La Federico II ricorda David Bowie

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Anche l’Università vuole ricordare il grande genio di Bowie, e per farlo organizza la proiezione di “The Hunger” di Tony Scott, con la collaborazione del Centro Linguistico d’Ateneo. Il film rappresenta un fuori programma, come purtroppo è stato  il suo ritorno su Marte. La proiezione è infatti fuori cartellone, ma si inserisce nella decima rassegna del cineforum, in lingua originale, che organizza il CLA. L’appuntamento è fissato per Martedì, 23 febbraio, ore 16:15 al Cinema Academy Astra, di via Mezzocannone 109 (Na).

The Hunger, o per l’Italia “Miriam si sveglia a mezzanotte”, è un film del 1983, ed è opera d’esordio di Scott, interpretato da Catherine Deneuve, Susan Sarandon e ovviamente da Bowie. Il titolo allude alla fame, al desiderio di qualcosa in modo bramoso, così come avviene per i vampiri in cerca di sangue. 

Un tributo che vuole essere l’ultimo saluto, ma  anche un ringraziamento, da parte di uno dei massimi luoghi di formazione culturale della città. Da una regione che ha potuto vivere Bowie nel ’97, dal palco del Tuborg Neapolis Rock Festival di Bagnoli,  quando guardando migliaia di fan, in delirio davanti a lui, sussurrò: “ma è incredibile”. Poi cominciò a cantare. 

L’omaggio, un po’ nostalgico, di una città che aveva la capacità di essere salotto internazionale per artisti giganteschi, come per lui e per il club di Andy Warhol. Quella potenzialità che alcuni anni dopo hanno sintetizzato in due parole: “Neapolitan Power”. 

L’iniziativa è stata perciò fortemente voluta dal Centro Linguistico d’Ateneo, per ricordare lo straordinario ed indimenticabile artista che è stato il duca bianco, nato David Robert Jones a Londra, l’8 gennaio del 1947, e morto a New York, il 10 gennaio del 2016.

“Questo film è stato scelto perché è una pellicola, tra le altre, molto particolare”, dichiarano i responsabili del CLA, “qui Bowie dà vita a una creatura sovrannaturale, ma al contempo molto umana. Appassionata, tormentata, bellissima e raffinata. E’ la metafora della sua incredibile capacità di trasformazione artistica, della storia della sua vita”. 

La Federico II ricorda David Bowie

 

Anche l’Università vuole ricordare il grande genio di Bowie, e per farlo organizza la proiezione di “The Hunger” di Tony Scott, con la collaborazione del Centro Linguistico d’Ateneo. Il film rappresenta un fuori programma, come purtroppo è stato  il suo ritorno su Marte. La proiezione è infatti fuori cartellone, ma si inserisce nella decima rassegna del cineforum, in lingua originale, che organizza il CLA. L’appuntamento è fissato per Martedì, 23 febbraio, ore 16:15 al Cinema Academy Astra, di via Mezzocannone 109 (Na).

The Hunger, o per l’Italia “Miriam si sveglia a mezzanotte”, è un film del 1983, ed è opera d’esordio di Scott, interpretato da Catherine DeneuveSusan Sarandon e ovviamente da Bowie. Il titolo allude alla fame, al desiderio di qualcosa in modo bramoso, così come avviene per i vampiri in cerca di sangue.

Un tributo che vuole essere l’ultimo saluto, ma  anche un ringraziamento, da parte di uno dei massimi luoghi di formazione culturale della città. Da una regione che ha potuto vivere Bowie nel ’97, dal palco del Tuborg Neapolis Rock Festival di Bagnoli,  quando guardando migliaia di fan, in delirio davanti a lui, sussurrò: “ma è incredibile”. Poi cominciò a cantare.

L’omaggio, un po’ nostalgico, di una città che aveva la capacità di essere salotto internazionale per artisti giganteschi, come per lui e per il club di Andy Warhol. Quella potenzialità che alcuni anni dopo hanno sintetizzato in due parole: “Neapolitan Power”.

L’iniziativa è stata perciò fortemente voluta dal Centro Linguistico d’Ateneo, per ricordare lo straordinario ed indimenticabile artista che è stato il duca bianco, nato David Robert Jones a Londra, l’8 gennaio del 1947, e morto a New York, il 10 gennaio del 2016.

“Questo film è stato scelto perché è una pellicola, tra le altre, molto particolare”, dichiarano i responsabili del CLA, “qui Bowie dà vita a una creatura sovrannaturale, ma al contempo molto umana. Appassionata, tormentata, bellissima e raffinata. E’ la metafora della sua incredibile capacità di trasformazione artistica, della storia della sua vita”.

Michele Vitiello