La Campania guarda al futuro: startup, innovazione e ricerca

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Come nelle ricette i numeri sottendono alla sostanza delle cose e contribuiscono al risultato finale di pizza e panzerotti (o scegliete voi) così le cifre servono, in questo caso, a darci un’idea del quadro generale, in termini di innovazione, del tessuto campano. Cifre e percentuali fornite dall’ultimo report del I-Com (Istituto per la competitività) che colloca la Campania al quinto posto della classifica nazionale per numero di startup attive nella regione. Il 2018 si è concluso con la percentuale del 7,6% sul totale nazionale con la città di Napoli in prima fila seguita da Salerno e Caserta.
Stiamo parlando di 733 startup di cui 183 ubicate nella sola provincia di Benevento che sale in testa alla classifica regionale se confrontiamo il numero di imprese innovative con gli abitanti del suo territorio.

Un tessuto particolarmente fertile quello dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie dove la Apple ha deciso di dare avvio nel 2015 ai corsi dedicati agli sviluppatori nelle aule del polo tecnologico napoletano di San Giovanni a Teduccio. La Academy del colosso statunitense è la prima sede creata non solo in Italia, ma nell’intera Europa a conferma di quanto la Regione Campania possa avere un ruolo strategico come hub dell’high-tech.

Negli spazi fisici e virtuali del DATABENC si progettano invece le future infrastrutture digitali con l’obiettivo di promuovere la cultura e veicolarne i contenuti con un modello di business 4.0 applicato ai beni culturali. Grazie a tre importanti progetti (CHIS, SNECS, MUSE@HOME) DATABENC ha sviluppato percorsi immersivi, architetture digitali e un network per la valorizzazione del territorio campano grazie all’impiego di tecnologie avanzate. In questo modo la fruizione del bene diventa più coinvolgente, condivisibile e alla portata di tutti aprendo la strada a un modello futuro di open culture totalmente accessibile.

C’è poi un settore oggi diventato una vera e propria industria che in Campania può vantare esempi d’eccezione dal punto di vista della formazione. Lo IUDAV, in provincia di Avellino, è stata una delle prime scuole di game designer italiane che nel corso degli anni ha saputo affermarsi a livello nazionale e non solo, grazie a un’offerta formativa aggiornata e capace di stare al passo in un settore, quello del gaming e dell’intrattenimento, in continua evoluzione. Il modello di fruizione dei contenuti sta infatti cambiando, con una sempre maggiore richiesta di esperienze interattive capaci di coinvolgere il pubblico con simulazioni realistiche di spazi reali. In Italia una simile evoluzione ha trovato esempi di grande intensità drammatica dal punto di vista narrativo e nella scelta dei personaggi con il videogame psicologico Blind alla cui storia si accede indossando visori per realtà virtuale. Dal punto di vista delle tecnologie impiegate troviamo invece colossi del mercato ludico del gaming online come SportPesa che hanno saputo ampliare nel corso degli anni il proprio catalogo di giochi, per offrire agli utenti esperienze più coinvolgenti con simulazioni digitali estremamente realistiche. È il caso ad esempio delle partite virtuali di calcio, di quelle di tennis, così come dei giochi di cavalli di SportPesa dove il terreno di gioco, le piste e la terra rossa sono fedeli riproduzioni di ambientazioni reali.

La macchina dell’intrattenimento si è spostata su un terreno fatto bit, infrastrutture di silicio e algoritmi capaci di processare miliardi di dati al secondo e che ovviamente trovano anche applicazioni importanti per lo sviluppo di un business legato a settori strategici per la crescita economica di un territorio. Ci sono startup in Campania con un elevato know-how tecnologico e capaci di catturare in meno di un anno di vita l’attenzione di un settore estremamente competitivo come quello del moto racing. È infatti la Ducati ad aver scelto la startup campana MegaRide per valutare e analizzare in tempo reale il comportamento degli pneumatici a contatto con l’asfalto. Progetto nato in ambito accademico e alla base del quale troviamo un avanzatissimo algoritmo di analisi dati. Mentre nel campo delle innovazioni legate al settore manifatturiero incontriamo eccellenze regionali come Sòphia High Tech di Marcianise che in pochi anni si è affermata come leader nelle tecnologie di prova sui materiali e sui componenti industriali oltre ad aver realizzato un materiale interamente bio composto a partire da foglie di Posidonia.

Per chi non se ne fosse ancora reso conto la Campania si sta trasformando in un importante centro dell’high-tech che si declina in modalità diverse e con progetti diversi accomunati tutti da una visione imprenditoriale che guarda al futuro.