E’ la Campania la terza regione d’Italia per spesa nel gioco d’azzardo

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Più che di santi, navigatori e poeti, l’Italia sembra essere un paese di giocatori.
I numeri generati nel 2016 ci raccontano, infatti, che nello Stivale la spesa media pro-capite nel gioco d’azzardo legale è stata pari a 339,40 euro l’anno.
La Campania, in una classifica redatta su base regionale, occupa la quinta posizione con una spesa comunque superiore al dato nazionale: 373,86 euro l’anno. A precederla sono la Lombardia (420,67), l’Abruzzo (419,25), l’Emilia Romagna (393,08) e, seppur di poco, il Lazio (378,30).
Ma variando i parametri di riferimento anche le graduatorie finiscono col risultare differenti. Producendo non poche sorprese.
Perché se ci concentriamo sul livello di spesa, vale a dire il valore che otteniamo sottraendo dalle somme puntate le cifre erogate tramite le vincite, il dato risultante dall’intero territorio nazionale è pari a 19,4 miliardi di euro.
La maggior parte di questi soldi provengono dalla rete fisica, ma il gambling virtuale, clicca qui per casino on line, ha già raggiunto la fatidica soglia del miliardo di euro. Un traguardo fino a qualche anno fa inimmaginabile.
E la Campania contribuisce per circa il 10% a questa ricca torta, con una fetta da 1,8 miliardi di euro. Provando nuovamente a stilare una classifica su base regionale, stavolta solo la Lombardia (3.501 milioni) e il Lazio (1.862 milioni) si piazzano davanti al territorio più popoloso dell’Italia meridionale, che finisce così per occupare il gradino più basso del podio.
E all’interno della stessa regione cosa succede?
Sono la città metropolitana di Napoli ed il suo hinterland a generare i traffici maggiori, precedendo i territori di Salerno, Caserta, Avellino e, infine, Benevento.
Una distribuzione, quella appena citata, che rispecchia il numero di abitanti per provincia, dalla più alla meno affollata.
Adesso però tutti i fari sono puntati su cosa succederà in questo 2018.
Se i primi sette mesi erano andati in archivio col segno più, sia sul fronte dell’offline che dell’online, lo scorso luglio può essere indicato come il mese spartiacque.
Dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è, infatti, entrato in vigore il decreto legge recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”. Il cosiddetto, e tanto discusso, “Decreto Dignità”, che al suo interno contiene anche l’aumento del prelievo erariale unico per slot machine (AWP) e le videolottery (VLT), due tipologie di giochi che sempre nel 2016 hanno raccolto sull’intero territorio nazionale 49,4 miliardi di euro, oltre al divieto di pubblicità sui media per quanto riguarda il gioco d’azzardo e le scommesse, con quest’ultime che con le 64 gare di Russia 2018 hanno incassato 465 milioni di euro (un dato superiore di oltre il 70% a quello fatto registrare dai match di Brasile 2014).