La classe media si assottiglia, i poveri aumentano e il mondo si indebita sempre di più. Ma fino a quando?

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in foto una mensa per i poveri

Maggio, il mese appena iniziato, per ipotesi è il vero preludio della parte più bella dell’anno, la piena primavera a cui darà il cambio il mese prossimo l’estate. Ciò per quanto è riferibile all’andamento meteorologico. Ben diverso è invece lo sviluppo che stanno avendo le vicende di questo mondo. Prescindendo dalla tragedia che si sta consumando nel vicino est, appena fuori i confini della EU, ciò che più preoccupa chiunque si soffermi appena a riflettere è che i veri e propri stravolgimenti avvenuti in pochi anni nel mondo, hanno dato finora solo cenni della loro sgradita presenza. Non sfugge che già ora il tenore di vita di quella che un tempo era definita la classe media sia precipitato al livello su cui era attestato nell’immediato dopoguerra. Con una differenza sostanziale: allora l’outlook del fenomeno era positivo, oggi è esattamente l’opposto. Come se non bastasse, è appesantito da altre circostanze negative quali la pandemia, solo per citarne una. Il vento che spirò allora era un refolo gradevole e connotato da ottimismo. Gli alleati avevano dichiarato subito dopo la fine della guerra che avrebbero fornito aiuto al Paese. Ogni sacrificio era pertanto affrontato con spirito costruttivo. Allo stato attuale ii vento che sta spirando un pò dovunque è di tempesta e, contrariamente all’osservazione contadina che vuole che un giorno nasca, il giorno dopo cresca e quello successivo sparisca, stia andando sempre più rinforzandosi, per di più cambiando anche direzione. Non c’è continente che non stia avendo, seppure con connotazioni e entità diverse, conseguenze negative che insidiano da presso le singole realtà socioeconomiche, quelle nazionali. La situazione complessiva rischia di sfuggire di mano ai governi operanti in quelle realtà, assumendo le caratteristiche di una reazione a catena. Ciò che preoccupa ancor più dell’ assottigliamento della classe media, è il forte innalzamento della crescita del numero dei nuovi poveri, buona parte dei quali caduti in uno stato di povertà assoluta. Per essere ancora più realisti, di coloro che non hanno di che sfamare se stessi e tanto meno i familiari. Che il terzo millennio avrebbe effettuato una falsa partenza di dimensioni simili, è credibile che nessuno l’avrebbe mai pensato. Accade di conseguenza che la macchina statale di ciascun paese debba farsi carico fin da adesso di un onere che le compete si, ma non in maniera cosi pesante come lo è attualmente e, malauguratamente, continuerà a esserlo per un lasso di tempo non breve. È lo stesso il sostentamento, seppur minimo, dei cittadini che non hanno la possibilità di farlo in autonomia. Ad impossibilia nemo tenetur, si diceva già nell’antica Roma. Con una eccezione di tutto rilievo: lo stato di diritto, che per essere definito in tal modo, deve comunque sostenere la sua popolazione. Quando non ha i mezzi sufficienti, un governo può indebitarsi, in attesa di tempi migliori per onorare il suo rimborso e non riuscire a farlo. È già successo, solo per esemplificare si può andare con la mente a quanto accadde in Germania all’inizio del secolo scorso. Attualmente la situazione è sostanzialmente diversa: non sono uno o più di uno i paesi in gravi difficoltà, ma è il mondo intero. Pertanto la partita si fa difficile perché non esiste un prestatore di ultima istanza in grado di provvedere a un fabbisogno finanziario così elevato. Continuerà a verificarsi l’andazzo già in atto da molto tempo, quello di soddisfare fabbisogni monetari nuovi ricorrendo ancora all’indebitamento. Questa prassi nel contado è definita come tracciare un solco che copra un altro solco e, al completamento dell’aratura, ne resterà scoperto solo uno, il più grande di tutti. I lavoratori dei campi lo chiamano Capo Canale. Con una differenza sostanziale, precisamente che quel risultato nei campi è decisamente positivo, rappresentando la fine di un lavoro pesante, una volta fatto con i buoi. È anche l’occasione per consumare insieme un lauto pasto che nelle masserie viene definito con lo stesso nome dell’ ultimo solco. A malincuore invece è probabile che si debba paragonare la prassi di rimborsare un debito contraendone un altro al gioco del fiammifero acceso che passa di mano.Non è certamente invidiabile la condizione del suo ultimo prenditore. Resta comunque valida l’affermazione che, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Crederlo non costa niente e aiuta a tirare su il morale. Di questi tempi irrinunciabile.