La bellezza fallita dei Tulipani Arte e diritto a MadreScienza

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Cosa lega il mondo dell’arte con quello del diritto?? A questa domande ha provato a dare una risposta il primo incontro del ciclo di conferenze Madrescienza 2014, piattaforma di ricerca e mediazione dei linguaggi del contemporaneo progettata dalla Fondazione Donnaregina. Cosa lega il mondo dell’arte con quello del diritto?? A questa domande ha provato a dare una risposta il primo incontro del ciclo di conferenze Madrescienza 2014, piattaforma di ricerca e mediazione dei linguaggi del contemporaneo progettata dalla Fondazione Donnaregina. L’incontro di giovedì scorso è stato per molti versi una sfida:?raccontare il mondo dell’arte contemporanea attraverso la filosofia e il diritto. Una sfida che ha visto affrontarsi giuristi e filosofi sul passaggio “dall’arte concettuale all’arte contrattuale”. Da un lato il rettore dell’Università di Torino Gianmaria Ajani e Alessandra Donati dell’Università di Milano-Bicocca, e dall’altro il filosofo Maurizio Ferraris e la sottoscritta. Il pericolo della Tulipanomania – Se la filosofia ha sempre vantato un rapporto privilegiato con l’arte, il legame tra arte e diritto, viceversa, non appare immediatamente evidente. Eppure, questo legame esiste ed è importante soprattutto per l’arte contemporanea. Il senso del rapporto tra arte-filosofia-diritto, in una battuta, è questo: filosofia e diritto, lavorando insieme, hanno la possibilità di evitare che il mondo dell’arte subisca il medesimo destino occorso al mondo dei tulipani, la cui implosione è stata all’origine della prima profonda crisi della storia del capitalismo. La tulipanomania. Il mondo dei tulipani – siamo all’inizio del 1600 – assomigliava davvero molto all’odierno mondo dell’arte: all’origine di quel mondo ci fu un fiore, il Semper Augustus, un tulipano raro e bellissimo. Quel fiore introvabile divenne un oggetto del desiderio e alla moda alla corte di Luigi XVIII, tanto che i tulipani sostituirono le rose a ornamento della scollatura delle dame di società. Oggetto di desiderio dell’alta società francese, il tulipano venne introdotto in Olanda, dove, in breve tempo, esplose una vera febbre che comtagiò un po’ tutti. I giardinieri lo coltivavano, i botanici studiavano nuove varianti, gli storici ne raccontavano la storia, i mercanti lo vendevano, i pittori lo dipingevano, e c’era chi ne colleziona bulbi e fiori. All’apice della mania i bulbi di tulipano, cioè promesse di fiori, venivano barattati con ville di medie dimensioni. I tulipani, anzi le promesse di tulipano, i bulbi, erano considerati riserva di valore, un privilegio che è toccato a poche cose nella storia umana. Al cibo, all’oro, al denaro e, ovviamente, alle opere d’arte. Il mondo dell’arte a rischio implosione – Ora, proprio questo è il punto. Il mondo dei tulipani presentava dinamiche molto simili a quelle del mondo contemporaneo dell’arte: era un mercato con un vago assetto istituzionale. Esattamente come il mondo dell’arte. Quale fu il destino del mondo dei tulipani è cosa nota: implose d’un tratto, portando con se l’economia di una nazione, l’Olanda, che si era lasciata incantare da un bellissimo fiore. C’è da sperare che, nonostante le similitudini non propriamente rassicuranti, il mondo dell’arte non vada incontro a uguale destino. Certamente non conforta un fatto: se nel mondo del tulipano tutti riconoscevano un tulipano quando lo vedevano, lo stesso non si può dire accada nel mondo dell’arte con le opere. Che cosa sia arte, nel mondo dell’arte contemporanea, spesso sfugge ai più. Il che è piuttosto bizzarro: ci troviamo a trattare come una riserva di valore cose che fatichiamo anche solo a riconoscere. Filosofia e diritto, in questo quadro, hanno perciò un compito preciso: entrambe possono chiarificare il concetto di arte, restituendole una narrazione globale, che include la produzione artistica recente. Il diritto, poi, dovrà anche provare a restituirci un quadro normativo che sottragga il mondo dell’arte ai pericoli della tulipanomania.

Tiziana Andina Docente di Filosofia Teoretica Università di Torino