La cruda realtà del periodo che viviamo

353
In foto Pierre Manent

di Silvana Lautieri

Penso ai tanti avvenimenti drammatici che stiamo vivendo conseguenti ad un ottimismo che poco riscontro trova nella realtà dell’uomo, nella sua articolata e conflittuale maniera di dispiegarsi e fronteggiare ciò che lo circonda. In primis l’eterno braccio di ferro tra sè stesso ed il proprio prossimo a dispetto di ciò che , a parole, si vanta ( e dichiara ) di essere o di poter essere : lo dimostrano gli incessanti episodi di intolleranza, di sopraffazione, di gratuite provocazioni che , in nome di una libertà che poco ci appartiene , dimostrano solo il mai sopito desiderio di affermare la propria presunta superiorità sulla modalità altrui. Accade nel sociale ,come nel privato, in politica come tra gli pseudo uomini di cultura, accade nel campo scientifico e in quello dell’economia. E ci facciamo male . Molto male. Ho quindi letto con particolare interesse l’intervista di Marina Vacalebre a Pierre Manent, filosofo della politica e studioso di Machiavelli e di Adam Smith, che sul recente, efferrato episodio accaduto a Nizza dichiara : “….quelli che ci attaccano , ci disprezzano …., se rispondiamo alle coltellate con le buone parole ci disprezzano ancora di più, considerandoci infedeli incapaci di difenderci . Il mondo cattolico è completamente disarmato, sia politicamente, dato che le vecchie nazioni cattoliche non sanno più esercitare la legittima sovranità delle frontiere, nè su chi entra in casa loro ….nè sulle regole di vita comune. Così anche, sul piano religioso : i nostri pastori, infatti rifiutano di difendere il loro gregge….
Non so cosa potrà ancora accadere , ma noi siamo sempre  più deboli e i nostri avversari sempre più forti . il momento è grave …ed esercitare la nostra libertà sarà impossibile perchè subiremo una pressione sempre più forte :   più concediamo, più gli altri esigono. Non abbiamo  ancora preso la misura della situazione in cui ci siamo cacciati. A questo punto,  occorre bloccare le richieste  di asilo e fermare l’immigrazione.” Parola di Manent.
E, direi, la parola di un francese illuminato, realista che ha ben compreso che, a volte, la realtà è tale da imporre l’adozione di misure di sicurezza che sembrano vanificare i disegni utopici di chi si affida unicamente e totalmente al ” come vorremmo essere ( accoglienti, disponibili, solidali ) ” dimenticando il ” come è”, il come invece molti altri “siano”. Trascurare la realtà, la nostra realtà , significa far pagare il prezzo di una rischiosa dimenticanza a dei poveri innocenti ( i tanti che ,per puro caso, si trovano sul percorso folle dei diversi , di coloro lontani anni luce dal nostro credo, dal nostro modo di pensare ) perchè democrazia, eguaglianza dei diritti e alle libertà non sono intese e vissute da tutti i nostri ” fratelli” allo stesso modo. Forse occorrerebbe ricordarlo anche all’interno delle nostre dinamiche sociali se vogliamo porre un freno alle contraddizioni, ai disagi, ai controsensi che siamo costretti a registrare giorno dopo giorno nel nostro drammatico e sofferto quotidiano.