La “questione di fiducia”: una questione aperta

Il problema della “questione di fiducia”, ignorato dalla riforma costituzionale, interessa poco o punto tanto i Sì quanto i No al referendum, sebbene sembri una grave svista o lacuna del testo Renzi-Boschi. Com’è noto la questione di fiducia, disciplinata soltanto dai regolamenti parlamentari, è la dichiarazione con la quale il Governo dà l’aut aut ad una Camera: o approva l’oggetto della votazione o il Governo rassegna le dimissioni. La questione di fiducia ha due scopi principali: compattare la maggioranza e piegare l’opposizione di una Camera sullo specifico oggetto. La riforma costituzionale vanta di aver tolto al nuovo Senato il potere di concedere e negare la fiducia. Sicché bisogna dedurne che nel nuovo Senato il Governo non potrà più porre neppure la questione di fiducia. Il nuovo Senato, sebbene ridotto a ombra del vecchio,  conserva tuttavia la funzione legislativa paritaria con la Camera su materie fondamentali, quali la revisione costituzionale, l’Unione Europea, la sua stessa legge elettorale. Che accadrà quando, in una legge su tali materie, il Senato andrà in opposto avviso della Camera, dove invece lo strapotere del Governo e la possibilità di imporre la fiducia non consentiranno dissensi essenziali? Al momento non saprei rispondere definitivamente, mentre quelli che dovrebbero rispondere neppure si pongono la domanda. La lacuna o la svista sono così macroscopiche che, allo stato, un conflitto del genere tra Camera e Senato risulta insuperabile, perchè non si intravede l’autorità competente a risolverlo: non la Corte costituzionale, perché non è un conflitto di attribuzione; non i due presidenti delle Camere perché non è una questione di competenza, ai sensi del nuovo art.70 Costituzione. Che accadrà giuridicamente e politicamente se il Senato non vorrà assecondare il Governo e terrà la posizione? Renzi e Boschi, che sempre chiedono agli altri di entrare nel merito, forse dovrebbero entrarci loro, finalmente.

 di PIETRO DI MUCCIO DE QUATTRO
COMITATO SCIENTIFICO SOCIETÀ LIBERA