La Cina svaluta lo yuan di quasi il 2% nei confronti del dollaro

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Borsa italiana sotto la parità: Ftse Mib -0,38%. Settore lusso debole con svalutazione yuan, Finmeccanica penalizzata da GS. Il Ftse Mib segna -0,38%, il Ftse Italia All-Share -0,36%, il Ftse Italia Mid Cap -0,26%, il Ftse Italia Star -0,28%. Mercati azionari europei in flessione: D AX -0,8%, CAC 40 -0,8%, FTSE 100 -0,6%, IBEX 35 -0,4%. Sembra ormai cosa fatta l’accordo tra Grecia e creditori per il terzo salvataggio. Reuters scrive che il ministro delle finanze ellenico, Euclid Tsakalotos, ha dichiarato che mancano solo “due o tre piccole questioni” da sistemare. Balzo in avanti per i titoli di stato greci: il rendimento del 2 anni scende dal quasi 19% di ieri al 16,2% circa di questi minuti. Euro tonico contro dollaro dopo le dichiarazioni di ieri di Stanley Fischer (Fed), dichiarazioni che, secondo gli analisti, hanno messo in forse le possibilità di rialzo dei tassi ufficiali USA a settembre: EUR/USD al momento oscilla in area 1,1030. Mercati obbligazionari poco mossi in avvio: il rendimento del BTP decennale rispetto alla chiusura di ieri cede 1 bp all’1,81%, quello del Bund decennale si attesta a 0,68%, -1 bp. Lo spread è stabile a 113. Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 h a chiuso a +1,28%, il Nasdaq Composite a +1,16% e il Dow Jones Industrial a +1,39%. I future sui principali indici USA attualmente sono in flessione dello 0,1-0,4 per cento. Borse asiatiche in lieve ribasso: a Shanghai l’indice CSI 300 ha terminato a -0,43%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng segna al momento -0,1% circa. La People’s Bank of China a sorpresa ha tagliato dell’1,9% il fixing giornaliero dello yuan sul dollaro, spingendo al ribasso la valuta che ha toccato un declino dell’1,98% nella lettura più debole dal settembre 2012. L’istituto centrale di Pechino ha comunicato che l’aggiustamento è una tantum e mirato a rendere la valuta regolata più direttamente dal mercato. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a -0,42%. La Bank of Japan ha comunicato che la massa monetaria M2 in luglio è aumentata del 4,1% su base annua contro il progresso rivisto dal 3,8% al 3,9% per il mese di giugno e attese de gli economisti per un incremento del 3,9% (in maggio la crescita era stata del 4,1%). La massa monetaria M3 è invece aumentata del 3,3% contro il consensus per un progresso del 3,2% (lettura invariata rispetto a quella di giugno, rivista al rialzo dal 3,1%).

Borse asiatiche

Dopo il deciso rialzo di Wall Street lunedì (i principali indici Usa hanno guadagnato oltre l’1%), la seduta di martedì è mista per le Borse asiatiche, con la Cina a farla ancora da padrone, ma per un motivo diverso dal solito. La People’s Bank of China a sorpresa ha tagliato dell’1,9% il fixing giornaliero dello yuan sul dollaro, spingendo al ribasso la valuta che ha toccato un declino dell’1,98% nella lettura più debole dal settembre 2012. L’istituto centrale di Pechino ha comunicato che l’aggiustamento è una tantum e mirato a rendere la valuta regolata più direttamente dal mercato. Finora Pechino stabiliva ogni mattina un valore mediano che poteva oscillare fino a un massimo del 2% rispetto alla chiusura del giorno prima. D’ora in poi, invece, la quotazione sarà basata sul tasso di chiusura del foreign exchange interbancario della seduta precedente. Secondo Tom Orlik, economista di Bloomberg, la misura arriva nel momento adatto per la Cina, visto che “l’export ha bisogno di una spinta”, dopo che in luglio ha segnato un declino dell’8,3% su base annua (il peggiore degli ultimi quattro mesi). La notizia ha ovviamente scosso i mercati, a partire da Sydney. Il dollaro australiano, considerato un punto di riferimento della crescita della Cina, ha perso l’1,3% nei confronti del dollaro Usa. Performance simili anche per il dollaro neozelandese (deprezzatosi dell’1,1%) e per il won sudcoreano (in declino dello 0,90%). E infatti la piazza australiana è stata quella che più ha sofferto per la mossa di Pechino. L’S&P/ASX 200 ha chiuso in declino dello 0,70% cancellando il guadagno di inizio seduta. Uno yuan debole può essere di stimolo all’economia cinese ma renderà l’import di minerale di ferro e carbone più costoso, il che peserà sulla già sofferente bilancia commerciale dell’Australia e sulle società minerarie che attraversano una fase tutt’altro che facile. I due colossi Bhp Billiton e Rio Tinto hanno comunque segnato significativi progressi nella seduta. Mentre la striscia di tre sedute consecutive in calo per i titoli dell’energia è stata interrotta dal rally del prezzo del petrolio. Continuano invece le perdite per i titoli bancari, con i big del settore in deciso declino. Percorso simile quello seguito dalla Borsa di Tokyo, che aveva aperto in progresso ma ha poi chiuso in territorio negativo in scia alla manovra della People’s Bank of China. “Sembrano prese di profitto. Il mercato normalmente ha bisogno di una giornata o più per digerire notizie di questa portata”, ha detto a Reuters Michiro Naito di Jp Morgan. Alla fine il Nikkei 225 ha chiuso in declino dello 0,42% ma le perdite sono state diffuse. Il settore siderurgico, che lunedì aveva sentito il colpo del calo dell’export cinese, è stato il migliore a Tokyo (guadagnando il 2,4%) mentre tra i singoli titoli diverse aziende del settore energetico sono andate in rally. Da segnalare anche il progresso di quasi il 3% per Sony. In Cina, invece, la seduta è stata in crescendo, con il guadagno dei principali indici che è aumentato nel corso della giornata (lo Shenzhen Composite si è avvicinato a un progresso del 2%) e gli effetti positivi si sono sentiti anche a Hong Kong, con l’Hang Seng in crescita di quasi un punto percentuale. In deciso declino invece il Kospi di Seoul, che ha segnato una perdita dello 0,82% a fine seduta.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta della settimana, ieri, in netto rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,39%, l’S&P 500 l’1,28% e il Nasdaq Composite l’1,16%. Il Dow Jones ha interrotto così una serie negativa lunga sette sedute. Sul fronte settoriale bene energetici e materie prime. Tra i singoli titoli Precision Castparts +19,10%. Berkshire Hathaway, holding del miliardario Warren Buffett, ha annunciato l’acquisto dell’azienda specializzata nella produzione di componentistica per l’aerospaziale e apparecchiature per il settore dell’energia per 37,2 miliardi di dollari. Apple +3,64%. American Express (+1,93%) ha annunciato che i propri clienti potranno utilizzare Apple Pay, il servizio di pagamenti mobile lanciato dal produttore dell’iPhone. Exxon Mobil +2,5%. Il petrolio (Wti) ha chiuso in rialzo del 2,48% a 44,96 dollari al barile. Endo International +0,51%. Il gruppo farmaceutico ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel secondo trimestre l’utile per azione adjusted si è attestato a 1,08 dollari su ricavi per 735 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,02 dollari su ricavi per 727 milioni. Twitter +9,02 %. Monness, Crespi, Hardy & Co ha alzato il rating sul titolo del social media a buy da neutral. Alibaba +2,07%. Il colosso e-commerce cinese ha comunicato che investirà 28,3 miliardi di yuan per rilevare il 19,99% del capitale di Suning Commerce, maggiore operatore di retail della Cina (specializzato in elettronica). Dean Foods -2,93%. I ricavi del gruppo alimentare sono calati nel secondo trimestre più del previsto a 2,01 miliardi di dollari da 2,39 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Il consensus si attendeva un giro d’affari di 2,07 miliardi. Rentech Nitrogen +28,25%. Il produttore di fertilizzanti Cvr Partners ha annunciato l’acquisto della rivale per 533 milioni di dollari. Kraft +0,45% in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,5%, il Cac40 di Parigi lo 0,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,3% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,2%. La Grecia e i creditori internazionali hanno raggiunto un accordo su nuovi aiuti finanziari. In Germania l’indice prezzi all’ingrosso a luglio ha registrato un incremento dello 0,1% rispetto al mese precedente e un calo dello 0,5% rispetto a luglio 2014. Più tardi (alle 11 ora italiana) sarà annunciato l’indice Zew sul morale degli investitori tedeschi ad agosto. La notizia della svalutazione dello yuan di quasi il 2% ha affossato il settore del lusso europeo. Tra i singoli titoli Rwe -0,4%. L’utility tedesca ha annunciato l’intenzione di ridurre il numero delle controllate. Capgemini +0,2%. Citigroup ha aggiunto il titolo del gruppo dei servizi per le imprese nella sua “focus list” europea. Adecco -3,5%. Lo specialista del lavoro interinale ha chiuso lo scorso trimestre con un utile in crescita del 22% a 177 milioni di euro. Il dato è inferiore alle attese (consensus 182 milioni).

Italia

Borsa italiana sotto la parità: il Ftse Mib segna -0,38%. Inizio di seduta difficile per i titoli del settore lusso Salvatore Ferragamo (-2,5%), Tod’s (-2,1%), Luxottica (-1,9%), Moncler (-1,4%), Yoox (-1,8%). La notizia della svalutazione dello yuan è negativa per le aziende del comparto in quanto riduce il potere di acquisto di prodotti esteri dei consumatori cinesi. Finmeccanica (-2,2%) in rosso dopo la decisione di Goldman Sachs di peggiorare la raccomandazione sul titolo da BUY a NEUTRAL e di togliere il titolo dalla Pan Europe Buy List (lista titoli europei da acquistare). IMA (-2,5% a 43,71 euro) perde ulteriore terreno confermando il segnale grafico negativo inviato ieri con la rottura dei supporti a 45,00/45,50 euro. Si trattava degli ultimi riferimenti in grado di scongiurare l’inversione della tendenza ascendente in forza dalla prima metà di luglio e il conseguente ritorno sui minimi di fine primavera/inizio estate a 41,50/42,00. In rialzo Diasorin (+1,9% a 43,97 euro): gli analisti di Morgan Stanley hanno promosso il titolo a “overweight” da “equal weight” e hanno alzato il prezzo obiettivo a 47 euro da 32 euro. Diasorin ha chiuso il secondo trimestre 2015 con un utile netto di 26,2 milioni di euro, in crescita del 29,3% dallo stesso periodo dello scorso anno.


I dati macro attesi oggi

Martedì 11 agosto 2015

08:00 GER Indice prezzi all’ingrosso lug;

10:00 ITA Inflazione (finale) lug;

11:00 GER Indice ZEW (fiducia investitori istituzionali) ago;

14:30 USA Indice costo unitario del lavoro (prelim.) T2;

14:30 USA Indice produttività del lavoro (escl. Agricol.) (prelim.) T2;

16:00 USA Scorte e vendite all’ingrosso giu.