A cura di Alfonso Vitiello La Thailandia: primo paese produttore mondiale di gomma naturale e sintetica; primo paese produttore mondiale di hard disk; sesto esportatore mondiale di riso e zucchero; tredicesimo produttore A cura di Alfonso Vitiello La Thailandia: primo paese produttore mondiale di gomma naturale e sintetica; primo paese produttore mondiale di hard disk; sesto esportatore mondiale di riso e zucchero; tredicesimo produttore mondiale di autoveicoli Dati Boi (Board of Investiment) Gli scambi commerciali tra l’Italia e la Thailandia sono stati nell’ultimo decennio caratterizzati da una crescita costante. Gli affari delle imprese italiane hanno riguardato specialmente il settore manifatturiero, quello metallurgico e i macchinari industriali. La Thailandia, tra i maggiori paesi importatori di materie prime e semilavorati, ha il suo bacino preferito in Giappone, Cina e Usa. In cima alla lista dei beni importati troviamo il greggio, i composti chimici, i metalli preziosi (oro e argento su tutti), ferro e acciaio. L’Italia si classifica al 24° posto per esportazioni verso il paese asiatico, con quote in crescita di anno in anno. Esportiamo, come riferito, macchinari e loro componenti, manufatti in metallo, prodotti chimici, apparecchiature e strumenti medico-scientifici. Nell’ultimo periodo il commercio internazionale è cresciuto enormemente, grazie agli accordi tra i paesi che fanno parte dell’Asean (Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico) e Cina, India, Nuova Zelanda e Australia; ciò ha permesso alla Thailandia di migliorare infrastrutture e competenze. Il che, unito alla favorevole posizione geografica nel continente asiatico e al sostegno del Free Trade Agreement (trattato di libero scambio) rende la Thailandia un possibile concorrente di nazioni consolidate come Cina e India. Un consiglio alle imprese italiane che aspirano ad entrare nel mercato thailandese è quello di partire da un ufficio di rappresentanza, per poi costituire una propria sede in loco. Il livello di tassazione di aggira intorno al 30%. I settori su cui è puntare sono quello degli elettrodomestici, dell’elettronica, delle energie rinnovabili e delle tecnologie ambientali. La Thailandia mostra performance eccellenti sotto molti aspetti: velocità e bassi costi per i permessi di costruzione, ampia flessibilità del mercato del lavoro, forte tutela garantita agli investitori stranieri e grande capacità ed efficienza nel commercio con l’estero. Il mercato interno, sotto la spinta di favorevoli politiche governative, è molto dinamico ed appare in costante evoluzione.





































