La Scienza delle Finanze, questa sconosciuta o quasi

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in foto Luigi Einaudi

La macchina statale e quelle di ogni genere riconducibili a essa, perché funzionino devono essere rifornite di carburante adatto,
cioè soldi, definiti in gergo “finanze” o “coperture finanziarie. Per evitare di rimanere a secco dopo aver consumato la pur abbondante riserva, quelle macchine devono essere condotte facendo bene attenzione a “non tirarle”, per dirla con gli automobilisti. Significa che i responsabili di ciascuna di esse devono contenersi nello spendere come fa il buon padre di famiglia. Tradotto in lessico più comune significa che gli stessi devono agire con la normale oculatezza di quest’ ultimo. Già nella Roma dei Cesari, per indicare un comportamento del genere, i magistrati si riferivano a quello del “bonus pater familias”. Si parte da lontano, per non ritornare troppo indietro dal Medioevo, per ipotizzare un tempus a quo si possa pensare che i Governanti del mondo allora noto iniziassero a avvertire la necessita che la loro delicata operatività fosse supportata da un compendio di regole tecnico giuridiche di comprovata validità. Quelli appena abbozzati sono stati i prodromi perché si potesse iniziare a definire la finanza pubblica ciò che veramente sarebbe stata in seguito, cioè denaro dei contribuenti accumulato con i prelievi che lo stato attingeva dalla popolazione con la percussione fiscale di ogni genere. Per dare corpo a un esecutore del comportamento sopra accennato a grandi linee, può risultare idoneo riferirsi al Ministro delle Finanze francese J.B. Colbert, che operò durante il regno di Luigi XIV, Re Sole. La sua opera al momento è particolarmente sotto attenzione, avendo quel politico fatto uso consistente dello strumento di prelievo fiscale introducendo l’applicazione di dazi, protettivi e non punitivi come quelli messi in opera di questi tempi, comunque gravanti su tutti i citoyennes. Per l’Italia la messa a punto di una condotta del genere può essere riferita a un Docente piemontese, più precisamente delle Langhe, una delle zone più parsimoniose del Paese. Era il Professor Luigi Einaudi, primo presidente eletto della Repubblica Italiana nata da poco. Il futuro Capo di Stato cominciò a dedicarsi in maniera decisiva a quella materia poco dopo il completamento degli studi giuridici seguiti all’ Università di Torino. Proprio in quell’ ateneo, in seguito, insegnò la stessa disciplina. Un dettaglio tecnico: le Scienze delle Finanze sono un compendio di norme giuridiche e principi economici. Sono di quel periodo le definizioni ancora in uso di quello studioso quali “il buon governo”, la definizione “settore primario” per l’ Agricoltura e altre ancora. Attualmente suscita un certo turbamento il fatto che tali fondamenti della materia vengano distorti da chi sta al Governo sistematicamente o quasi. Uno degli scostamenti più marcati è quello determinato dal comportamento non rispettoso dei limiti alla spesa pubblica previsti dalla Costituzione. Per definire tale modo di governare come si fa alla maniera rurale, si programma una spesa senza avere in cassa la relativa copertura finanziaria. In più, la previsione di poterla coprire nel tempo assicurata dalla politica agli elettori per dare loro un minimo di tranquillità, il più delle volte consiste nel dire loro una bugia pietosa. Per esprimere il concetto in tutta la sua anomalia, potrà risultare utile l’affermazione che tutto ciò non è frutto di un agire in buona fede. Ieri è stato San Valentino, per tradizione festa degli innamorati. Non per quelli che lo sono delle proprie idee, che devono essere qualificati pervertiti a pieno titolo.