La creatività per innovare

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In ogni attività creativa, colui che crea si fonde con la propria materia, 
che rappresenta il mondo che lo circonda. 
Sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, 
in ogni tipo di lavoro creativo l’artefice e il suo oggetto diventano 
un’unica cosa: l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione.

Erich Fromm

Maria studia sodo e sta per laurearsi. 
Maria fa anche sport ed è impegnata con un gruppo sociale che svolge attività assistenziale per bambini. 
Maria è fidanzata e con Massimo partecipa a gare di ballo. Maria è certamente una giovane piena di slancio, salute ed energia vitale. 
Ha rilevato da qualche tempo una tabaccheria, la gestisce con altre due persone, che, come lei, sono appassionate al progetto e insieme sono una squadra integrata e professionale.
Questa zona della città si sta trasformando con l’ inserimento di molte nuove abitazioni e uffici e un centro sportivo, e la tabaccheria di Maria segue, ma anche anticipa, le evoluzioni.  Lei, Maria, ha in mente come dovrà essere una volta terminata, ma ogni giorno capisce che deve, insieme al previsto e prevedibile, affrontare l’imprevisto; deve contemporaneamente risolvere piccoli e grandi problemi di tutti i tipi e inventare costantemente soluzioni.
Si rende conto che progredisce, ma molto spesso deve anche arretrare per rivedere posizioni, ricanalizzare fatti, affrontare nuovi problemi e questo è faticoso, ma è sostenuta da una grande tenacia personale e da uno scopo ambizioso da realizzare.
Maria sta creando qualcosa che prima non c’era compreso la conquista di clienti che sono attratti dalla sua simpatica accoglienza, dalla chiarezza espositiva, dall’atmosfera piacevole e dalle piccole continue novità che rendono questo posto vivo.
Sa che per affrontare nuove situazioni deve acquisire, insieme ai suoi collaboratori, nuove conoscenze e abilità, deve, in altre parole, acquisire competenza.
Capisce che una delle principali competenze da sviluppare è quella di saper cambiare rapidamente ovvero di innovare. 
L’innovazione intesa come la capacità di migliorare in modo incrementale i vari aspetti della tabaccheria (i prodotti, l’esposizione, i rifornimenti, le relazioni, ecc.) sia per risolvere problemi, sia per cogliere opportunità di miglioramento.
La tabaccheria si trova  in un posto dove la concorrenza è presente, è abile, mutevole e tutti vogliono la conquista del cliente. 
Maria capisce che se vuole avere successo e continuare ad averlo deve essere scelta dal cliente e questo non accadrà per caso o per fortuna.

Potrà avvenire solo se aumenta la sua capacità ricettiva, l’apertura e l’ascolto del suo cliente per generare idee nuove nel risolvere problemi, trovare strade e quindi, in sintesi, nel saper trattare la complessità come opportunità.
In una parola cambiare la posizione mentale per vedere altro e oltre. Moltissime scoperte o invenzioni sono state determinate da questo, ne cito alcune per curiosità: la gomma vulcanizzata inventata daCharles Goodyear nel 1844. Lui non sapeva come trovare il modo di rendere la gomma utile per realizzare dei pneumatici o solo per realizzare le suole delle scarpe. Un giorno poi per puro caso versa un intruglio composto di piombo, zolfo e gomma in una stufa risolvendo di colpo il suo problema. 
Interessante anche la storia del post it. Nel 1968 il dottor Spencer Silver cercò in tutti i modi di creare una colla superforte che asciugasse all’istante, ma riuscì solo a trovar uno strano collante molto debole e che non si asciugava mai. A quel punto decise di usare lo strano composto per tenere fermo un segnalibro che usava nella Bibbia, ecco come nacque! 
Poi la coca cola, la sua origine è diventata in sostanza un mito. Un giorno di maggio del 1886 Il farmacista di Atlanta John Pemberton stava cercando una soluzione per curare il mal di testa che lo affliggeva a causa di una ferita subìta in battaglia. Mischiando una serie d’ingredienti supersegreti realizza una bevanda che sappiamo com’è andata. 
Anche la nutella ha una storia analoga e poi le patatine fritte. Un giorno un tizio di New York si lamentò delle sue patatine fritte: grosse, mollicce, poco gustose. A causa di queste lamentele lo chef del ristorante, George Crum, decise di tagliare le patate nel modo più sottile possibile per poi friggerle fino a farle diventare quasi trasparenti. Infine le salò a dismisura. Pensate: lui voleva fare un dispetto a questo cliente particolarmente odioso. 
Poi lo sanno anche i sassi. La più grande scoperta medica del secolo scorso è di Sir Alexander Fleming. Grazie all’antibiotico scoperto nel 1928, ha salvato miliardi di vite in tutto il mondo. E dire che la scoperta è dipesa dell’incuria dei suoi assistenti. Fleming partì per una vacanza e nonostante avesse lasciato detto ai suoi collaboratori di lavare l’attrezzatura, al suo ritorno trovò uno strato di muffa che impediva ai batteri di proliferare. E così nacque la penicillina. 
Da grandi cose a piccole ma utilissime come le graffette. Queste nacquero nel 1897 quando l’americano Samuel Fay pensò a un modo per attaccare gli scontrini ai cappotti senza fare necessariamente un buco. 
In un momento d’ispirazione realizza uno strano oggetto a forma di X. Così nacque la graffetta. 
L’elenco sarebbe infinito, ma chiudo con la scoperta del ghiacciolo. 
Pensate fu inventato da un bambino, l’11enne Frank Epperson che in una notte gelata aveva lasciato sul davanzale della finestra un bicchiere di acqua e soda con dentro il bastoncino che aveva usato per mescolare. Il giorno dopo, Frank riuscì a liberare il blocco di ghiaccio formatosi facendo scorrere acqua calda sul bicchiere, e prese a mangiare il primo “ghiacciolo” usando il bastoncino come manico. Nel 1924 brevettò la sua idea e divenne ovviamente ricco. 
Torniamo a Maria, quando lei aveva preso questa tabaccheria, aveva acquisito anche vincoli e limiti. 
Ma lei ha una visione e un’ambizione che le fa vedere, oltre e altro.
È come per la dieta, se ci si concentra sulla rinuncia di quella splendida fetta di torta e al dolore che si prova, non ci riusciremo mai a perdere un etto, ma se si pensa alla conquista della taglia desiderata dei jeans abbandonati nell’armadio o al buco della cintura e al piacere di poterli indossare di nuovo, allora cambia tutto.
Bisogna uscire dagli schemi, avere come dice un noto autore, pensiero laterale (vedi più avanti uno stimolo su questo punto).  
Opposto a Maria, conosco Giovanni, un tabaccaio, anziano e stanco che fa questo mestiere da tanti anni. 
Giovanni purtroppo utilizza prevalentemente la sua energia nel lamentarsi di come vanno le cose. Oramai ha un comportamento standardizzato e meccanicistico, lui fa sempre le stesse cose e ovviamente ottiene sempre gli stessi risultati di cui puntualmente si lamenta. 
È incredibile come non riusciamo a capire che se facciamo sempre la stessa cosa erronea, otterremo sempre risultati sbagliati. 
Il bello è che Giovanni (non solo lui) chiama l’accumulo dei suoi errori esperienza. 
Chiama così una forma d’incompetenza mistificata come valore, come se compiere a lungo lo stesso errore, questo fosse nobilitato dal tempo. 
Ci sono tanti come Giovanni che sono gli autori delle stesse cose di cui si lamentano, ma non ne sono consapevoli. 
Mentre Maria è viva, e sa che non deve accontentarsi perché fare bene una cosa giusta oggi, non vuol dire che la stessa cosa sia giusta domani, perché il mondo cambia e perché noi dobbiamo cambiare il mondo. 
Anche lei sta facendo esperienza ma sa che l’unica cosa che conta non è che le capitino cose, ma cosa lei fa con le cose che le capitano, questa è l’esperienza che conta. 
Quindi per mantenere qualcosa che abbiamo conquistato (nel business, nell’amicizia, nell’amore, con i genitori, con i figli, ecc.) la generazione richiede rigenerazione permanente, cambiamento intelligente, conservazione e variazione selettiva; su qualsiasi cosa è così: quello che non si rigenera degenera!
Maria capisce anche che l’innovazione che non è banalmente solo fare cose nuove, anzi spesso la capacità può essere quella di mantenere, conservare, proteggere insieme a cambiare, migliorare, sostituire.
Maria e Giovanni si dovrebbero incontrare forse potrebbero essersi utili reciprocamente.