La frenesia è uno stato di agitazione di notevole grandezza, quasi sempre inutile e talvolta addirittura dannosa. Sembra che, con il procedere in crescendo, le vicende che stanno affliggendo alcune zone del mondo, dove infuria la guerra, siano andate fin troppo oltre. I loro governanti o apprendisti tali, insieme ai rispettivi supporter – i fiancheggiatori (sic!) – abbiano finito con l’aver interpretato male le finalità del loro mandato. A tal riguardo si può arrivare a ipotizzare che i fraintesi sulla portata degli incarichi da assolvere siano iniziati nel momento stesso in cui quei legati li hanno accettati. Venendo ai fatti, nel corso della settimana appena iniziata si concentreranno incontri al vertice di varie speci che dovrebbero spianare la strada verso la risoluzione delle controversie in atto. Così la Premier Meloni, dovo aver partecipato alla riunione del CPE, Comunità Politica Europea, a Yerevan, Armenia, oggi si sta recando a Baku, Azerbaijan, per una visita di stato. L’ occasione sarà utilizzata soprattutto per consolidare i buoni rapporti tra i due paesi e anche per ampliare l’importante accordo per la fornitura di gas che quel paese già sta somministrando all’Italia. Fin qui tutto allo scopo di porre rimedio alla carenza di combustibili fossili, mettendo un argine alla crisi energetica che, al momento, sta tenendo con le spalle al muro gli operatori delle nazioni interessate. Volendo significare con ciò che gli USA e la Russia non hanno alcuna necessità di importare idrocarburi,essendo esportatori netti di quelle risorse che altrove invece scarseggiano. Di conseguenza la crisi energetica tocca solo marginalmente quelle due superpotenze. È cosi che un presidente indefinibile qual è Trump, crede che gli sia concessa la libertà di poter gettare fango impunemente su tutti e tutto.
Passata la sbornia di potere, anche per le pressioni fatte con il bello e con il buono dai suoi consiglieri, Trump cerca di rattoppare le lacerazioni create dal suo uso temerario del linguaggio. Dopo aver fatto i tipi di scempio accennati, il più delle volte deve intervenire il Segretario di Stato Rubio per tentare di incollare i cocci. Così accadrà, salvo variazioni dell’ ultimo minuto, quando Rubio sarà a Roma nel tentativo di recuperare i buoni rapporti con il Vaticano, incontrando Papa Leone XIV e con il Bel Paese, accolto dai Ministri Tajani e Crosetto. Se tutto andrà come da programma, sarà ricevuto anche dalla Premier. Una riflessione: quando il Biondo si esprime, pensa mai ai disastri che sistematicamente provoca così facendo ? La risposta è senza dubbio negativa, come quella che completa il pensiero, se arriva a rendersi conto del costo, in termini di denaro, del tempo sprecato, dei costi della logistica con tutti gli annessi e connessi.
A questo punto la vicenda si fa ancora più complicata. Le guerre stanno attentando a legami storici che duravano da tempo. Il loro allentamento porta qualche beneficio solo a chi li ordisce, per il resto solo danni su danni, per lo più diffusi. C’è da aggiungere che oggi parte l’ennesima mossa, più precisamente ripicca dell’inquilino della Casa Bianca, l’ennesima introduzione di dazi, questa volta in ragione del 25% sulla produzione automobilistica europea destinata al mercato USA. È l’ennesima e sempre viva nella sua mente picconata senza criterio che il bullo, incurante delle ritorsioni, mette in atto senza pensarci due volte. E sa bene che il suo agire poggia sul nulla, finendo con l’esasperare gli animi dei costruttori europei, già tesi per la forte contrazione delle vendite causata dalla crisi economica e dalla concorrenza cinese. La stessa era da tempo paventata e sta crescendo velocemente. Tutto ciò premesso, non resta che prendere atto che per il film seriamente tragico di questo disastro epocale è ancora lontano dalla comparsa sullo schermo della parola FINE, più propriamente THE END. Nel frattempo non si sbaglierà se si rivolgeranno preghiere a Kissinger: non si può mai sapere!





































