La ginestra di Francesco Paolo Casavola

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in foto: 12 settembre 1992, Francesco Paolo Casavola consegna il Premio Capri-S. Michele all’allora cardinale Joseph Ratzinger per l’opera "Svolta per l’Europa?"

di Raffaele Vacca

Francesco Paolo Casavola riteneva che Capri è uno di quei luoghi che si lasciano ammirare ed amare non solo per la singolarità del paesaggio naturale o storico, ma anche per l’evocazione magica di innumerevoli figure umane che qui hanno vissuto. E che attraverso le cose infondono sentimenti e sensazioni, e suggeriscono pensieri che altrove non si hanno.
Dopo la scomparsa terrena, avvenuta a Napoli il 4 gennaio 2026, ora tra quelle figure c’è anche lui, che ha contribuito notevolmente a far sì che il Premio Capri-S. Michele diventasse un prestigioso incontro internazionale di autentica cultura e di dialogo, ricordando che il mondo è stato creato per l’uomo e non viceversa.

L’attività di Francesco Paolo Casavola nel Premio Capri-S. Michele è stata delineata da Lorenzo Ornaghi, attuale presidente della Giuria, nel saggio Francesco Paolo Casavola e il Premio Capri-S. Michele, inclusa in Armata Sapientia, raccolta di scritti in onore di Francesco Paolo Casavola, pubblicata nel 2020, in occasione del suo novantesimo compleanno.
In questo saggio, che riporta in appendice cinque relazioni di Francesco Paolo Casavola su opere vincitrici del Premio, Lorenzo Ornaghi scrive, tra l’altro, che Casavola ha sempre offerto l’assolvimento del proprio officium da una posizione apparentemente appartata per libera scelta, ma in realtà di speciale rilevanza per il terreno arato, i semi gettati e per aver cercato, dal punto di vista culturale, tra mille ostacoli e mascherate, di contribuire a rendere meno dubbiosi gli orizzonti della politica.
Nella stessa Armata Sapientia, l’attività di Francesco Paolo Casavola nel Premio Capri-S. Michele è ricordata in parte del saggio di Giuseppe Lazzaro intitolato Memoria storica e appello al futuro. L’apporto offerto alla rivista Studium.

Francesco Paolo Casavola era entrato nella Giuria del Premio Capri- S. Michele nell’occasione della seconda edizione, svoltasi nel 1985, insieme con l’arcivescovo di Sorrento Antonio Zama, che era stato suo assistente spirituale nella Fuci, Ermanno Corsi, Antonio Cioffi, Antonio Iodice.
È stato presidente della Giuria dal 1990 al 1992 e dal 2000 al 2015 quando, ritenendo ormai troppo faticoso per lui il lavoro nella Giuria, chiese di lasciarlo ed, all’unanimità, fu nominato presidente onorario.

Come opera vincitrice della prima edizione io e Marta Murzi Saraceno avevamo scelto quella di Gillo Dorfles, la quale sostiene che quasi tutti tendono a parlare dei fatti propri e a non ascoltare il dire degli altri, evitando in tal modo quegli autentici dialoghi che sono fondamentali per un buon vivere.
Per la seconda edizione furono proprio l’arcivescovo Antonio Zama e Francesco Paolo Casavola a proporre La “nuova cristianità” perduta di Pietro Scoppola, la quale sostiene che, nell’epoca della rapida industrializzazione, sotto la spinta del consumismo si era perduta quella nuova cristianità che aveva auspicata Pio XII. E ciò sia nell’Italia in generale, sia nelle singole comunità in particolare.
È stato uno dei temi fondamentali del Premio Capri-S. Michele che, di edizione in edizione, rinnovando la conoscenza della situazione della nostra civiltà, ne ha messo in evidenza particolari aspetti, ricordando la missione del cattolicesimo in essa.

Fotografie che sono in archivio ritraggono Francesco Paolo Casavola al centro del tavolo della Giuria, durante le cerimonie di proclamazione dei vincitori e di assegnazione dei premi, svoltesi nella chiesa di S. Michele, che egli considerava “eponima del Premio”, nella Piazza antistante, nei Giardini del Paradiso, nell’Auditorium comunale.
Essendo consuetudine che la relazione sull’opera vincitrice e la consegna del Premio al suo autore fossero del Presidente della Giuria, altre fotografie lo ritraggono nell’attuazione di queste attività.

Tra le fotografie in archivio due attraggono in particolare modo.
La prima fu scattata nella serata del 12 settembre 1992.
Ritrae Francesco Paolo Casavola che consegna il Premio all’allora cardinale Joseph Ratzinger per l’opera Svolta per l’Europa? Un titolo attuale in quel tempo e sempre più attuale nel nostro.
Due mesi dopo Francesco Paolo Casavola sarebbe stato eletto Presidente della Corte Costituzionale. Tredici anni dopo Joseph Ratzinger sarebbe stato eletto Papa con il nome di Benedetto XVI.

L’altra fotografia è stata scattata nella mattinata dell’11 settembre 1993.
Qualche giorno prima un improvviso incendio aveva raggiunto i sedili della seggiovia che da Anacapri porta a Monte Solaro. Alcune persone erano state ustionate. Un diplomatico asiatico in modo così grave da perdere la vita.
C’erano negli animi inquietudini, ansie, angosce.
Per ridare sicurezza, forza, il Premio Capri-S. Michele aveva deciso di piantare una ginestra nel terreno circostante il monumento alla Vittoria.
Al termine del Convegno su Nord e Sud, che si era svolto nella Sala dei Congressi dell’Albergo Capri Palace, a piantare il cespo di ginestra, offerto da Legambiente, fu Francesco Paolo Casavola, allora docente di Storia del diritto romano all’Univestità Federico II di Napoli e da tre anni giudice costituzionale.

La ginestra, denominata a Capri fiore di San Costanzo e ad Anacapri fiore di Sant Antonio, e che talvolta ha dato preziosi fili per utili, originali e splendidi tessuti ha sempre arricchito le pendici delle divine colline isolane e la stessa Valletta di Cetrella.
Nei luminosi giorni di quiete, è espressione di un gioioso vivere nella bellezza e nella magnificenza della natura.
Nei giorni di tempesta è espressione di sicurezza, di resistenza, di essere se stessa in attesa del ritorno al sereno.
E quando anch’essa è scomparsa per qualche gigantesco inarrestabile incendio che ha reso tutto come un deserto di cenere, lentamente ma fortemente è rispuntata dando forza e coraggio.

Simile a quello di una ginestra è stato il vivere di Francesco Paolo Casavola nell’attuazione del compito che gli era stato attribuito nascendo, e sempre avendo fede nel Creatore di tutte le cose visibili ed invisibili.