Tante le situazioni esasperate che stanno caratterizzando questa estate, compresa essa stessa. Temperature al limite della vivibilità non solo in Italia, ma in tutta la Ue e dintorni, stanno rendendo l’esercizio quotidiano dell’attività di ogni essere vivente prossimo all’impossibilità di svolgimento. Un tempo una situazione del genere, insieme alle diverse varianti con cui si presenta, sarebbe stata definita castigo di Dio, di qualsiasi religione lo stesso fosse a capo. Oggi, molto prosaicamente, è un coro ben sintonizzato di esseri umani quello che intona un “Mea culpa, mea maxima culpa” interreligioso, riferito a ciò che accade nel mondo. La natura sta recitando fino in fondo la sua parte, essendo ben noto che, almeno da quando ciò che accade cominciò a essere riportato negli annali, sono stati numerosi gli scherzi che la natura ha riservato al mondo. L’uomo, dal canto suo, da tempo sta aggiungendo almeno altrettanta legna da ardere, dando corpo a un incendio ancora lontano dall’esaurirsi.
Oltre alla pericolosità o, quanto meno, al disagio causato a tutto ciò che è presente sulla superficie terrestre, le esuberanze stagionali, oltre a prestare il fianco alla Casalinga di Voghera e a tante altre sue corrispondenti per farle sentenziare che “non ci sono più le mezze stagioni, signora mia!”, portano nel bagagliaio costi aggiuntivi di ogni genere, in testa a tutti quelli energetici. È opportuno precisare che tali spese aggiuntive non sono solo da riferire ai consumi per rinfrescare attualmente e riscaldare quando ce ne sarà bisogno persone e cose. Almeno allo stesso livello di importanza è la regimazione dei corsi e dei bacini d’acqua, indispensabile per evitare danni alle colture viciniori e per permettere di evitare il blocco di numerose attrezzature che dal movimento dell’acqua degli stessi traggono, direttamente o indirettamente, la potenza per operare. La situazione, pur senza essere stata descritta con dovizia di particolari, è quella appena abbozzata; con altrettanta approssimazione si può argomentare la difesa dal freddo eccessivo. Con l’augurio che l’uomo, importante partner della natura, passi dalle parole ai fatti in maniera concreta. Per quel che può servire alla causa, meglio tardi che mai.





































