La Capitol Hill brasiliana non è il trumpismo delle Antille

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Tensione alle stelle Brasile dov’è sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro che  non accettano la vittoria del nuovo presidente Inacio Lula da Silva, hanno preso d’assalto i palazzi delle massime istituzioni dello Stato in un raid che ricorda quello di due anni fa al Campidoglio di Washington dei tifosi di Trump. La polizia brasiliana ha ripreso il controllo degli edifici della Corte Suprema ma il Congresso continua ad essere occupato dai sostenitori di Bolsonaro,scrive O Globe. Anche l’Ambasciata italiana di cui l’Ambasxiatore Francesco Azzarello , risulta illesa. La situazione è rientrata in poco tempo nella normalità ma la vicenda desta molte perplessità.  La polizia ha usato gas lacrimogeni per cercare di respingere migliaia di persone ma è riuscita a sfondare i cordoni di sicurezza attorno al parlamento di Brasilia al termine di una manifestazione a sostegno dell’ex presidente. Molti sono riusciti a salire la rampa dell’edificio per occupare il tetto e da lì sono entrati nell’interno. I bolsonaristi hanno attaccato anche l’edificio Planalto, sede dell’Esecutivo e, secondo quanto riportato dal canale ‘CNN Brazil’, anche l’edificio del Tribunale Supremo Elettorale (TSE). Anche la sede della Corte Suprema è stata attaccata. Il presidente in carica, Luiz Inacio Lula da Silva, al momento non si trova a Brasilia ma si trova nello stato di San Paolo in visita in alcune zone allagate. E Lula ha tenuto una riunione d’urgenza con i ministri esecutivi dopo l’assalto. All’incontro hanno partecipato i ministri della difesa, della giustizia e delle relazioni istituzionali, hanno riferito i media locali.  Lula da Silva ha condannato l’attacco “vandalo e fascista”. contro le istituzioni democratiche dai sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro e ha decretato l’intervento delle forze federali. Queste le prime decisioni prese dal presidente e annunciate in conferenza stampa. “Tutti i responsabili saranno identificati e giudicati”, ha aggiunto Lula. “Queste persone devono essere punite in modo esemplare”. “Pagheranno con tutta la forza della legge”, ha ammonito il leader del Pt, definendoli “terroristi”. “Stiamo valutando la possibilità” di schierare “l’esercito per sgomberare”. I manifestanti, vestiti di giallo e verde, secondo quanto riferito da O Globo, avrebbero compiuto atti di vandalismo. I video diffusi da persone all’interno del Tribunale, scrive il quotidiano brasiliano, mostrano persone che si dividono i seggi in plenaria. A Palazzo Planalto, nella piazza dove si trovano la residenza presidenziale, il Parlamento brasiliano e la Corte Suprema, “sono stati rotti i vetri delle finestre”. In totale ci sarebbero migliaia di bolsonaristi dentro i palazzi del potere politico e amministrativo brasiliano con le forze di polizia, in tenuta antisommossa, pronte a fare irruzione nel Parlamento occupato. I funzionari del governo hanno aspettato di essere evacuati per via aerea. A due anni esatti dall’assalto a Capitol Hill, si ripete, con modalità e schieramenti praticamente identici: i militanti della destra di Bolsonaro, come i filo-Trumpiani, hanno deciso di non rispettare il responso dei sondaggi che davano la vittoria alla ‘sinistra’ ‘ e sono passati all’assalto armato in una fase in cui Bolsonaro rischia l’arresto per la gestione dell’emergenza Covid. Molti affermano quindi che per arrivare a tutto questo ci deve essere qualche connivenza con l’esercito che secondo alcuni avrebbe appoggiato gli insorti. I valori di libertà e democrazia devono essere difesi come ribadito dal ministro Tajani, e soprattutto occorre difendere un voto che è la libera espressione dei cittadini. La democrazia deve essere sempre rispettata e su questo non ci piove ma da questo discende il rispetto completo che si dovrebbe avere nelle decisioni del elettorali di un popolo e, soprattutto, occorre approfondire come è chi ha spinto migliaia di cittadini ad agire in tal senso , molti di più di quelli intercettandoli nello zoccolo duro dell’opposizione a Lula.