La seconda vita dell’Arpac
Vasaturo: Basta ingerenze

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Gli anni di polemiche, polveroni, inchieste giudiziarie e nomine contestate, Pietro Vasaturo, da più dicembre 2013 commissario all’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente in campania, vuole lasciarseli Gli anni di polemiche, polveroni, inchieste giudiziarie e nomine contestate, Pietro Vasaturo, da più dicembre 2013 commissario all’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente in campania, vuole lasciarseli alle spalle. Lui che nell’ambiente viene ironicamente definito “lo sbirro”, perché è un tipo duro e con idee chiare, negli ultimi dodici mesi ha pensato solo a rimboccarsi le maniche e a portare a casa risultati concreti che smarcassero l’agenzia dall’immagine negativa rimbalzata sui mass media negli ultimi anni. “Non nascondo di essere stato in molti casi definito l’amico delle guardie, l’amico dei giudici – scherza Vasaturo – e questo solo perché sono stato impegnato in un ufficio giudiziario. certo indagini ce ne sono state e ce ne sono, ma per fortuna la maggior parte si sono ridotte a valutazioni di inchieste del passato. E finalmente, anche i mass media guardano al nostro operato in maniera non meno attenta ma più obiettiva: in molti stanno prendendo atto dell’impegno di Arpac, della sua presenza sul territorio, della vigilanza e del controllo continuo”. Ma quali sono questi risultati che fanno parlare di un nuovo corso per l’Arpac? “Nello specifico – spiega il commissario – abbiamo posto sotto controllo le aree sensibili per la presenza di stabilimenti a grande rischio di impatto ambientale, monitoriamo 24 ore al giorno il territorio, vigilando e documentando (con fotocamere e altri strumenti), unitamente alle altre forze in campo, che non ci siano comportamenti delinquenziali che mettano a repentaglio l’ambiente in tutto il suo complesso. Le attività ordinarie sono a pieno regime. In meno di un anno sono stati ammodernati tutti gli strumenti, acquisite nuove apparecchiature e incentivati tutti i lavoratori a dare il proprio contributo al meglio, eliminando definitivamente la piaga del precariato che da anni attanagliava la vita di tanti”. Certo, consiglio e Giunta regionale hanno reso possibile tutto questo con un adeguamento dei fondi ordinari che da anni non venivano aggiornati. E’ stata recuperata la professionalità di circa 270 dipendenti della società partecipata Arpac Multiservizi grazie a un piano di salvataggio e di rilancio. Ma nonostante tutto, c’è ancora chi parla di “situazioni dubbie” in Arpac. “In verità non capisco cosa possa esserci di “dubbio” – dice Vasaturo -. Ma credo ci si riferisca a situazioni di condizionamento esterno e interno di cui sembra che l’Agenzia sia stata oggetto in passato. Per quanto riguarda il trascorso, non spetta a me ricordare che molte ipotesi accusatorie sono cadute innanzi al giudicante. Penso di essere un uomo pratico. Mi interessano i risultati, e già il fatto che Arpac non sia più citata dai giornali per fatti negativi è una grande vittoria”. Una posizione comprensibile quella del commissario. Ma è difficile credere che il vecchio costume di interferire nell’operato degli Enti o nella loro gestione si sia all’improvviso dissolto nel nulla. “Non sono mago Merlino – ironizza Vasaturo -, quindi non ho usato bacchette magiche per eliminare il malcostume, perché tale considero l’abitudine di interferire nella gestione di un ente pubblico. Ma posso assicurare che non sono oggetto di nessuna pressione. La politica è impegnata seriamente a rilanciare l’Ente. La scelta di nominarmi commissario, per quanto mi risulta non contestata da chicchessia pur se legittimato, ha dimostrato la sensibilità di agire rimuovendo ogni tipo di sospetto in un momento di rinnovata emergenza in materia ambientale. Per me quest’incarico equivale a un qualsiasi altro incarico dirigenziale e del resto non aspiro a nessun altro posto che non sia da collocare nell’ambito della dirigenza secondo il testo unico del pubblico impiego”. Nonostante gli obiettivi raggiunti, il futuro non si prospetta tutto rose e fiori. “Oltre ad avere il timore di sempre, ovvero di non essere del tutto adeguato o di poter fare di più – conclude Vasaturo – mi preoccupo dei tagli che stanno colpendo indiscriminatamente tutte le pubbliche amministrazioni. Mi preoccupa il fatto che potrebbe non essere possibile completare l’organico di Arpac, che continua a essere sottodimensionato, e che la situazione continuerà a peggiorare con i pensionamenti in corso. Spero quindi che l’impegno assunto lo scorso anno dalla Giunta e dal consiglio regionale di potenziare finanziariamente l’Agenzia sia presto concretizzato con una legge di riorganizzazione, tenendo conto che quella istitutiva risale al 1998 e risulta pertanto ampiamente superata”.