La Croce di Amalfi diventa un gioiello con i colori della costiera

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La Croce di Amalfi, emblema dell’antica Repubblica Marinara, diventa un gioiello Dadini in esclusiva per la Costiera amalfitana. Il lancio della Croce di Amalfi Dadini, ideata dalla designer salernitana Alessandra Sessa, è previsto per sabato 22 giugno nello storico negozio “Angelo Fusco Gioielli” di piazza Spirito Santo 4 ad Amalfi, alla presenza delle autorità civili e dei rappresentanti delle associazioni di categoria di settore. Il “Dadini” è una maiolica tridimensionale, con i colori della Costiera amalfitana: il bianco delle case, il blu del mare, il giallo dei limoni.
L’idea di realizzare un oggetto prezioso che si ricolleghi alla storia e alla natura, eccezionali, del luogo “nasce dalla voglia – spiega una nota aziendale – di mantenere salde le tradizioni artigiane, di conservare l’intreccio che lega manualità e materiali per poter ottenere un gioiello unico e pensato con amore, di rendere omaggio alla maiolica vietrese”.
“Sono nati così – continua la nota – i “Dadini”, gioielli di porcellana lavorati a mano, con decori e colori tipici, personalizzabili anche con motivi in oro o in platino. Ognuno è una miniatura in 3D che va a comporre creazioni di alta gamma a misura delle proprie emozioni, presente attualmente sia online che nelle gioiellerie”. #DadiniseiTu è il claim: un viaggio attraverso la costiera che ripercorre gli scorci più belli, le architetture, le vecchie torri, le ceramiche, il mare che fa da cornice, declinandosi nei colori delle maioliche e nelle tipicità di ogni paesino, tra Amalfi, Ravello, Positano, Conca dei Marini, Cetara, Praiano, Atrani e Vietri sul Mare, ad ognuno dei quali è dedicato un Dadini.

In foto Alessandra Sessa

Alessandra Sessa spiega che un Dadini “ogni Dadini ha un significato, così come ogni collezione. La prima che abbiamo realizzato si ispira alla Costiera Amalfitana , perché siamo un prodotto campano nato in Campania”. L’ispirazione è nata durante un viaggio in treno Milano-Salerno, accompagnato dalla lettura di un libro sull’impresa possibile. “Quel giorno – racconta la designer – ero felice di tornare a Salerno, nella mia città, da dove mancavo da tanto. Sentivo di dover fare qualcosa che parlasse di me e della mia terra per valorizzarla. Far evolvere qualcosa di molto conosciuto, ma rimasto statico. Quindi ho pensato alla ceramica, alla mattonella, ai decori: tutto molto bello, ma io avevo voglia di trasformarli. Così la maiolica diventa 3D e nasce Dadini”.