La missione del Papa: unire i Nord e Sud

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Tre sono i Papi che in questi ultimi anni hanno visitato Cuba e cioè Papa Giovanni Paolo II (oggi Santo), Joseph Ratzingher e per ultimo Papa Francesco. C’è da chiedersi perché tanto interesse per l’isola in sé certamente valevole di attenzione, ma come tanti e tanti altri Stati che non sono stati oggetto di uguale interessamento. Un tentativo di spiegazione sta proprio in questa ultima visita di Papa Francesco, che non solo vuole sancire il riavvicinamento dello Stato Cuba allo Stato del Vaticano, ma che vuole in particolare sottolineare la ripresa dei rapporti diplomatici tra Cuba e gli USA, determinatisi proprio per la intermediazione della diplomazia Vaticana sotto la spinta di Papa Francesco. Per cui l’incontro tra il Papa e il vecchio dittatore Fidel Castro e del fratello Raul, è un forte segnale di come la diplomazia Vaticana, sotto la spinta di Papa Francesco, vuole oggi, superare tutti gli ostacoli che hanno impedito le normali relazioni tra il Vaticano e i vari Stati del mondo. Va poi ricordato che Cuba è un’isola di forte presenza cattolica e che la religione ha avuto una forte influenza nella sua storia, per cui anche nei momenti di totale rottura tra Cuba e il Vaticano, la stragrande maggioranza dei cubani non ha abbandonato la sua fede. Quello che però stupisce (almeno in un certo senso) è che il fratello di Fidel e cioè Raul Castro, si è recato lui per primo in Vaticano a rendere visita al nuovo Papa, quasi a sancire con detta visita la fine di un periodo di ostilità tra Cuba e il Vaticano. A rimanere piuttosto disorientati i tanti dissidenti cubani verso la dittatura castrista, che ora si vedono costretti ad una riconsiderazione del rapporto con la stessa e per i quali certamente Francesco avrà avuto garanzie di tolleranza e di rispetto, essendo anche riuscito ad ottenere la fine dell’embargo americano verso Cuba. Da Cuba Francesco è quindi volato a Washington dove è stato ricevuto dal non cattolico Obama assieme alla famiglia alla Casa Bianca e dove ci sono state ampie accoglienze di popolo, anche se per molti cittadini conservatori americani Papa Bergoglio è ancora un enigma da chiarire. Francesco è il primo Papa nella storia a rivolgersi alle due Camere del Congresso riunite assieme, mentre sarà la quinta volta che un Pontefice interviene all’ONU. Da Francesco, un forte richiamo alla difesa delle libertà religiosa, mentre da Obama l’omaggio al ruolo della Chiesa cattolica nel combattere povertà e oppressione; nell’incontro, poi, con i Vescovi americani, l’invito del Pontefice a testimoniare la collegialità e la comunione. Quello che però a questo punto va sottolineato è che con il viaggio di Bergoglio dai più poveri del continente (America del Sud) ai più ricchi (America del Nord), si è voluto sottolineare l’inutilità di storiche contrapposizioni e l’utilità invece di un dialogo sobrio e ricco di contenuti. Il Papa nel suo soggiorno Usa, oltre Washington ha visitato anche New York e Filadelphia, pronunziando 18 discorsi e omelie. Se due terzi dei cittadini USA non sono cattolici tutti però hanno una immagine favorevole di Bergoglio, riconoscendo che le critiche al consumismo e allo sciupio da parte del Papa, non sono critiche alla ricchezza in se, ma al mal uso che di essa si fa. Insomma, nella ricca America del Nord, dove la Chiesa cattolica non gode di un periodo di crescita e di successo, la visita di Bergoglio, con il suo tentativo di unire e di non dividere, di spingere ricchi e poveri ad incontrarsi per cercare di attenuare la differenza, vuole anche significare che il vero futuro dell’umanità non sarà nello scontro con guerre tra i popoli, dovuto alle differenze di ricchezze e benessere ma nella ricerca appassionata di come quelli che più hanno cerchino di aprirsi a quelli che hanno poco o niente, nel tentativo evangelico di unire più che dividere, di trovare motivi di avvicinamento tra i popoli, chiedendo a chi più ha di dare a chi non ha niente o molto poco.