La Napoli tragica che i politici ignorano

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Una grande città come Napoli, “onusta” di storia millenaria, di Cultura, di bellezza fascinosa, si può paralizzare per qualche anno a parlare di Bassolino, Lettieri, de Magistris o dell’outsider dei Cinque Stelle? Mentre il Mondo si interroga sul suo futuro, mentre milioni di migranti si muovono e chiedono di vivere, di mangiare, di esistere, di esprimere intelligenza e creatività, pagine intere dei nostri giornali sono “dedicate” a dichiarazioni di tanti “carneadi” su questo stucchevole argomento, alla ricerca, loro, di un briciolo di visibilità! In questo modo una grande Città diventa… provincia e quelle che dovrebbero essere classi dirigenti diventano… provinciali. Una grande Città drammaticamente dolente nelle sue periferie, oppresse dalla disoccupazione dei giovani, dalla violenza della criminalità organizzata, ammaliatrice per troppi ragazzi e per troppe famiglie, non può essere “trastullata” da simili, quotidiane oziosità. Ebbene, dai nomi più probabili a quelli davvero improbabili, queste tematiche sono totalmente ignorate, per rifugiarsi, loro, in una terminologia vieta ed in un lessico assolutamente arido. E gli intellettuali, e le classi produttive e il sindacato, e la scuola come fanno sentire la loro voce in questa direzione!? Certo, c’è Biagio De Giovanni, e pochi altri, che ci fa ascoltare la sua voce, sempre più delusa e distaccata! E gli altri? E i giovani: i migliori dovranno scappare sempre di più all’estero per esprimersi e realizzarsi?! E i “nostri” candidati, quelli veri almeno, cosa dicono su questi temi epocali? E intanto aspettiamo le primarie del PD secondo il verbo di Matteo Renzi. Con buona pace dei cosi detti dirigenti locali.

In un esercizio commerciale ascolto questa conversazione. La titolare dice di un suo cliente: “Quello non mente, non può mentire, perché è testimone di Geova!”. Intervengo io: “Noi invece, cattolici romani, possiamo mentire!”. La titolare dell’esercizio commerciale replica: “Certo che possiamo mentire, perché possiamo confessare il nostro peccato e con una penitenza di qualche Padre, Ave, Gloria ce la caviamo”. Dalle nostre parti, anche nel nostro tessuto sociale, si va facendo strada l’idea che i Testimoni di Geova siano più affidabili in commercio, sul lavoro e nei rapporti in genere. A prescindere da aspetti dottrinali e teologici, del tutto opinabili ed a volte del tutto incomprensibili, dispiace che alcuni sacerdoti tendano a “criminalizzare” o a mettere in ridicolo quel messaggio, che i suoi “missionari” encomiabilmente si prodigano a diffondere con certosina pazienza e tenacia. Sarebbe molto più produttivo se anche noi, cattolici romani, ci impegnassimo a testimoniare, concretamente, il messaggio evangelico, che oggi Papa Francesco ci fa “vedere” in tutta la sua possente e fascinosa bellezza e poi: guardiamo il nostro Papa, che sulla papamobile si offre all’entusiasmo di centinaia di migliaia di africani, di ogni religione, insieme all’Imam e cerchiamo di comprendere che ogni credo religioso deve essere solo rispettato e che non c’è alcuna superiorità da vantare mentre sarebbe bellissimo, anche per costruire una società migliore, se ciascuno di noi sapesse nei fatti testimoniare il nostro “credo”, ispirato al Vangelo che incita soltanto all’Amore.

Ogni tanto, nel tempo lungo, irrompe il Napoli con i suoi rinnovati campioni, a dare entusiasmo, spensieratezza, allegria al nostro tessuto, afflitto da troppi mali e da troppe tragedie. Stranamente, ma può essere un esempio per tanti, c’è voluto un onesto e bravo “artigiano”, come Sarri, a saper cavare il meglio da campioni già affermati come Higuain o meno celebrati come Khoulibaly. Come che sia la partita con l’Inter, con il suo carico di indubbia fortuna ha costituito il paradigma di questo percorso, che ha portato il Napoli in testa alla classifica. Questo indubbio successo, ancorchè non definitivo, sarà utile anche per regalare giornate belle nelle nostre periferie e nella gente più semplice. Se poi contribuirà ad evitare che il Presidente ogni tanto si abbandoni a qualche plateale, e molto opinabile, gesto o dichiarazione, sarà ancora più utile. Una prova complessiva di pacifica maturità di tutto il nostro contesto sarebbe un bel segnale sul piano sportivo, ma anche su quello sociale e civile. Il Napoli, non solo quello di Maradona, sarebbe riuscito a realizzare questo… miracolo! E che non sia troppo intermittente sul piano sportivo e quello sociale! Alla prossima!