La bellezza c’è

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Quadro di Paolo Righi

Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una bellezza risplendeva che egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono.
Le altre, al paragone, erano morte. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la città, dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e luci equivoci, all’ombra tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.

Dino Buzzati

di Ugo Righi

Comunque la bellezza c’è.
La bellezza è un interstizio, una crepa nel muro duro di questi tempi di paura.
Paura del presente, scomparsa del futuro, dolore della memoria.
Eppure la bellezza, come afferma Buzzati, risplende nonostante tutto.
Nonostante i killer invisibili e quelli in carne ossa ipnotizzati dalla loro stupidità-
Oscilliamo tra paura desiderio e consapevolezza della nostra fragilità-
Ritrovarsi vivi alla mattina sta diventando lo scopo principale, mentre alla guida ci sono soggetti con maschere, un’umanità mascherinata, che nascondono il loro vuoto e il panico interiore.
Ascolto in televisione questo politico che difende tenacemente delle idee ereditate da non si sa chi e sulle quali è chiaro, che non aveva mai pensato sino ad ora, e nel farlo, si capisce benissimo che non sa di cosa parla.
E parla con altri .che sono come lui e da queste interfacce confuse esce un verdetto di chiarezza paradossale: sono se stessi, e questo è il problema!
Non salgono gradini verso punti più alti e le gradualità sono evanescenti e piene d’ombre.
Parliamo di nuovi orizzonti mentre circoliamo in un labirinto seguendo dei ciechi.
Comunque la bellezza c’è.
Molte persone si sono viste per la prima volta pur guardandosi sempre.
I rapporti, con altri vicini,stanno esprimendo un dentro affettivo che non è solo difensivo verso un fuori ostile e pericoloso-
C’è una lontananza fisica che è superata con una vicinanza affettiva.
Questo è bellezza.
Ci si avvicina a cose abbandonate e si tenta di concentrarsi per mettere a posto antichi disordini, facendo meglio, tentando di fare bene e capendo le ragioni essenziali.
Questa è bellezza.
Molti cercano di capire quello che ci circonda e che per effetto della velocità prima non si vedeva.
Questa è bellezza.
Siamo feriti e servirebbero azioni straordinarie che ne tengano conto.
Ora ancora dobbiamo resistere e non compiangerci ma avanzare avendo trovato, in molti, compagni di viaggio e abbandonato persone ombra.
Se non ci aiutano, dobbiamo farlo da soli e insieme.
Dobbiamo trovare un linguaggio che sia al passo dei fenomeni che ci circondano.
Non serve a nulla cambiare come ragioniamo se i fenomeni non mutano.
Non serve a nulla mutare se il nostro linguaggio non cambia.
Credo che si debba ancora, come sempre a vivere insieme.
In un altro modo.
Qualsiasi progetto implica l’idea di speranza, e la speranza richiede futuro.
Dobbiamo partire dalle relazioni, ogni progetto è relazione.
In un altro modo.
In modo più bello.
Partiamo dalla ferita e cerchiamo di fare in modo che diventi cicatrice e non ci faccia dimenticare.
Le cicatrici hanno memoria e le cicatrici hanno una loro bellezza.
Il futuro chiede di essere scoperto e inventato dentro luoghi segreti ma scopribili.
Possiamo vederlo nella ferita, in Serenella (mia nipote di cinque anni) mentre balla e canta, in un’immagine ritardata mentre si chiude la bara di Paolo Rossi.
Questa è bellezza.
Siamo anestetizzati dalla paura ma occorre cercare la bellezza come speranza di un risveglio estetico che sia anche etico.
Forse più che sperare di rivedere occorre imparare a vedere in profondità-.
Ma ci sono, sempre più presenti i comitati della bruttezza e i grandi nemici della vivibilità che il potere stupido mette e mantiene in campo, potere incapace di trovare valori e interessi sovra sistemici.
Potere che mantiene i grandi nemici del valore.
Tre sono, secondo me, i mostri e la bruttezza.
La burocratizzazione: avete seguito la storia del piano antipandemico per esempio. Il potere conferma chi gli da potere ed è un gioco senza storia. Abbiamo bisogno di denaro ma creiamo un sistema che sia in grado di averne, ma nello stesso tempo impediamo di usarlo. Progettiamo cose inutili e siamo ossessivi e cani da guardia verso le banalità- siamo la peggior nazione del mondo in termini di morti in rapporto ai contagiati e pretendiamo di affermare che siamo stati bravi. Sono gli stessi che confermano la burocrazia che dicono che dovrebbe essere cambiata, ma nello stesso tempo la confermano perché confermano il loro potere ottuso e cattivo.
L’ingiustizia: la burocrazia si allea con l’ingiustizia e anche qui funziona per le banalità. I grandi killer sono sempre a posto e i piccoli scippatori sono perseguitati. L’ingiustizia è prevalente: i processi non si fanno, molto spesso quando si fanno poi, si sbaglia e ce ne accorge dopo molti anni, mentre oramai la vita dei soggetti accusati è finita, ci sono leggi infime che presidiano il nulla. Un potere che presidia tenacemente ogni forma di privilegio.
L’incompetenza: il potere ingiusto, dentro armature burocratiche e incompetenze, ovviamente. Non sa, non capisce e fa finta di sapere e capire. L’incompetenza nomina centinaia di competenti (che chiama comitato) per difendersi e come nella pseudo socializzazione dei social, che affermano di creare amicizia, crea solo aumento dell’entropia tra soggetti ciechi e urlanti.
Il vero dramma non è tanto perdere e non avere niente, ma non aspettarsi niente.
L’opposto della speranza è la disperazione.
Ci potrebbe essere un’altra strada, ma occorrerebbe un altro modo di pensare e uno scarto forte verso una nuova via.
Come si fa a risolvere un problema all’interno dello stesso sistema di pensiero che lo genera e lo coltiva?
Che fare?
La bellezza continua a esserci, occorre resistere e continuare a vederla proteggendola e cercare di vedere occhi vivi da incontrare o incontrare di nuovo che esprimono vita, non coperti dalla mascherina.
Bisogna farlo, non chiedendolo agli altri ma cominciando da se stessi e incontrando altri di valore per ostacolare il degrado anche umano.
Questa è bellezza.
Questo Natale surreale troverà molte solitudini, ma forse anche pensieri raccolti e sentimenti di mancanze che potranno diventare progetto.
La bellezza continua ad esserci, cerchiamo di non diventare brutti.