Pnrr, il buon passo di futuro fatto e la strada ancora da fare: che cosa ha detto il ministro Enrico Giovannini

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in foto Enrico Giovannini, ex ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili

a cura di Claudio Quintano** 

Questo virgolettato*  ha lo scopo di velocizzare la circolazione dell’informazione tecnico-economica del Pnrr, il più grande piano economico che si potesse immaginare che  coinvolge interamente l’Europa, il nostro Continente,  parte del complesso Mediterraneo. Esso sgranchirà  tutti i meccanismi anchilosati  dei  suoi livelli istituzionali e territoriali, al confine di aree di altri  continenti complesse e difficili, perfino rimbombanti dei rumori e delle grida della guerra. Le risorse da utilizzare servono per fare un salto di qualità verso il miglioramento complessivo della società, tenendo conto, per la prima volta,  di tutti i tipi di diseguaglianze e di varare una nuova internazionalizzazione  che renda sensibilmente migliori i suoi  effetti, cavalcando una nuova logica dello sviluppo centrato sul ruolo del  capitale umano un capitale umano   “cittadini dell’Europa”, proprio  oggi in cui si  rinnova la filosofia della produzione e della distribuzione nel nuovo contesto di  “oltre Pil”.   Più volte Giovannini ha sottolineato che  lo sforzo di lavorare sul Pnrr è quello di realizzare bene e in fretta. Il Virgolettato veicola subito informazioni autentiche che devono diventare patrimonio non tanto degli addetti ai lavori, che hanno   sedi e strumentazioni proprie,  ma per assicurare ad un pubblico che esiste anche per motivi storici,  “più lento”  che deve recuperare su tutti i “compiti non fatti”,  eliminando le lacune e procedendo a riparazioni delle inefficienze. Anche quelle  sottolineate in Parlamento pochi giorni fa dal Presidente della Repubblica durante il suo discorso alla Camera in occasione del   giuramento per il suo nuovo mandato settennale. Essi  richiedono tantissimi recuperi non ultimi la necessità di ritoccare, in fretta, la sensibilità della classe politica di puntare, alla formazione politica della quale siamo deficitari. Giovannini  nel suo volume con Barca   quantifica il ritardo di 15-20 anni (Quel mondo diverso. Da immaginare, per cui battersi, che si può realizzare di Fabrizio Barca, Enrico GiovanniniLaterza, 2020 pag. 7) e si rammarica che per questo periodo non sono stati “simultaneamente visti (i Paesi) impegnati nello sviluppo del reddito, della riduzione delle disuguaglianze e della protezione dell’ambiente”.  “Oggi non avremmo trovato, a valle di questo combinato disposto  di politiche    non basate sul solo obiettivo del PIL,  una situazione sconquassata,  per cui planata la pandemia    non ci avrebbe colto nel pieno della fragilità sociale”.

 Questo Virgolettato riguarda il testo dell’articolo di Avvenire:

  •  “cambiare i principi della Costituzione è un atto forte e simbolico, denso di conseguenze culturali oltre che giuridiche. E non è un caso che i principi inseriti nella Costituzione italiana non siano mai stati modificati. Fino a ieri, quando il Parlamento ha completato il percorso previsto dalla stessa Carta costituzionale per emendarla, introducendo all’articolo 9, tra i princìpi della Repubblica, quello della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi «anche nell’interesse delle future generazioni». Inoltre, all’articolo 41, che sancisce la libertà di iniziativa economica, il nuovo testo precisa che quest’ultima non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, in maniera da recare danno «alla salute e all’ambiente», oltre che «alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana», come già previsto 
  • “Allo stesso articolo, viene aggiunto l’elemento «ambientale» alle finalità verso la quale la legge può orientare e programmare l’attività economica. Peraltro, la maggioranza qualificata con la quale il testo è stato votato rende immediata l’efficacia della modifica senza ricorrere al referendum confermativo”
  • “   Sei anni fa l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (nata il 3 febbraio 2016) (ASviS), lanciò la proposta di introdurre nella Costituzione il principio di giustizia intergenerazionale”  Proprio questo giornale ha ospitato più volte interventi di Giovannini  come portavoce dell’ASviS su questo tema. Ricordo personalmente la presentazione di un Rapporto Annuale ospitata alla Camera dei deputati,  dal Presidente Roberto Fico, con l’intervento iniziale del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (I Governo). Il documento ASVIS che circolò qual giorno, già faceva riferimento a che una modifica costituzionale sarebbe stata necessaria per rendere forte il quadro normativo (al massimo livello), entro il quale il Piano dell’Onu sarebbe dovuto essere ospitato, organizzato e realizzato.     
  • “Oggi, quel percorso si è compiuto e vorrei ricordare come l’impegno del Governo su tale modifica costituzionale sia stato esplicitamente indicato dal presidente del Consiglio Mario Draghi durante il dibattito sulla fiducia un anno fa. Sono quindi doppiamente soddisfatto che tale processo si sia concluso ora, con un voto quasi unanime delle forze politiche presenti in Parlamento, come è giusto che sia quando si toccano i principi fondamentali della Repubblica”. 
  • “Al di là del rammarico per il fatto che ciò sia avvenuto nella sostanziale indifferenza dell’opinione pubblica, non si può non sottolineare che il riconoscimento dell’interesse delle future generazioni tra i princìpi fondamentali della Repubblica sia un atto forte e doveroso in quanto coglie esattamente il senso di ciò che si intende quando si parla di «sviluppo sostenibile», cioè di quel tipo di sviluppo che permette all’attuale generazione di soddisfare i propri bisogni senza compromettere alle future generazioni di fare altrettanto”.
  • “ Esso coglie anche uno dei messaggi chiave delle encicliche di papa Francesco Laudato si’ e Fratelli tutti, nelle quali le dimensioni economiche, sociali e ambientali delle attività umane devono essere ricondotte a unità in nome del principio dell’ecologia integrale. Importante, da questo punto di vista, è la modifica dell’articolo 41, che ora riconosce la necessità che l’attività economica non possa essere svolta in contrasto con la salute e l’ambiente, oltre che con la sicurezza, la libertà e la dignità umana”. 
  • “La modifica della Costituzione appare coerente anche con il comune sentire dei cittadini e con i messaggi che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha più volte rivolto al Paese, compreso quello pronunciato la scorsa settimana di fronte al Parlamento con numerosi riferimenti alla «dignità» e alla «sostenibilità», alla tutela della salute e dell’ambiente. Il nuovo testo costituzionale rappresenta anche una risposta alle giuste istanze delle nuove generazioni per una più efficace tutela dell’ambiente, esplose negli ultimi anni in Italia e in tutto il mondo”
  • “Ovviamente, cambiare i princìpi fondamentali su cui si basa la convivenza civile non basta. Servono azioni, collettive e individuali, coerenti con quei principi. Servono leggi e regole per tutelare pienamente nella pratica quei principi. Ma serve anche una cultura comune basata su quei principi, in grado di farci affrontare con successo le grandi sfide attuali e future, coniugando le esigenze economiche, la giustizia sociale e quella ambientale, per costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile basato sull’ecologia integrale di cui parla papa Francesco. Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili”.

già Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” (2010-2016)