La notte più lunga, quella che attualmente sta rabbuiando la Ue, nonostante viga l’ora legale

(in foto Pierbattista Pizzaballa fonte Imagoeconomica)

C’è da chiedersi se Lewis Carroll, il matematico inglese che creò il personaggio di Alice, facendola accedere al Paese delle Meraviglie, abbia scritto un altro racconto, rimasto a lungo inedito. Qualcosa che potrebbe essere del genere di quella attualmente in scena sulla platea del mondo, ma con tutt’altro spirito, come protagonista l’Umanità intera. L’ambientazione è diversa da quella dell’opera prima e di certo la stessa è meno idilliaca. In essa l’Alice della situazione è quella parte delle varie popolazioni tenuta in scacco, con l’uso delle armi di ogni genere, da pochi pazzi costituenti un numero esiguo di sedicenti leaders superstar. La sproporzione tra le forze dei protagonisti è più o meno paragonabile a quella che esiste tra i personaggi di Carroll. Ciò che cambia sostanzialmente rispetto all’ opera originale, è la personalità dei protagonisti. Mentre Alice è alle prese con personaggi stravaganti ma non sciocchi, nell’attualità la situazione si sta proponendo con i ruoli completamente invertiti. Quanto rende particolarmente difficoltoso avviare verso l’esaurimento l’attrito tra i vari spiriti contrapposti, è il linguaggio incomprensibile – non solo quello lessicale – con cui i vari contendenti interloquiscono. Tutta l’ si compone e si scompone come l’immagine di un caleidoscopio, quindi mutevole e fluida, e non c’è da illudersi che possa essere validamente e, in tempi ragionevoli, stabilizzata. Pur in prossimità delle festività pasquali, non si intravede nel cielo nemmeno una colomba con il ramoscello d’ulivo nel becco. Una nota in controtendenza: le autorità religiose di Israele, nel tentativo di rimediare alla gaffe della Domenica delle Palme, quella prossima, di Pasqua, spalancheranno la porta del Santo Sepolcro a Monsignor Pizzaballa, Nunzio Apostolico. Se il Bianconiglio di Alice per la misurazione del tempo si affidava al un orologio che marciava a modo suo, i protagonisti di quanto accade in Israele sono andati completamente nel pallone. Del resto il fenomeno è poco diverso da quello adottato dalla maggior parte degli altri leaders: annunciare di voler attuare la decisione A, per poi, qualche giorno dopo, fare l’esatto contrario. Veder fare, saper fare, anche se si tratta di tentare di convincere il gallo a produrre le uova. E questo è tutto, Mondo, con le scuse se è ritenuto insufficiente.