La natura: a volte è scrigno, altre volte pattumiera. Ma nulla è lasciato al caso

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(fonte Imagoeconomica)

Coloro che pensano che quanto accade sulla terra possa essere, anche solo in parte, opera del Caso, peccano di forte ingenuità se non di qualcos’altro. Se la premessa non è una loro notevole semplicità d’animo che dia manforte a quella opinione, è credibile che a essa si sostituisca la malafede. La nota astronoma Margherita Hack, Premio Nobel per l’Astrofisica, ha sostenuto fino alla fine dei suoi giorni che “una goccia di pioggia che cade nel Mare Mediterraneo, in qualche modo da segno di se anche nell’ Oceano Atlantico”. A un primo approccio tale affermazione potrebbe essere facilmente ritenuta un’ esagerazione e in quanto tale, avulsa dalla realtà. Considerando con attenzione quanto affermato dalla scienziata fiorentina, è facile che lo scetticismo provocato dal suo contenuto venga ritenuto fuori della normale capacità di comprensione e abbandoni il campo. Da quanto enunciato a accettare che nessuno dei fenomeni che interessano la Terra e con essa l’umanità possa essere estratto dal contesto in perfetta autonomia il passo è breve. Le righe che precedono hanno la pretesa di voler introdurre una considerazione a grandi linee delle premesse degli eventi che da sempre tormentano l’umanità. Nell’ultimo periodo, dalla pandemia a tutt’oggi, essi si sono ancor più estesi, in maniera decisamente preoccupante, come poche volte era successo prima. Con ordine.
Può aiutare a trovare il bandolo della matassa il detto già usato nella Roma dei Cesari “non per saltus, sed per gradus, natura procedit”, la natura non avanza senza motivi, ma gradatamente”. La stessa chiave di lettura fu data dai pensatori che, ex post, iniziarono a considerare la genesi della Rivoluzione Francese. In sintesi se ne deve trarre che ogni fenomeno che sembra prendere forma all’ improvviso, in realtà è il gran finale di un crescendo di accordi musicali, un esempio lampante è Bolero di Ravel.
Ritornando all’attualità, la crisi energetica si era annunciata per tempo, ma i prodromi non erano stati interpretati, forse in alcuni casi scientemente e non erano stati interpretati, talvolta volutamente, da chi deputato a tanto. Come il pugno nell’occhio all’umanità appena accennato, molte e analoghe sono state le situazioni analoghe, alcune di esse ancora in atto. Non c’è scusante che possa attenuare la colpa, se non il dolo, di chi non ha svolto con scienza e coscienza il proprio ruolo. Ancora più difficile da accettare e che, per il prosieguo, qualcosa possa cambiare. Non resta da fare altro che non gettare la spugna.