La console dell’Argentina a Napoli per commemorare Maradona

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Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha ricevuto a Palazzo San Giacomo la Console Generale della Repubblica Argentina a Roma, Ana de la Paz Tito con la quale si è intrattenuto in un lungo e commosso incontro di ricordo di Diego Armando Maradona. La Console ha ringraziato il primo cittadino per l’immenso affetto che ancora una volta la Città ha voluto riservare al grande Campione ed ha molto apprezzato la sensibilità dell’Amministrazione comunale della città per le prime iniziative intraprese per commemorare Diego, napoletano ed argentino. Il Sindaco de Magistris, al termine dell’incontro, ha voluto donare alla Console Tito in segno di amicizia tra i due popoli il gagliardetto della Città che per l’occasione è stato listato a lutto. De Magistris, poco dopo ha anche ricevuto un messaggio dall’ Ambasciatore argentino Roberto Carlés che lo ha ringraziato – come ha scritto – “a nome del popolo argentino e della famiglia Maradona, che ho visto poche ore fa, per l’omaggio della città e del popolo di Napoli al nostro carissimo Diego. La fine di Maradona ha commosso, ma non principalmente per lui come persona, quanto per il popolo di Napoli che è stato ammazzato per l’ennesima volta.Scorrono  d’avanti agli occhi le miriadi di cose e persone, piccole e grandi, che si sono trasformate in lui per assomigliare a lui, con la maglia del cielo e il numero 10; la tenerezza di quanti ragazzini per i quali egli era un Dio e lo veneravano forse di più dello stesso Dio. È morto un Dio, ora tuonano i media, ma non è morto un Dio , e’ morto l’ennesimo Dio e con lui l’ennesima gioia della gente che ha creduto sempre in un uomo seppur discutibile , per alcuni. Commuove la sua immagine scolpita sui muri di quelle zone di Napoli che avrebbero avuto bisogno di goal sociali come i suoi; adesso ci sono solo tanti musi retratti da Secondigliano a Fuorigrotta. Non c’è che dire, grazie a questo indimenticabile anno, il Napoli calcistico ha ricevute due mazzate, la prima è stato l’ingiusta decisione della sconfitta a tavolino e poi la perdita di un suo riferimento anche oltre lo sport ma, come vale la stessa cosa per il covid, da tante sconfitte si può risorgere alla grande, ma non grazie a Maradona che riposa in pace, ma grazie a quell’amore per l’uomo immenso che il popolo e i tifosi gli hanno devoluto, e questo sì che può fare miracoli ancora , nello sport e nella vita.