La libertà di un cristiano è camminare

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di Paolo Pantani

Un cristiano è un libero signore sopra ogni cosa e non è sottoposto a nessuno.
Un cristiano è un servo zelante in ogni cosa ed è sottoposto a ognuno.
Martin Lutero

Sebbene, temporaneamente — spero — impedito, sto riflettendo molto sul camminare: la prima cosa che impariamo, il gesto più semplice, e forse il più profondo, perché è sinonimo di libertà.

Le “passeggiate orangiste”, che ogni anno fanno infuriare molti irlandesi, non sono necessariamente marce trionfali o strombazzanti, né semplici provocazioni: per chi le vive, dicono soprattutto questo — libertà, e quindi testimonianza.

Sto comprendendo molto, in questo periodo. Capisco bene anche il silenzio di Clemente e Bruno, il loro non voler parlare.

La testimonianza e la libertà sono entrambe vincolate alla nostra fragilità. È una consapevolezza che pesa.
Ci ho anche pianto — non per il dolore fisico, ma per l’evidente blocco di tante attività, per il caso, per quella combinazione imprevedibile che qualcuno chiamerebbe “azzardo del destino”.

Anche Gino Giammarino contrasse il Covid in piena campagna elettorale, mentre era candidato a sindaco.

Temo che Desmodeus — il demone della discordia, che conosco fin troppo bene — possa usare armi non convenzionali.