La Camera di commercio di Napoli lancia il Museo del vero e del falso. Obiettivo: battere la contraffazione

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Nasce a Napoli il Museo del Vero e del Falso, progetto con cui si vuole puntare l’attenzione sul fenomeno della contraffazione e sui danni che causa alle imprese sane e al tessuto economico e produttivo di Napoli e della Campania. Il Museo è frutto di una convenzione tra la Camera di commercio di Napoli e l’associazione Museo del Vero e del Falso. Due le sedi del Museo: la Borsa Merci di Napoli, al corso Meridionale, e la Stazione per l’Industria delle pelli a Pozzuoli. Il progetto vede il coinvolgimento delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnate nel contrasto al fenomeno della contraffazione quali magistratura, Guardia di Finanza, Dogane. “Con l’istituzione del Museo – ha detto Ciro Fiola, presidente dell’ente camerale – vogliamo dire basta alla contraffazione, basta ad azioni che danneggiano le aziende sane che portano via risorse e lavoro alla gente onesta: la contraffazione danneggia tutto il tessuto economico locale”. Il progetto prevede la realizzazione di un’esposizione permanente nella formula della mostra di prodotti e materiali originali e contraffatti messi a confronto, l’utilizzo di strumentazioni e allestimenti di postazioni interattive con game didattici o filmati esplicativi. “L’obiettivo di questa iniziativa – ha spiegato Luigi Giamundo, presidente dell’associazione Museo del Vero e del Falso – è contrastare, arginare il fenomeno della contraffazione che è estremamente complesso e che non si risolve solo con l’impegno della politica. C’è bisogno di azioni concrete per cercare di avviare una collaborazione tra il sistema delle imprese e tutte le istituzioni competenti in materia per dare vita a un progetto di contrasto che provi anche a minare le cause della contraffazione che vengono da lontano”. Il percorso del Museo sarà arricchito inoltre da postazioni tecnico-scientifiche, tecnologie con realtà aumentata per dare vita a laboratori didattici per coinvolgere il visitatore e invitarlo a riflettere sulle differenze in termini di qualità e sicurezza dei materiali e dei prodotti contraffatti che saranno messi a disposizione dalla magistratura, dalla Guardia di Finanza e dalle Dogane.

Un business che va a gonfie vele nonostante il Covid
“Il covid non ha fermato l’impresa del falso e dunque in questo momento di grossa crisi economica globale è diventato ancora più importante per l’Italia tutelare il prodotto italiano e difendere le nostre eccellenze che non hanno pari nel mondo”. Lo ha detto Maria Vittoria De Simone, procuratore nazionale aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, in occasione della presentazione del progetto del Museo del Vero e del Falso. De Simone ha sottolineato che “ora più che mai abbiamo bisogno di normative nazionali e internazionali che ci consentano di contrastare il fenomeno della contraffazione a tutela del nostro prodotto. È necessario difendere i brand di eccellenza non solo del settore della moda ma in tutti i settori produttivi perché la contraffazione costituisce una grossa piaga sociale che investe l’economia, le imprese e il consumatore”. Un fenomeno, quello della contraffazione, che vede la Campania terra di produzione di materiali falsi e dove insistono vere e proprie fabbriche del falso. “In Campania – ha evidenziato De Simone – purtroppo assistiamo al fenomeno delle fabbriche clandestine, con lavoro clandestino, dove si producono oggetti falsi e ciò rende ancora più complessa l’attività di contrasto svolta in modo molto significativo dalle forze ordine. Quando parliamo di contraffazione – ha concluso – parliamo di strutture organizzate che creano una realtà identica a quella delle imprese sane e che riescono ad avere strutture organizzative tali da diffondere i prodotti falsi in tutto il mondo”.