La notte più lunga e l’alba che non segue, né da segni di sé 

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in foto Donald Trump

La condizione di grande disagio in cui versa ormai da tempo, parte più e parte meno, l’umanità, comunque la si osservi, riesce a trasmettere una sola certezza, peraltro negativa. Essa consiste nel fatto che ben rappresenta in prospettiva cosa succederà quando il carrello di sciagure umane che da tempo sta correndo sul percorso estremo di un luna park, avrà concluso la sua corsa. Al momento si può abbozzare un commento razionale sull’edificio di paradossi realizzato fin’ora dalla follia di alcuni capipopolo ingigantita fuori da ogni misura. La stessa che, ormai da tempo, ha superato ogni soglia esistente in tempi normali. Definire kafkiano tale stato di fatto sarebbe limitante, sarà meglio far riferimento a una bolgia dell’ Inferno dantesco. Con un fare che ricorda a sufficienza il saltellare dell’ allodola, cioè del tutto imprevedibile, può essere proficuo iniziare la nota con un immagine più che consona del comportamento del Presidente degli USA Trump e dei suoi collaboratori di ogni genere e specie. Si può notare così facendo che, dall insediarsi dell’Acrobata Biondo alla Casa Bianca, a Washington sta accadendo quanto a Roma è da tempo pane quotidiano. Fatti tutti gli aggiustamenti che la situazione richiede, non fosse per altro che per la distanza che separa le due capitali, si evidenzia rapidamente la non corresponsione di amorosi sensi tra politica e giustizia. Più precisamente tra quel primo cittadino e la magistratura a stelle e strisce con diversi punti di contatto con ciò che sta accadendo nel Paese. Molti degli atti firmati dal Presidente Esagerato, come sarebbe definito se operasse a Napoli, sono al vaglio delle toghe d’Oltreoceano. Con una notevole differenza: il tempo notevolmente più breve impiegato dalla Giustizia al di la dell’ Atlantico per emettere il verdetto. Vuole l’antico adagio nostrano, non del tutto condivisibile, che “aver compagno al duol, scema la pena”. Nel caso in osservazione si ha più l’impressione che talvolta 1+1 possa dare per risultato 3 . Al segno + (più) di tale operazione aritmetica, corrisponde un marcato segno – (meno) del funzionamento della macchina statale, efficiente oltreoceano, tutt’altro nel Bel Paese. E pensare che molti di quei commis lasciarono il Vecchio Continente attratti dal “sogno americano”, obbligati dagli ‘incubi europei”, primo la fame.