La Capria: Nato qui come scrittore

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Il celebre scrittore Raffaele La Capria è stato insignito della cittadinanza onoraria di Positano nel corso della Il celebre scrittore Raffaele La Capria è stato insignito della cittadinanza onoraria di Positano nel corso della serata inaugurale, a lui completamente dedicata, del Positano Teatro Festival Premio Annibale Ruccello, diretto da Gerardo D’Andrea. “Per il profondo e duraturo legame tra il Maestro La Capria e la nostra città, imperituramente raccontato nelle pagine dei suoi capolavori. Per essere stato viatico di diffusione della stupefacente bellezza di Positano nel mondo, attraverso le straordinarie opere cinematografiche, tra cui “Leoni al sole”, che lui stesso ispirò. Per il suo multiforme talento, espresso in varie discipline artistiche, che, con disincantato umorismo, ha sempre scandagliato, con quella indole tipicamente campana, le pieghe dell’animo umano. Per la capacità di ricercare sempre l’essenza più intima della realtà rappresentata e dunque anche della nostra Positano, elevando forme, oggetti e volti comuni a simboli metafisici di poesia del quotidiano. Per aver dato lustro a Positano, attraverso la propria arte, gettando le fondamenta di quell’indissolubile vincolo che per sempre lo legherà alla nostra città” . Con questa motivazione il sindaco di Positano, Michele De Lucia, ha conferito l’onorificenza ad uno dei più amati scrittori italiani. Un pubblico numeroso ha accolto con applausi a scena aperta lo scrittore e la moglie, l’attrice Ilaria Occhini, nella magica cornice del palcoscenico allestito sul Sagrato della Chiesa Madre. E proprio a La Capria, il Festival ha dedicato la serata d’apertura con lo spettacolo “L’Amorosa inchiesta” diretto da Luca De Fusco, con una straordinaria interpretazione di Gaia Aprea. Cosa rappresenta per lei Positano? “Sono onorato, a 90 e 2 anni, di essere qui a Positano dove sono stato un ragazzo e qui sono nato come scrittore. Positano è il luogo simbolico della mia vita. Mia zia aveva una casa alla Chiesa Nuova e, per me, rappresentava la fuga dalla città per immergermi in un luogo non solo di vacanza e di divertimento ma dove si poteva fare ogni tipo di esperienza culturale ed artistica. Si potevano incontrare scrittori tedeschi ed è qui che ho conosciuto l’espressionismo di Klimt”. Quanto hanno inciso, questi luoghi, nella sua formazione di scrittore? “A Positano ho imparato a nuotare, a conoscere il piacere delle immersioni marine. Si stava sdraiati su una spiaggia posseduti dal sole. In queste case, in queste stradine si sono formate nella mia mente e presentate ai miei occhi le immagini primarie, importantissime per uno scrittore. Immagini che ne hanno poi generate altre, una specie di scatole cinesi coronate dalla bellezza del mare e del fondo sottomarino. La squisitezza della cucina della madre di Sasà Rispoli della Buca di Bacco, infine, ha fatto il resto. Tante di queste esperienze hanno lasciato una traccia e sono state fonte di ispirazione per parecchi dei miei romanzi”. E dove ha anche scritto la sceneggiatura del film “Leoni al Sole” di e con Vittorio Caprioli, Franca Valeri, Philippe Leroy? “Vittorio Caprioli voleva fare un film sui vitelloni napoletani. Venimmo a Positano ad ambientarlo e coinvolgemmo tutti i giovani del posto. Mi ricordo che scrivevo la sceneggiatura con Vittorio ridendo e scherzando continuamente. Ero così contento tanto da farmi dire : “mi diverto, scherzo, rido… e mi pagano anche?” Oggi è un giorno speciale per lei? “Sì. Accade una speciale coincidenza: la cittadinanza onoraria e la pubblicazione per i Meridiani Mondadori delle mie opere in due volumi. Ecco, celebro queste due cose come una specie di compimento della mia giornata a Positano”.

Diletta Capissi