“La ripresa perde slancio”

12

Roma, 16 lug. (AdnKronos) – La ripresa economica in Italia ”ha parzialmente perso slancio” e rischia di avere un ”effetto trascinamento” anche sul 2019. L’ Ufficio parlamentare di bilancio, nella nota sulla congiuntura a luglio, conferma il cambio di marcia del Paese, in linea con l’andamento delle maggiori economie avanzate. ”Le stime dei modelli di breve periodo dell’Upb – si legge – segnalano un rallentamento dell’attività economica, che si potrebbe protrarre nel corso dell’estate, determinando un lieve peggioramento delle per l’anno in corso e influenzando, in considerazione del minor effetto di trascinamento, anche i risultati del 2019”.

Nella media del 2018, l’espansione del Pil si attesterebbe all’1,3%, lievemente al di sotto della previsione Upb dello scorso maggio (1,4%). Per effetto della minor crescita acquisita anche l’incremento previsto per il 2019 registrerebbe una correzione al ribasso con una crescita del Pil di poco superiore all’1%.

Nei primi mesi dell’anno, osserva l’Upb, ”a un buon andamento dei consumi ha fatto riscontro quello negativo di investimenti ed esportazioni”. Nonostante un leggero calo del potere di acquisto delle famiglie (0,2 per cento nel primo trimestre) la dinamica dei consumi ha registrato un recupero nel primo trimestre dell’anno (0,4 per cento in termini congiunturali). Questo andamento ”ha beneficiato del clima di fiducia delle famiglie e delle dinamiche occupazionali, che consolidandosi potrebbero continuare a sostenere nel breve termine i piani di spesa delle famiglie”.

Nei primi tre mesi dell’anno, inoltre, la dinamica congiunturale dell’accumulazione del capitale ha subito una battuta d’arresto (dell’1,4 per cento), riassorbendo parte dei progressi conseguiti nel 2017. A pesare sulle decisioni di investimento, secondo l’Upb, ”ha verosimilmente influito l’incertezza relativa al prolungamento per quest’anno delle agevolazioni fiscali per l’acquisto di impianti e macchinari, in contrazione del 2,4 per cento nei primi tre mesi del 2018”.

È risultato negativo anche l’apporto all’attività economica da parte degli scambi con l’estero. Nel primo trimestre il volume delle esportazioni, in crescita dalla metà del 2016, ha scontato un calo del 2,1 per cento. ”Le prospettive di breve termine, secondo le più recenti indagini sugli ordini dall’estero, restano deboli”, scrive l’Ufficio parlamentare di bilancio.