La digitalizzazione nell’era post Covid: dalle scuole alla PA fino all’intrattenimento

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Se c’è una conseguenza positiva della pandemia globale da Covid-19 è sicuramente quella di aver svecchiato sistemi e processi che non riuscivano ad abbracciare il futuro e continuavano a rimanere nel passato.

La distanza sociale ha portato con sé la necessità di essere operativi e di poter svolgere la maggior parte delle attività in modo completamente virtuale e la buona notizia è che in gran parte, ci siamo riusciti.

I processi che erano in fase di realizzazione sono stati velocemente ultimati e ciò che prima era una nicchia è diventato di tutti.

Pensiamo ad esempio alla formazione e all’educazione.

Le università online sono state approvate in Italia nel 2006, ma era da pochi anni (prima del Covid) che le persone avevano realmente iniziato a fidarsi della formazione a distanza e chi la sceglieva lo faceva principalmente per comodità e non per scelta (lavoratori con figli, persone lontane dalle città, expat).

Dopo il 2020, invece, le università online, come i corsi di formazione a distanza in generale – master, corsi specialistici, workshop aziendali, webinar – sono diventati prima una necessità e l’unica opzione, poi la scelta preferita dalla maggior parte delle persone.

Allo stesso modo la Pubblica Amministrazione ha dovuto trovare una soluzione al problema che il lockdown aveva imposto: in Italia l’amministrazione prima del 2020 era ancora quasi completamente non digitalizzata.

Risultato? Blocchi di concorsi pubblici – oggi finalmente digitalizzati – ritardi e impossibilità di portare a termine molte pratiche con risultati devastanti che stiamo pagando ancora oggi.

Ci voleva una pandemia globale per realizzare che era ora di aggiornare i processi di lavoro? Forse sì, soprattutto in Paesi come l’Italia, dove la conservazione e la lentezza nei cambiamenti prende sempre il sopravvento sulle novità, rendendo molto difficile abbracciare il futuro.

La digitalizzazione ha pervaso ogni settore, non solo quello dei doveri, ma anche quello dell’intrattenimento, che forse di tutti quanti, era già il più evoluto e affacciato al futuro.

Il mondo dei primissimi videogiochi è nato negli anni ’70 e ha continuato a evolversi in modi sempre nuovi e sorprendenti negli ultimi decenni, insieme a tutto il settore del gioco.

Non solo giochi per ragazzi, infatti, ma anche per adulti che già prima della pandemia si divertivano alle slot machine o a giocare a poker nei casinò.

Questo passatempo, da sempre amato da molti, ha saputo meglio di altri trasformarsi seguendo l’evoluzione dei tempi e diventando digitale e fruibile a distanza con il semplice ausilio di qualunque dispositivo collegato alla rete.

Il suo evolversi ha portato a far crescere molto la concorrenza nell’industria, spingendo i portali del settore a offrire sempre più incentivi per attirare gli utenti: l’introduzione di bonus come voucher di benvenuto per i nuovi giocatori oppure gli incentivi dei migliori casinò con deposito minimo di 5 euro.

Nessuno si risparmia, se c’è la possibilità di ampliare la propria clientela all’infinito.

Così, saltando da un industria all’altra, oggi troviamo anche servizi di psicoterapia da remoto che permettono anche a chi non ha nessuno a cui rivolgersi nel proprio territorio, oppure chi vive all’estero, di poter usufruire dei servizi di sostegno psicologico a distanza.

Questo è sicuramente un modo per favorire il benessere psicologico e diffondere una cultura sempre più consapevole nei confronti dell’importanza di prendersi cura della propria salute mentale (consapevolezza crescente proprio dal periodo pandemico).

Ma anche nella praticità dei servizi più tradizionali, la digitalizzazione è riuscita a cambiare le cose.

Basti pensare ai servizi di consulenza dedicati a professionisti e aziende che sono diventati estremamente efficienti nel dare supporto da remoto.

Uno fra tutti, quello di fiscalità che ormai vede sempre più commercialisti dedicarsi alla consulenza da remoto e specializzarsi proprio nelle professioni digitali.

Grazie a questi servizi, che includono solitamente portali dedicati alla fatturazione a cui possono accedere i clienti in modo autonomo, è possibile risparmiare moltissimo tempo nella gestione della propria fiscalità, diventare indipendenti e più consapevoli della propria situazione contabile e fiscale e fare tutto questo da dove si desidera con una semplice connessione Internet.

L’appuntamento dal commercialista è ormai un ricordo lontano!

Stesso principio si sta verificando con molte tipologie di consulenze legali e di altro genere che possono avvalersi di una connessione per comunicare con videochiamate e e-mail quello che nel mondo reale può richiedere numerosi appuntamenti e spesso inutili perdite di tempo.

Ovviamente, tutti questi cambiamenti sono ancor più funzionali nel momento in cui l’intero Paese va nella stessa direzione alla stessa velocità, favorendo il più possibile lo svolgimento di attività e pratiche digitali e rendendo più veloce e ottimizzati tutti i processi che possono essere equamente svolti a distanza.