La bellezza salverà l’impresa?
Moda, arte, architettura: il valore aggiunto

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Ultimo appuntamento del percorso 2014 di Napoli 2020,rassegna dell’economia in Campania e nel Mezzogiorno organizzata dal Ultimo appuntamento del percorso 2014 di Napoli 2020,rassegna dell’economia in Campania e nel Mezzogiorno organizzata dal Denaro e, in questa quarta edizione, anche da Mef Matching Energies Foundation. Dopo la tappa di Ischia, dov’è nato il Manifesto delle 3E (economia, etica, estetica) e gli incontri del 26 settembre con il vice presidente della Bei Dario Scannapieco e del 10 ottobre con il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, è stata la volta dell’incontro di chiusura,giovedì 11 dicembre all’Hotel Vesuvio,con due ospiti d’eccezione: il fotografo Oliviero Toscani e il sociologo Domenico De Masi. Anche in questo caso, secondo la formula adottata, all’iniziativa hanno preso parte un centinaio tra imprenditori, professionisti, politici e dirigenti di banca che hanno intergaito con i relatori stimolati da Alfonso Ruffo con la presidenza del tavolo affidata a Marco Zigon. Il dibattito, la cui sintesi riportiamo in queste pagine, ha cercato di rispondere alla domanda “La bellezza salverà l’impresa?”, soffermandosi sul rapporto tra estetica, sviluppo ed economia del Sud. Sfruttare l’estetica? Un’arte da apprendere necessario fare sistema Domenico De Masi – Sociologo “Sette elementi incidono sulla bellezza da tradurre in risorsa economica: il clima, i luoghi, i monumenti, i prodotti, i processi di produzione, il fascino, anche fisico, degli abitanti e la qualità di vita. È importante il contesto complessivo in cui emerge la bellezza, la possibilità di mutarla in capitali dipende da questi riferimenti. Su molti punti siamo ‘messi bene’, come le bellezze naturali, ma non dobbiamo illuderci perché molte le abbiamo depredate. A Napoli dobbiamo imparare a sfruttare l’essenza del bello, ossia l’organizzazione, nostra enorme carenza. E, soprattutto, a dare coerenza a tutti gli spezzoni di un sistema che diventa bello se ogni sua parte ha un senso, è stretta in un rapporto organico e capace di funzionare con il tutto. Gli intellettuali non sono riusciti ad elaborare un modello capace di mettere in unità le varie distonie di Napoli e probabilmente saremo imputati dai nostri nipoti per come sono andate le cose”. Oltre l’inciviltà e il consenso le imprese devono rischiare contro vecchiaia e mediocrità Oliviero Toscani – Fotografo “La bellezza in Italia è influenzata dalla cultura della nostra inciviltà. Come uomo di immagine ho sempre avuto a che fare con imprenditori che creavano ostacoli. Esiste un rapporto diretto tra potere/impresa e arte della comunicazione. Del resto cos’è la bellezza se non comunicazione? Il potere ha bisogno di comunicazione per imporsi e l’arte del potere per esprimersi. Ma le aziende impongono ai creativi di non rischiare, di cercare ossessivamente il consenso, la strada diretta per la mediocrità. Le imprese devono avere il coraggio di scommettere sull’insicurezza altrimenti otterranno una copia del già fatto. A Napoli c’è un indubbio fermento, conosco molti imprenditori partenopei che investono. Ma Napoli siamo anche tutti noi italiani, corrotti, corruttori e corruttibili. E, soprattutto, morfologicamente e visivamente vecchi, simbolo di uno stato d’animo collettivo, della nostra abdicazione alla bellezza e al futuro, ci mettiamo il rossetto ma manteniamo le mutande sporche”. Il bello ci salva già Napoli ne è la prova tra idee e futuro Marco Zigon – Presidente Fondazione Matching Energies “L’Italia si sta aprendo a cambiamenti importanti e a una consapevolezza diversa rispetto alla questione del Mezzogiorno non più fardello ma opportunità di sviluppo, soprattutto dall’ottica dei tre pilastri del nostro think tank: economia, etica ed estetica. L’estetica che input può dare oggi all’economia? Uno stimolo forte. Nel nostro Paese il contributo del turismo vale il 10 per cento del Pil. Stiamo parlando di un cruciale motore di sviluppo. Riguardo al Sud dovremmo fare quello che è stato fatto negli Stati Uniti, convertire industrie desuete in attività produttive. Napoli è una città piena di contraddizioni ma che riesce a fare il pieno degli alberghi, la bellezza vince sulle criticità e in parte ci sta già salvando da più gravi catastrofi. È certamente un tema su cui lavorare da non trattare però come semplice compiacimento di un passato glorioso. Il compito non spetta solo ai cittadini ma anche alle istituzioni ed alla politica a cui vorremmo offrire i nostri spunti. Dobbiamo continuare a sperare, non vivere nel nostro piccolo mondo antico, le basi ci sono tutte per creare un futuro migliore. Tutti gli interventi