La Spagna accoglie Aquarius

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Roma, 11 giu. (AdnKronos) – I verranno accolti nel porto spagnolo di Valencia. Lo ha annunciato il premier spagnolo Pedro Sanchez. “E’ nostro dovere contribuire ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”, ha sottolineato Sanchez in un comunicato della Moncloa. L’annuncio è arrivato mentre sulla vicenda era in corso un braccio di ferro tra Italia e Malta.

L’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, aveva lanciato un appello ai governi coinvolti per consentire uno sbarco immediato. Anche la Commissione europea aveva chiesto che i migranti fossero fatti sbarcare “il prima possibile”.

SALVINI – “L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta c’è chi dice no” ha ribadito questa mattina in un post su Facebook, tornando a rilanciare l’hashtag #chiudiamoiporti. “Oggi – ha scritto il ministro dell’Interno – anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, ovviamente da portare in Italia. Associazione tedesca, nave olandese, Malta che non si muove, la Francia che respinge, l’Europa che se ne frega…”. “Basta – ha scritto Salvini – Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no”.

TONINELLI – Sul caso dell’imbarcazione Aquarius è tornato anche il ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli. “È necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un’Italia abbandonata a se stessa. Noi salveremo sempre le vite umane, ma Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare” ha twittato Toninelli.

Per il ministro è una questione di “buon senso: i richiedenti asilo vanno salvati all’interno del porto più sicuro e vicino”, serve “un’assunzione di responsabilità da parte di Malta” ha poi affermato in un’intervista a Sky. Toninelli ha detto che “le condizioni all’interno della nave Aquarius sono buone, ci sono viveri”. “Il premier Conte ha inviato due motovedette con medici a bordo” una ieri sera e una stamane per dare il cambio allo staff sanitario, ha riferito il ministro, spiegando che la situazione “viene costantemente monitorata” dagli operatori italiani. “La soluzione deve arrivare, per alcuni giorni ci sono viveri a sufficienza” ha aggiunto. “Chiediamo che vengano aperti i porti degli altri Paesi”, ha rimarcato ancora una volta, perché quello che finora è apparso “un problema italiano diventi problema europeo”.

PRESIDENTE MALTA – Da Catania, la presidente di Malta, Marie-Louise Coleiro Preca, ha affermato che “Italia e Malta sono due Paesi confinanti dell’Europa e devono lavorare insieme per i flussi migratori e non fare polemiche tra di loro. Noi siamo uniti e dobbiamo continuare ad esserlo. Questo è un impegno non soltanto della politica ma dei cittadini maltesi e italiani”.

COMMISSIONE UE – Riguardo alla questione della nave ‘Aquarius’, per la Commissione europea prevale innanzitutto un “imperativo umanitario” ha detto il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas nel briefing con la stampa, rispondendo a una domanda sullo scontro tra Italia e Malta. E’ necessario “assicurare che queste persone ricevano le cure necessarie”, ha aggiunto Schinas, chiedendo una “rapida soluzione” della vicenda.

UNHCR – “Siamo in presenza di un imperativo umanitario urgente – ha affermato Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale – Le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le provviste e hanno bisogno di aiuto in fretta. Questioni più ampie come chi ha la responsabilità e come queste responsabilità possano essere meglio condivise tra gli Stati dovrebbero essere esaminate più tardi”.

“Fondamentalmente – ha rimarcato – il principio del salvataggio in mare non deve essere messo in dubbio da incidenti come questo. I Paesi esposti agli arrivi via mare devono essere sostenuti dagli altri governi. Fra le misure adottabili un meccanismo prevedibile in tutta la regione per lo sbarco, basato su una buona cooperazione tra Stati e altri attori rilevanti”, ha aggiunto Cochetel. Fino ad oggi, nel 2018, rileva l’organizzazione, sono circa 13.706 gli arrivi via mare in Italia, una diminuzione significativa rispetto agli ultimi anni.