità. A circa un’ora dalla chiusura, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono rispettivamente in negativo e in positivo, ma per entrambi la variazione è marginale.

Perde invece oltre mezzo punto percentuale lo Shenzhen Composite. Sul fronte macroeconomico, secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica cinese, i prezzi medi delle nuove abitazioni sono cresciuti in settembre dell’11,2% su base annua con il tasso più elevato mai registrato. L’Hong Kong Stock Exchanges and Clearing ha dapprima rinviato l’apertura degli scambi, poi cancellato la sessione mattutina e alla fine annunciato che la piazza di Hong Kong sarebbe rimasta chiusa per l’intera seduta a causa della vicinanza all’ex colonia britannica del tifone Haima. Sono quindi rimasti chiusi i mercati azionari e dei derivati, compreso il trading sui future in after hour. A Seoul, invece, il Kospi ha segnato una perdita dello 0,48% al termine degli scambi.

Borsa Usa

La Borsa di New York ieri ha chiuso la seduta in leggero calo. Il Dow Jones ha perso lo 0,22%, l’S&P 500 lo 0,14% e il Nasdaq Composite lo 0,09%. 
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 14 ottobre si sono attestate a 260 mila unità, superiori alle attese (250 mila) e al dato rilevato la settimana precedente (247 mila). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,057 milioni, superiore ai 2,050 milioni precedenti. 
La Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio Indice, che monitora l’andamento dell’attività manifatturiera dell’area di Philadelphia, si è attestato nel mese di ottobre a 9,7 punti da 12,8 punti di settembre risultando superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore dell’indice pari a +5,2 punti.

I dati macro attesi oggi
Venerdì 21 Ottobre 2016

Tutto il Giorno – Festa Hong Kong – Mercati chiusi

EUR Riunione Consiglio Europeo (giorno 2);

16:00 EUR Indice fiducia consumatori flash ott.

18:00 EUR Summit dei Leader UE                                     

14:30 CAD Indice dei principali prezzi al consumo (Mensile) (Set)  

14:30 CAD Vendite generali al dettaglio (Mensile) (Ago)