La Campania chiede più soldi
Ma li utilizza per sopravvivere

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Nel 2014 le richieste di credito avanzate dalle imprese aumentano, in Campania, dell’8,2 per cento contro il 7,4 per cento della media nazionale. Ma i soldi, più che per gli investimenti, Nel 2014 le richieste di credito avanzate dalle imprese aumentano, in Campania, dell’8,2 per cento contro il 7,4 per cento della media nazionale. Ma i soldi, più che per gli investimenti, servono per sopravvivere. Secondo il barometro del credito, un rapporto stilato dalla società di rating Crif Agency attraverso l’elaborazione di dati Eurisc, le aziende della principale regione del Sud utilizzano i fondi per pagare tasse e utenze e fronteggiare le spese derivanti da altre forme di finanziamento. Molti, sempre secondo le risultanze dell’indagine, si servono della liquidità per assicurare ai dipendenti il regolare pagamento degli stipendi e ai fornitori il pagamento delle fatture. Simone Capecchi, direttore sales e marketing della Crif, non lascia molto spazio alle interpretazioni. “Nel 2014 le domande di credito tornano a crescere rispetto agli anni precedenti – rivela – però per altro verso dobbiamo dire che i soldi vengono utilizzati per sostenere l’attività corrente, dalle spese per il fitto dei locali al pagamento degli stipendi al personale fino ad arrivare alla copertura delle utenze e delle tasse, che purtroppo non accennano a diminuire”. Di conseguenza “resta poco o nulla da riservare al sostegno di investimenti e progetti di sviluppo – chiarisce Capecchi – va da sè che in queste condizioni il credito concesso dalle banche pur aumentando non attiva alcuna dinamica di crescita del sistema economico”. In Campania, rispetto al resto d’Italia, “questo fenomeno risulta essere accentuato – dichiara il manager della Crif Agency – e se vogliamo ci rappresenta il quadro d’insieme del sistema produttivo regionale. Infatti l’andamento delle richieste di finanziamento rappresenta, in generale, l’indicatore più importante per verificare lo stato di salute delle nostre imprese”. La disponibilità di credito, per il futuro, dipenderà sempre meno dalle banche e sempre più da fonti alternative. Come i minibond. “Uno strumento introdotto nel 2012 con il decreto Sviluppo – ricorda Capecchi – e solo di recente utilizzato con frequenza dalle imprese. Per la Campania si tratta di un’opportunità da sfruttare, tanto più per il fatto che in base a una nostra indagine di qualche mese fa sono circa 300 le aziende locali che hanno i requisiti per emettere questi titoli di finanziamento”. La vitalità dell’Irpinia Scorrendo i dati diffusi dalla Crif, e relativi al raffronto tra 2013 e 2014 si scopre come sia Avellino, con un incremento delle domande di credito pari al 12,6 per cento, la provincia dove le imprese sembrano manifestare un grado maggiore di intraprendenza. Seguono i sistemi produttivi di Salerno (11,5 per cento) e Caserta (10,7 per cento) mentre Napoli fa registrare un incremento del 6 per cento. “Non dimentichiamo che il rapporto prende in considerazione le richieste di finanziamento rivolte alle banche per cui il dato di Napoli – fanno sapere dalla Crif – può essere letto in una duplice chiave: o le aziende hanno risorse proprie da investire oppure fanno ricorso a forme alternative di approvvigionamento”. E chiedono anche importi più elevati rispetto alla media regionale visto che, sotto questo punto di vista, Napoli è al vertice della classifica campana con 56mila 223 euro. Si avvicina Salerno, con 55mila 47 euro mentre le altre province non superano i 49mila euro. In linea con il resto d’Italia, invece, la suddivisione delle classi di finanziamento. La parte più consistente delle richieste (33,8 per cento) riguarda importi non superiori ai 5mila euro. Subito dopo (20 per cento) ci sono le istanze al di sopra dei 50mila euro, segno evidente del fatto che a chiedere fondi sono nella maggior parte dei casi micro e piccole imprese e realtà di livello industriale. In fondo a questa speciale classifica ci sono le richieste comprese tra 5mila e 10mila euro, che interessano solo il 9,4 per cento della platea imprenditoriale italiana e campana.