La guerra dei seggi finisce in Procura

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Se non è un terremoto poco ci manca. A poche settimane dalla consegna dei documenti per l’avvio dell’iter di selezione del nuovo consiglio la scadenza è fissata Se non è un terremoto poco ci manca. A poche settimane dalla consegna dei documenti per l’avvio dell’iter di selezione del nuovo consiglio la scadenza è fissata per il 9 febbraio prossimo – si consuma uno scontro tra i vertici della Camera di Commercio di Napoli e l’Aicast Imprese Italia. Il motivo? Una delibera del 15 dicembre 2014, firmata dal presidente Maurizio Maddaloni, che esclude i neo soci di Aicast dal computo per l’assegnazione dei seggi. “Parliamo di mille nuovi iscritti su un totale di diecimila – dice il presidente regionale dell’associazione, Felice Califanoe stando alle regole vigenti non esiste alcuna giustificazione per quanto deliberato dalla giunta dell’ente”. In realtà lo scontro ha radici molto più profonde che affondano nel 2010, quando il presidente regionale di Aicast, peraltro ex dirigente di Confcommercio, chiede di fare chiarezza all’interno della sua vecchia associazione di appartenenza. Che, parlando col Denaro, chiama in causa direttamente per la prima volta. “All’epoca Confcommercio denunciava 22mila iscritti – dice Califano – presentando di fatto un dato gonfiato perché in realtà nell’associazione ci sono 6.100 imprenditori e di questi il 61 per cento non paga le quote associative, che ammontano a 172 euro l’anno e vengono detratte direttamente dai versamenti effettuati all’Inps. Poiché molti associati Confcommercio non pagano i contributi all’ente previdenziale vanno esclusi dal conteggio in sede di definizione della rappresentatitivà in seno alla Camera”. La vicenda finisce in tribunale e i giudici danno ragione a Califano. Nel frattempo Aicast lavora per rafforzare la propria posizione. “Abbiamo già realizzato un apparentamento con nove associazioni di categoria e contiamo di accrescere ulteriormente il consenso. Il nostro candidato? È ancora presto per parlarne, bisogna prima pensare al rinnovo del consiglio”, dice Califano. Dalla Camera di Commercio, intanto, continuano a sostenere che la quota associativa richiesta per fidelizzare nuovi iscritti, 2 euro, è insufficiente e che bisogna calcolare una media sulla base dei pagamenti richiesti da tutte le associazioni, così come previsto da una disposizione del Governo. “Il problema – dicono dall’ente di Piazza Borsa – è che ora le regole sono più stringenti e bisogna dimostrare di appartenere a un’associazione non solo in modo simbolico ma effettivo, di qui il giro di vite sulle quote”. Aicast, però, non è convinta e replica colpo su colpo: “Una media tra quote escluderebbe illegittimamente molte piccole realtà molto rappresentative sul territorio”. Per capire come andrà a finire bisogna stare alla finestra. “Per il momento abbiamo proposto ricorso al Tar e ci stiamo preparando a segnalare la vicenda anche alla Procura della Repubblica di Napoli affinché si facciano le opportune verifiche sulla veridicità dei numeri dichiarati dalle singole associazioni”, rivela il presidente regionale di Aicast. La Camera di Commercio, però, va avanti per la propria strada e si prepara all’elezione del nuovo consiglio.