La coscienza e la legge: le ragioni della morale e quelle dello Stato nel libro di Cantone e Paglia

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In foto monsignor Vincenzo Paglia

Le disuguaglianze, l’immigrazione, la sicurezza, la corruzione: su queste e altre questioni nevralgiche del nostro tempo abbiamo un atteggiamento diverso a seconda dell’idea di giustizia che assumiamo. Giusto è ciò che coincide con la legge? O quello che asseconda la nostra morale? E’ questo il tema di fondo sul quale si sviluppa il dialogo tra Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione; e Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del Matrimonio e della Famiglia: dialogo che è all’origine di “La coscienza e la legge”, il libro edito da Laterza che si presenta martedì 25 ottobre, a Roma, nella Sala Gianfranco Imperatori della Associazione Civita, in Piazza Venezia.

In foto Raffaele Cantone

Un uomo di Stato e un uomo di Chiesa, dunque: due tra le voci più rispettate nel dibattito pubblico del nostro Paese, si confrontano sui temi più urgenti del nostro tempo. Con un fine – come è annunciato nella presentazione di copertina – che inseguono testardamente pagina dopo pagina: comprendere e definire cosa è giusto. Con il più onesto dei mezzi: gli esempi tratti dalle loro esperienze professionali, in particolare quelli che chiamano in causa la nostra coscienza, quelli che la legge sembra non riuscire a codificare. Dalla più attuale e controversa questione dell’accoglienza dei migranti alla questione della corruzione, dai sistemi di repressione al modo di intendere la punizione e il perdono. Il dialogo è stato curato da Emanuele Coen, giornalista de “L’Espresso”.