La Fed lascia i tassi di interesse invariati

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A cura di Antonio Arricale

Tutto come nelle previsioni sui tassi di interesse che la Federal Reserve (Fed), ieri sera, a conclusione della riunione di due giorni del FOMC, ha lasciato invariati in una banda di oscillazione compresa fra zero e 0,25%, dove erano stati portati nel dicembre del 2008. La Fed si è mostrata piuttosto accomodante per quanto concerne la politica monetaria, ribadendo come il rialzo dei tassi avverrà in maniera progressiva, alla luce anche della revisione al ribasso (da 2,3-2,7% a 1,8-2% in gran parte a causa degli effetti di un inverno particolarmente rigido) delle previsioni di crescita della prima economia mondiale. Janet Yellen, chairwoman della Fed, ha sottolineato come la situazione occupazionale in Usa abbia evidenziato segnali di miglioramento. Saranno però necessari ulteriori progressi per rendere appropriato il rialzo dei tassi. In merito ai commenti del Fondo monetario internazionale (Fmi), che nella sua valutazione economica annuale a inizio mese aveva chiesto un rinvio al 2016 del rialzo dei tassi, Yellen ha sottolineato che l’attenzione non dovrebbe andare in modo esagerato sulla tempistica, quanto piuttosto sul passo con cui i tassi torneranno a livelli “normali”. Le politiche della Fed saranno adeguate all’evolvere della congiuntura, anche globale, ma Yellen ha precisato di “non potere promettere che non ci sarà volatilità una volta che verrà presa la decisione”. Resta intanto alta la preoccupazione in merito alla crisi greca, con il paese ellenico che giorno dopo giorno si sta avvicinando all’uscita dall’UE. E c’è attesa, ovviamente, per il meeting dell’Eurogruppo di oggi. Anche se la maggior parte degli osservatori non si attende soluzioni dall’incontro dopo l’irrigidimento delle posizioni della Grecia e dei creditori negli ultimi giorni. Come si sa, infatti, il premier ellenico Alexis Tsipras si è detto pronto a rifiutare le proposte europee aprendo lo scenario di un Grexit.

Borse asiatiche

Borse asiatiche per lo più in territorio negativo questa mattina, appesantite soprattutto dal calo dei prezzi delle materie prime. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni con un ribasso superiore al punto percentuale (-1,13% a 19990 punti), Hong Kong arretra dello 0,15% mentre Seoul ha archiviato la seduta sopra la parità (+0,34%). In forte ribasso la borsa cinese con lo Shanghai Composite che cede l’1,8%. Sul fronte macroeconomico da segnalare che in Cina a maggio, sono cresciuto, seppur rallentando il loro progresso rispetto ad aprile, gli investimenti esteri. Secondo i dati diffusi dal ministero del Commercio, infatti, lo scorso mese Pechino ha attratto 9,25 miliardi di dollari dall’estero, in crescita del 7,8% su base annua, dopo l’incremento del 10,5% a 9,61 miliardi di dollari registrato in aprile. Nei primi cinque mesi del 2015 il dato segna un incremento del 10,5% su base annua a 53,3 miliardi di dollari. Nei quattro mesi allo scorso 30 aprile il progresso era stato dell’11,1% a 44 miliardi di dollari. I prezzi delle case sono calati significativamente anche in aprile in quasi tutte le maggiori città della Cina, nel nono mese consecutivo di declino causato da un eccesso d’offerta. In 69 delle 70 città monitorate dall’Ufficio nazionale di statistica cinese in maggio i prezzi delle case sono calati del 6,0% contro il 6,3% di declino di aprile (-6,1% in marzo). Voce fuori dal coro solo Shenzhen, che ha registrato un incremento del 7,5% annuo. Su base mensile, però, il dato segna un ulteriore miglioramento, con il ritorno in territorio positivo: i prezzi delle case sono infatti cresciuti dello 0,06% contro il declino dello 0,12% di a prile (-0,16% in marzo) e una flessione è stata registrata in “solo” 43 delle 70 città prese in esame. La fiducia delle aziende manifatturiere del Giappone continua a crescere per il secondo mese consecutivo mentre la grande distribuzione è ottimista a livelli mai visti in oltre un anno, segnale che alla fine l’incremento della tassa sui consumi stia esaurendo i suoi effetti sulla propensione alla spesa della popolazione nipponica. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l’omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan, registra in giugno un progresso a 14 punti da 13 punti di maggio (12 in aprile e 16 in marzo) nel settore manifatturiero. Il Reuters Tankan nel settore dei servizi, guidato appunto dal retail, tocca invece il record di 36 punti da 33 di maggio (25 in aprile e 21 in marzo).

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,17%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq Composite lo 0,18%. Lasciando invariati i tassi, come previsto, la Federal Reserve ha rivisto al ribasso la stima di crescita del Pil Usa quest’anno da 2,3-2,7% a 1,8-2% in gran parte a causa degli effetti di un inverno particolarmente rigido sull’attività economica del Paese. Finito l’inverno l’economia ha segnato una “moderata espansione”, ma anche dagli Usa lo sguardo è puntato sull’Europa, con il possibile default greco che rischierebbe di destabilizzare l’Eurozona, in un effetto domino che inevitabilmente colpirebbe tutto il mondo. Sul fronte societario Kythera Biopharmaceuticals +22,05%. Il gruppo farmaceutico Allergan (+0,22%) ha annunciato l’acquisto del gruppo biotech per 2,1 miliardi di dollari, l’80% in contanti e il resto in azioni. T-Mobile US +2,3%. Secondo Manager Magazin, l’operatore via cavo Comcast (+1,26%) starebbe trattando con Deutsche Telekom l’acquisto dell’operatore mobile. FedEx -3,03%. Il colosso delle spedizioni ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese. I ricavi sono aumentati meno del previsto a 12,1 miliardi di dollari (consensus 12,3 miliardi) da 11,8 miliardi dello stesso periodo di un anno prima mentre l’utile per azione adjusted si è attestato a 2,66 dollari, 2 centesimi meno delle attese. Il quarto trimestre si è chiuso con una perdita di 895 milioni contro l’utile di 780 milioni di un anno prima a causa di oneri straordinari. Celgene +0,94%. Il gruppo biotech ha approvato un incremento del programma di acquisto di azioni proprie di 4 miliardi di dollari per un totale di 5,2 miliardi. Adobe Systems -2,54%. Il gruppo dei software ha fornito un outlook deludente. L’utile per azio ne nel trimestre in corso è atteso tra 45 e 51 centesimi su 1,18-1,23 miliardi di dollari di ricavi contro i 54 centesimi su 1,25 miliardi indicati dal consensus. TripAdvisor +14,65%. L’agenzia viaggi online ha siglato una partnership con Marriott International (+0,38%), che permetterà ai suoi utenti di prenotare direttamente dal sito TripAdvisor Instant Booking (lanciato circa un anno fa) una camera nei 4.200 alberghi della catena Usa.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,4%. L’attenzione degli investitori è per la riunione dell’Eurogruppo in programma oggi con all’ordine del giorno la Grecia. Difficilmente però verrà raggiunto un accordo tra Atene e creditori internazionali.

Italia

Orientamento al ribasso dei maggiori mercati azionari durante i primi scambi. Il Ftse Mib cede lo 0,34%, il Ftse Italia All Share lo 0,35% e il Ftse Italia Star lo 0,43 per cento. Ieri a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,70% a 22.225 punti. Mps (+4,76% a 1,87 euro) ha proseguito la corsa a Piazza Affari dopo l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro che apre le porte per il capito aggregazioni. Tra le altre banche gli acquisti hanno premiato anche Banco Popolare (+0,48% a 14,42 euro). In negativo sono invece finite Popolare dell’Emilia Romagna (-1,39% a 7,405 euro), Popolare di Milano (-0,66% a 0,902 euro), Intesa SanPaolo (-0,88% a 3,126 euro) e Unicredit (-1,72% a 5,975 euro). Ben comprata A2A (+1,94% a 1,099 euro) in scia alle indiscrezioni de Il Sole 24 Ore secondo cui la multiutility lombarda avrebbe siglato una lettera d’intenti con Linea Group Holding (LGH) finalizzata a un’integrazione di carattere industriale. Restando nel comparto energetico Eni (-0,06% a 15,74 euro) e Enel (-0,14% a 4,122 euro) hanno azzerato i guadagni sul finale di seduta dopo una giornata trascorsa in positivo. Bene anche Telecom Italia (+0,45% a 1,11 euro) in scia alle indiscrezioni riportate da Reuters secondo cui Vivendi starebbe pensando di rafforzare la sua quota nel gruppo tlc al 10-15%.


I dati macro attesi oggi

Giovedì 18 giugno 2015

00:45 NZD Prodotto Interno Lordo (Trimestrale)

10:30 GBP Vendite al dettaglio (Mensile)

10:30 GBP Vendite al dettaglio (Annuale)

10:30 GBP Vendite al Dettaglio Core (Mensile)

10:30 GBP Vendite al Dettaglio Core (Annuale)

11:00 EUR Asta Obbligazioni Spagnole a 10 Anni

11:00 EUR Retribuzione nella zona euro (Annuale)

14:30 USD Indice principali prezzi al consumo (Mensile)

14:30 USD Indice dei prezzi al consumo (Mensile)

14:30 USD Partite correnti

14:30 USD Richieste sussidi disoccup.

14:30 USD Indice principali prezzi al consumo (Annuale)

16:00 USD Indice produzione FED di Filadelfia

16:00 USD Occupazione Philly Fed