La Doria, l’azienda diserta e il ministro Di Maio sbotta: Così non va ma non ci arrendiamo (VIDEO)

81

Al termine del tavolo tecnico sulla vertenza del gruppo La Doria, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico non nasconde la delusione per la ‘fumata nera’. “Non ci siamo ancora – dice Di Maio – è assurdo trovarsi a un tavolo in cui lo Stato, il Governo, la Regione e il Comune mettono tutti a disposizione gli strumenti per evitare la chiusura dello stabilimento in un’area già martoriata e ci dicono che non si puo fare. In questa vertenza non si perdono solo posti di lavoro, ma un insediamento industriale sul territorio”. Il ministro si dice comunque determinato ad andare avanti. “Non mi arrendo – conclude – non finisce qua. Ritornerò all’attacco e farò l’elenco alla proprietà di tutte le occasioni che hanno di collaborazione con lo Stato per lasciare in vita uno stabilimento come questo e di tutti gli incentivi. Non si può chiudere e poi dire vediamo tra un anno e mezzo cosa farne. Ne abbiamo piene le scatole di deserti industriali”.
“Stiamo lavorando per una proroga e per un’idea industriale vera. Il ministro di Maio si è impegnato convocare la proprietà per vedere se c’è una possibilità di una proroga e soprattutto di costruire un nuovo percorso industriale all’interno di una comunità acerrana” dice Nicola Marrazzo, consigliere regionale Pd e presidente della terza commissione consiliare lavoro e attività produttive, a margine della riunione.
“Oggi – riprende Marrazzo – Non si discuteva su dove dislocare i lavoratori, ma per lasciare acceso un lumino di industrializzazione di un territorio che è sempre stato generoso nei confronti della Campania. Abbiamo avuto un lungo dibattito con la proprietà che si è rivelata ancora più drastica delle altre volte perché avevano lasciato acceso un minimo di spiraglio per una riconversione del sito industriale, oggi il direttore al personale ci ha detto non è possibile. Sono tanti gli incentivi messi in campo da parte della regione Campania, tenuto conto che il territorio di Acerra è in una zona economicamente speciale, mettiamo a disposizione eventuali contratti di sviluppo, tutte quelle che sono le agevolazioni previste dalla Zes. Possiamo dire che questo territorio grazie alla regione Campania può essere il più attrattivo possibile”.
Il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri attacca: “Non è più tollerabile una situazione del genere – ha detto Lettieri – contro la delocalizzazione di aziende come la Doria che decidono di spostare la loro produzione depauperando i territori, nonostante la disponibilità espressa a tutti i livelli istituzionali, occorre che lo Stato e la Regione facciano in modo che chi ha beneficiato finora di contributi pubblici e poi delocalizza, restituisca i soldi pubblici presi. Noi, inoltre, pretendiamo che aziende del genere si preoccupino soprattutto della bonifica e del risanamento delle aree industriali che hanno deciso di lasciare. Imprese con queste mission aziendali creano disoccupazione o altri disagi, scaricano tutti i problemi sui territori, ed è giusto e necessario che almeno restituiscano i soldi dei cittadini e che risanino le aree inquinate”.