La Doria, Di Maio non riesce a bloccare la chiusura del sito di Acerra

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I 67 lavoratori dello dello stabilimento La Doria di Acerra (Napoli), stanno lottando ormai dallo scorso marzo per scongiurare la chiusura della fabbrica – annunciata per il prossimo 30 settembre – che produce circa 50 milioni di vasi di sughi pronti all’anno, ottenendo la solidarietà dei colleghi degli altri stabilimenti, e di tutte le forze politiche non solo locali, ma anche campane. Il tavolo va avanti da mesi e si aggiornerà la prossima settimana, alla presenza del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che ieri ha incontrato i vertici aziendali decisi a chiudere lo stabilimento acerrano, la cui produzione è destinata a Parma, e spostare la manodopera negli altri siti campani, Angri, Sarno e Fisciano, o nello stabilimento emiliano. Il vicepremier ha rimarcato, nel corso della riunione al Mise, l’importanza di avere presidi imprenditoriali delle imprese nel Mezzogiorno d’Italia e in special modo nelle aree depresse. Ma la società, che non attraversa particolari difficoltà economiche, sta investendo nel sito di Parma, per evitare perdite legate allo spostamento delle materie lavorate da inscatolare ad Acerra, dove si producono circa 50 milioni di vasi di sughi pronti esportati anche all’estero. Da marzo i lavoratori stanno protestando contro la chiusura dello stabilimento acerrano che, dicono, “è un’eccellenza nel settore”. Lo stesso presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, lo scorso marzo aveva dato la disponibilità della Regione Campania a “sostenere la positiva conclusione della vertenza”, e a farsi promotore di “un idoneo tavolo tecnico che consenta all’azienda di valutare le occasioni derivanti dalla presenza del sito di Acerra nelle aree di crisi complesse e delle zone economiche speciali”.