La maratona di fine anno: quella in corso procede sottotono

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ph. Unsplash

È una circostanza ormai consolidata quella che, da un un pò di anni, la vigilia e le feste di fine anno facciano la loro comparsa all’ orizzonte sempre più precocemente. Quest’anno, al momento, lo stato d’animo appena accennato si è impossessato di una piccola parte della mente degli umani già nell’ultima decade di ottobre. Con quanto sta accadendo, le guerre ma non solo esse, l’immaginazione fa fatica anche solamente a lasciarsi andare, perchè l’atmosfera, nonostante gli addobbi e le musiche, non riesce a allegerirsi nemmeno in minima parte. Cioè a pesare meno sulle genti (sia concesso il plurale perché l’ambientazione originale dei fatti, la nascita del Redentore, é ancora data per accaduta nelle contrade dove oggi funziona alla grande una succursale dell’inferno. Per la precisione si tratterebbe, con buona probabilità da qualche parte nel territorio di Gaza. Ci sarebbe da abbozzare un tiepido sorriso a causa dei cenni più volte fatti dalle autorità dell’una e dell’altra parte dei combattenti, rivelatisi privi di ogni fondamento. Se in Medioriente il calore della guerra si somma a quello del clima, in Ucraina fa lo stesso, con la sola differenza che si produce a diversi gradi sotto lo zero. Risultato del momento: nessuno, nonostante le rassicurazioni di Putin di voler fermare il massacro. Prova ne è che l’Aviazione militare russa, anche di notte, sta bombardando le città e i siti strategici di quel paese. Sovviene sensa sforzo una convinzione contadina, che suona:”quando l’asino non vuol bere, è inutile che il conducente continui a fischiare”. Secondo la gente dei campi, il fischiare stimola il desiderio di bere di quegli equini. Sta a significare che, se una o più persone ritengono di essere nel giusto, difficilmente si lasceranno convincere da chicchessia a cambiare idea. In definitiva, volendo esporre meglio l’argomento riportato nelle righe che precedono, basta declinare al plurale il nome della razza a cui appartiene l’animale protagonista dell’aneddoto citato sopra.