Quando, capita spesso, un gruppo di persone discute di un argomento di ogni genere, ciascuno di essi lo affronta usando il linguaggio che la propria formazione culturale gli permette. È inevitabile che i commenti e i paragoni vadano senza esitazioni all’episodio narrato nel libro della Genesi, che descrive la costruzione di quell’edificio in Mesopotamia, l’odierno Iraq. Esso fu realizzato da manodopera proveniente da diversi Paesi e i singoli operai si esprimevano con linguaggi diversi. Di conseguenza non riuscivano a colloquiare e venivano fuori i malintesi con conseguenti bisticci. Per il groviglio di guerre che hanno preso il via il 7 ottobre del 2023, il mese prossimo ricorrerà il terzo triste anniversario. Fu allora che Hamas effettuò lo spettacolare attacco a Gaza, dilatatosi poi fino alle dimensioni attuali. Lo stato dell’arte. Attualmente è tutto il Medio Oriente a essere coinvolto nella mattanza di persone e distruzione di vari generi di cose, che gareggia con l’invasione dell’Ucraina per il dominio della scena mondiale. Agli osservatori esterni sembra di trovarsi di fronte a qualcosa di molto simile a quanto riferisce la Genesi. Con una pesante differenza: allora l’incomprensione era causata da un fatto obiettivo, le diverse lingue parlate. Attualmente, al contrario, i partecipanti stanno facendo di tutto, volutamente, ciascuno per non farsi intendere dagli altri interlocutori. Il motivo? Molto probabilmente i belligeranti nutrono altre aspirazioni che con la guerra di Israele hanno poco o niente da spartire. Vengono così alla mente alcune interminabili partite a carte nei bar del villaggio. Durante il loro svolgimento non è raro che uno dei giocatori si rivolga al suo compagno, rimproverandolo a muso duro: “Io ho lanciato a coppe e tu hai risposto a bastone”. Tra le tante differenze con gli episodi di guerra, uno spicca senza particolari sforzi: intorno a quel tavolo da gioco una cosa è certa: non ci saranno mai feriti o addirittura morti. Al più qualcuno sarà malmenato, così ricorderà la lezione per le prossime volte.
Nel caso delle guerre non è avvenuto, né avverrà mai qualcosa del genere.






































