La pretesa assurda di voler parlare di corde in casa dell’impiccato

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Il Forum Economico di Davos, CH, in sigla WEF, annuale, è in pieno svolgimento in questi giorni e chiuderà i battenti a fine settimana. Una premessa importante in merito alla sua evoluzione dall’ istituzione fino all’edizione
di quest’anno. L’evento è la vulgata del lavoro di un anno svolto dalla fondazione omonima, nata 56 anni orsono per volere di imprenditori illuminati e con buona disponibilità finanziaria. Ogni anno la stessa indice in loco una convention – il Forum – a cui partecipano, oltre a imprenditori più che significativi a livello mondiale, anche capi di stato e personaggi analoghi, ha lo scopo specifico di far incontrare, dialetticamente e anche fisicamente, nel corso della settimana in cui si svolge, capi di stato e altri personaggi pubblici di alto rilievo con il fior fiore dell’economia e della finanza mondiale. Orbene, quest’anno i personaggi pubblici appena accennati sono circa un centinaio e tra essi Donald Trump. Assente dell’ultima ora, giustificato o non, è invece Volodimir Zelensky: in società si ipotizzerebbe il motivo nel voler evitare “contatti imbarazzanti”. Ciò che preme invece evidenziare è che la scelta di partecipare a quella riunione di un presidente a stelle e strisce dopo 6 anni di assenza di suoi predecessori, sa proprio di gradassismo e di bullismo. Il Biondo ha appena minacciato la UE e, in maniera ancora più grave, alcuni paesi membri della stessa. La portata è l’ applicazione di dazi sull’export oltreoceano fino al 200% del valore della merce. Come si azzarda un terrorista (!) del genere a presenziare a un evento dove protagonista insostituibile è il mercato, corredato e commentato da criteri di libertà, l’esatta antitesi di quanto afferma e mette in pratica lo Sceriffo di Washington ? In trasferta dove attualmente ha deciso di intervenire a mani basse, è una nota stonata. Anche se solo per colore, è necessario ricordare il suo atteggiamento nei confronti di Jerome Powell, presidente della FED: per chi ha visto i film dell saga Il Padrino, molti dei siparietti che il Tycoon sta interpretando con quel banchiere, ricordano altrettante scene degli stessi.
Probabilmente nella seppur breve storia che gli americani hanno vissuto da quando i loro stati divennero “e pluribus unum”, pur senza far nomi, si ha la precisa sensazione che non si sono trovati mai così a disagio come ora. La miscella esplosiva che si è creata nel mondo sta diventando sempre più instabile e pericolosa. Si dice che qualcosa di straordinario talvolta accada all’ultimo istante a chi ha deciso di buttarsi giù da una rupe: come una forza invisibile, qualcosa lo fa desistere. Ora bisogna verificare se la Mano Invisibile di cui scriveva Adam Smith abbia anche questo potere. Soprattutto se vorrà agire pietosamente con Trump, tirandolo fuori della nube di follia dove si trova, ritornando, per quanto potrá, a impegnarsi a non far danni o almeno a tentarlo. Meglio nemmeno pensare al caso opposto e a quanto potrebbe venir fuori dal simposio sulle montagne svizzere. Anche se, stando come sopra elencate le vicende, seppure le si vorrá coprire di cioccolato, molto probabilmente sará usato quello amaro.