La lezione di Bill
Non solo sorrisi

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La vacanza napoletana del sindaco di New York Bill De Blasio, con tanto di festa nella Sant’Agata dei suoi avi dove ha ricevuto anche la cittadinanza onoraria, potrebbe fruttare molto di più che baci, abbracci, strette di mano, foto e La vacanza napoletana del sindaco di New York Bill De Blasio, con tanto di festa nella Sant’Agata dei suoi avi dove ha ricevuto anche la cittadinanza onoraria, potrebbe fruttare molto di più che baci, abbracci, strette di mano, foto e bei ricordi. Solo per restare negli Stati Uniti, i cittadini di origine italiana sono almeno 25 milioni l’80 per cento dei quali provenienti da città e paesi del Mezzogiorno: una vera e propria patria dislocata dall’altra parte dell’Oceano ricca e ben motivata. I connazionali e i concittadini all’estero possono essere una risorsa preziosa per la nostra autostima e ancora di più per l’economia anche quando non si chiamano De Blasio e non arrivano così in alto sulla scala delle istituzioni. Lo spirito d’intrapresa che ha condotto lontano i nostri bisnonni disperati e che oggi conduce sulle stesse rotte i giovani migliori si è tradotto e ancora si traduce in successi imprenditoriali e professionali che i fortunati audaci avrebbero voglia di condividere. In America, per restare al caso, la buona sorte è guardata con ammirazione. Un vestito ben tagliato (all’italiana), una bella automobile, un’abitazione confortevole sono il sintomo di una vita ben vissuta; di sacrifici, impegno, meritato riconoscimento. La società si congratula con i propri eroi – gente che con ingegno e perseveranza crea ricchezza, paga le tasse, distribuisce lavoro – adoperandosi per creare condizioni favorevoli al miglioramento delle possibilità di crescita di tutti e di ciascuno. Il sentimento dominante è quello dell’emulazione (fare meglio di chi è più bravo) che da noi si trasforma in invidia con le conseguenze che conosciamo: dispetto, sospetto, denigrazione e una naturale capacità a scoraggiare qualsiasi intrapresa. Ecco, piuttosto che celebrare per qualche giorno (qualche ora?) gli amici e i parenti che per affermare le proprie capacità hanno dovuto abbandonare case e famiglie sarebbe meglio imitarne i costumi e mettersi all’altezza. Potremmo così davvero allargare e alimentare gli interessi della nostra comunità ed essere degni non solo di sorrisi e pacche sulle spalle ma di partecipare da protagonisti al grande gioco della competizione mondiale.