La deflagrazione all’interno del M5S? Inevitabile. E presto ne vedremo le conseguenze per il Governo Draghi

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La deflagrazione all’interno del M5S? Era inevitabile e prima o poi se ne vedranno le conseguenzeCiò che non sarebbe dovuto succedere, soprattutto in un momento delicato come quello attuale, si è invece concretato e non è stato un incidente di percorso. 5 St. Ancora adesso non è possibile stabilire l’entità dei danni provocati da quel comportamento perché stanno venendo giù ancora macerie e non si è nelle condizioni di stabilire se e quando gli effetti del recente terremoto pseudopolitico saranno scomparsi. Per una volta si potrà fare a meno di addossare la causa di quanto sta accadendo all’invasione dell’Ucraina o alla recrudescenza della pandemia, quando non al clima impazzito. Si è trattato semplicemente dello scoperchiamento inevitabile di una pentola, al cui interno erano stati messi a cuocere insieme cibi con caratteristiche non solo diverse quanto assolutamente non compatibili. L’epilogo dell’intera vicenda era in re ipsa: che possibilità di durare avrebbe potuto avere un insieme, non un gruppo, di persone, unite solo da spirito di demolizione e senza una sola proposta di realizzazione? Al momento tali riflessioni possono essere messe in stand by purché non intralcino l’attività di governo che, se non ha toccato l’acme delle difficoltà, poco manca. Non è necessario rivangare una per una e per l’ennesima volta, le sciagure che si stanno abbattendo sull’umanità, soprattutto quella che popola l’Occidente. Ciò che sembra certo e quindi da tenere sotto attenta osservazione è il prosieguo, già iniziato, della realizzazione del Pnrr, ampliato dalle esigenze che si stanno evidenziando, in un modo o in un altro legate alla crisi energetica in atto. È evidente che il suo budget da solo non sarà bastevole e quindi sarà necessario per tutti i Paesi, della EU e non solo, di dotarsi di altra finanza dedicata. La situazione nuova a tal punto sarà come mettere in piedi uno strumento di investimento con requisiti tali che permettano ai debitori di rimborsare le somme ottenute, a prescindere dal fatto che non si potrà fare una divisione netta tra debito buono e debito cattivo, perché, quando i soldi servono, servono e basta. Nel caso di dover far fronte a spese straordinarie quali sono quelle per la ricostruzione postbellica, varrà la logica: “a mali estremi, rimedi estremi”. La novità più significativa è che tutto quanto è necessario alla realizzazione dello scopo, debba essere eseguito con la massima snellezza, quindi da governi ben coesi e rodati. Nel caso dell’Italia, con quanto è appena successo all’interno dell’esecutivo, non sarà impresa facile. Al momento, con la scissione del M5S, il Premier Draghi si trova in squadra due parti di quello che era un solo alleato di governo. Se le stesse sono in evidente quanto conclamato disaccordo tra di loro, come potranno mai giovare alla causa del buon governo del Paese? La situazione è particolarmente delicata e il Paese non può permettersi nessun tipo di indebolimento, è un eufemismo, del suo esecutivo, pena una debacle senza precedenti. Chi vuol capire capisca, mettendo da parte almeno per una volta le velleità che lo stanno accompagnando dal debutto ormai datato. Non saranno in molti, del loro ridimensionamento ne ha dato notizia l’ultima tornata elettorale. Il ravvedimento operoso, chance offerta da qualche tempo dal fisco ai contribuenti italiani per mettersi in regola con il pagamento di somme dovute per imposte non versate, potrebbe essere un comportamento adeguato.