L’eterna politichetta italiana: la crisi? Sarebbe da ridere se non fossimo alle prese con il Covid e una crisi epocale

149

Il dubbio che la soluzione della crisi possa essere nelle mani di Mastella e Cesa, immagini plastiche dei Responsabili in grado di puntellare il Governo Conte 2 o facilitare il Conte 3, certifica che nulla è cambiato dagli anni 1950.
La crisi viene aperta da un partito minore della maggioranza che prima protesta poi ammonisce quindi si sfila ma dichiarando, in modo forte e chiaro, di essere pronto ad ogni proposta del Presidente del consiglio appena sfiduciato.
Le segreterie politiche si riuniscono, l’opposizione (stavolta il Centrodestra) chiede tutto sia trasferito in Parlamento, i partiti di maggioranza prendono tempo perché “pontieri” e “colombe” sono all’opera. I media vengono monopolizzati da dichiarazioni voci auspici gossip e tutti gli scenari e i piani A B C C1 C2 ecc diventano possibili, auspicabili, per nulla decisivi tantomeno certi.
Si disegnano scenari apocalittici, il cui esito peggiore rimangono le Elezioni perché nessuno controlla i cittadini, mentre altri, più o meno complicati, vanno dal rimpasto del Conte 2, al Conte 3 (con ancora Renzi ovvero con i Responsabili, Transfughi o magari nessuno?) infine alla preferita dall’attuale Presidente del Consiglio che freme per riferire al Quirinale e sentirsi assegnare l’incarico esplorativo previa parlamentarizzazione della crisi.
Insomma 20 anni di Azzurri di Berlusconi, qualche annetto dei Bianco/Rossi del PD di D’Alema, Veltroni, Bersani, Renzi & C. non hanno cambiato nulla, salvo fare abortire una riforma costituzionale tanto necessaria quanto sgradita causa il suo alfiere. Il successo della rivoluzione Cinque Stelle aveva acceso speranze e si è rivelata una ammuina prima giallo-verde poi giallo rossa.
Per fortuna scopriamo che il Presidente della Repubblica ha assunto un nuovo ruolo, quello di Commissario della crisi di governo: verrebbe da ridere se la crisi non capitasse durante una pandemia sanitaria che sta decimando gli anziani di tutto il Mondo e provocando una crisi di ricchezza reale, tenuta sociale, superiore a quella della II GM. Perché anche questa crisi, come quasi tutte quelle di fine legislatura, sembra una pantomima utile a Partiti, veri o presunti, e loro Leader, nominati e autoeletti, per cercare il maggiore spazio e la più conveniente collocazione politici in vista delle elezioni in arrivo.
Nel frattempo il piano nazionale di vaccinazione stenta a raggiungere la velocità necessaria ad un livello minimo di immunità di gregge entro primavera/estate e quella economica decima il sistema industriale e commerciale iniziando ad attentare alla formazione socio-culturale dei nostri figli e nipoti. Forse dovrebbero essere queste le priorità.