La borghesia dal gilet giallo legittima la violenza dei black bloc

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Sono in molti ad ammirare i francesi che protestano per il “caro benzina”. Le persone che, invece, sembrano apatiche sono più sagge. Le dimostrazioni di popolo, che, nelle intenzioni degli ingenui, sono pacifiche, legittimano i facinorosi che le trasformano in guerra contro lo stato. Si creano incidenti, non per rivendicare diritti o per denunciare abusi, ma per incendiare, violentare e distruggere. Sono metodi che auspicano il manganello. Bene facciamo noi italiani, accusati ingiustamente di indifferenza, a protestare col voto. Non sempre si raggiunge lo scopo. Ancora meno se Parigi brucia.

Se rivedessimo la manovra forse i cittadini capirebbero che non c’è cattiva volontà
Perché accontentare gli elettori subito, a dispetto delle regole che ci siamo imposti? Non è un bell’esempio che diamo ai cittadini. È istigazione alla disobbedienza. Gli italiani credono che sia lecito non mantenere gli accordi. È così che si rivendica la sovranità? Nessuno vuole togliercela. Il coniuge ha il diritto di pretendere gli impegni siglati al matrimonio. L’Europa è nostro socio in affari e vuole proteggere gli interessi di tutti. Sta difendendo il popolo dall’arroganza. Siamo noi che dovremo pagare poi le spese. Imbroglioni. Dicono zero virgola, per dire quasi niente. Invece, sono 3½ miliardi.

Il mondo a rovescio: un tempo erano i figli che creavano problemi ai padri
Denigrare i genitori è l’ultima trovata della politica. Privilegiati finalmente gli orfani. Al padre della Boschi ne hanno detto di tutti i colori, è stato scagionato. Fango su quello di Renzi, prosciolto. Ora è la volta di Di Maio, che prezzolati accusano di pagare gli operai in nero. Possiede una casa fantasma che non è stata mai accatastata. Non gliela possono condonare e neppure abbattere perché non esiste. Questo accade in mancanza di argomenti. Prima o poi si tireranno in ballo anche le mamme. E saranno guai perché, anche loro, qualcosa, seppure innocente, avranno certo combinato.

Siamo ridotti a doverci difendere da soli
Bastava un colpo per neutralizzarlo. Ne ha sparati cinque. Ma subentra rabbia, angoscia e rancore. Lo stato è assente e dobbiamo farci giustizia da soli. Aveva subìto tanti furti e dormiva nell’azienda per difenderla. Che cosa succederà in Italia quando, tra poco, la licenza di uccidere diventerà legge? La gente lo applaude. Nel clima di violenza che si è instaurato è l’eroe che tutti vorrebbero essere. Anziché scusarsi, il ministro si congratula. Non capisce che la coscienza di quel pover’uomo lo tormenterà per tutta la vita per avere ammazzato un essere umano, seppure migrante e ladro.

Si potrebbe dire con la stessa efficacia “faccia di bronzo”, ma non è abbastanza volgare
Tutto cominciò con un vaffa, che ebbe successo. E si crede che rincarando la dose di volgarità – Levi Montalcini era una troia, le giornaliste puttane – si incrementino i consensi. Tra le parlamentari avversarie c’è chi sembra la bambola gonfiabile. E anche chi incita qualche nigeriano in astinenza di sesso a violentarla. Sull’input di partenza il linguaggio assume coloriture sempre più accese, fino a qualificare le facce come il culo. Si va sul sicuro. Così l’elettorato capisce e apprezza. Ma solo quello dai bassi istinti, visto che in pochi mesi, nonostante il potere, si è ridotto notevolmente.

Per essere disonesti bisogna rubare o basta essere incapaci?
I pentastellati hanno la passione per il congiuntivo e ci inciampano spesso. Lo usano storpiato anche quando non ci vorrebbe. Il primo fu Di Maio. Ora lo emula Conte, nonostante prof. È al vaglio un disegno di legge per eliminare dalla grammatica quel modo così infido. Aboliamo anche il valore legale dei titoli di studio. Così non dovremo più taroccare il curriculum. Le novità non finiscono mai. I senatori a vita li nomina il premier. Lo spread dipende dalla Germania. C’è pure chi corregge la Bibbia. Dio creò il mondo in soli tre giorni. Per potersi riposare di più? E noi, infatti, lo imitiamo.

C’era una volta il patriottismo e si amava davvero il proprio paese – Dopo un secolo torna di moda il sovranismo, che simula l’amore per la patria. In realtà dell’Italia non gliene importa niente a nessuno. Infatti, si evadono le tasse o si ruba in altro modo. Chi è a contatto col denaro pubblico prima o poi trova il modo di impossessarsene. Alcuni partiti solidarizzano con i disonesti e, pur fingendo di volerla combattere, proteggono la corruzione. Chi non può o non è capace, per salvare la dignità, timbra il cartellino e non entra in ufficio. Diserta qualche ora di lavoro per non essere da meno degli altri che rubano. Siamo tutti ladri, altro che sovranisti!